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È arrivato!

Il periodo pre-natalizio incombe su Parigi.
Vi ho già parlato dell'assedio dei cinesi e delle commesse incotichite dalla nicotina che difendono i bastioni del buon gusto e dell'aplomb francese a colpi di Paco Rabanne spruzzato negli occhi.
Adesso è iniziato l'ecatombe.
Li strappano dalle loro dimore, ancora assonnati di primo mattino , li caricano su degli autotreni a centinaia, a migliaia. Raggiungono la città e li vedi raggruppati per strada, in ogni angolo e crocevia, schiacciati gli uni contro gli altri al freddo, ad un pelo dal traffico isterico di Parigi. Li vedi di tutte le età, di tutte le forme, qualcuno più tondo, qualcun altro più longilineo. Ovviamente alcuni sono più richiesti di altri ed il prezzo dice tutto. La maggioranza è sul metro e settanta, ma ne ho visti di giovanissimi, che ti arrivano appena alla vita, venduti da un banchetto in mezzo al Parvis de La Defense.
Abeti.
Che a me mi fanno una pena! Vederli così, troncati ed infilati dentro qualsiasi cosa: un ciocco di legno, un secchio pieno di ghiaia, un secchio pieno di cemento. Poveri abetelli.
Poi vabbè, tempo che arriva il primo gennaio e li ritrovi tutti per strada, dov'erano prima, ma in vari stati di sbudellamento. Alcuni hanno perso tutti gli aghetti a causa del riscaldamento delle case, altri sono stati colorati e spruzzati di vari colori, di porporina o di neve tipo schiuma da barba. Altri sono stati sommariamente fatti a pezzi ed infilati nel cassonetto traboccante a testa in giù.
Pregate di non reincarnarvi mai in un abete.

Qui in casa TQF l'albero di Natale si fa finto. È alto 2 metri (perché c'ho tante decorazioni) ed è sempre lo stesso da 10 anni. Fa parte della famiglia e passa l'anno nella sua bella custodia di cartone comodo comodo.
Un albero di Natale è per la vita, non solo per Natale.
E non dico che dovete tenerlo addobbato fino ad agosto, deficienti. Fatelo finto.
Quelli finti sono pure più belli, adesso li vendono pure con le lucine già incorporate, così non dovrete bestemmiare davanti al presepe perché quel filo di luci funziona solo quando lo tenete alto sopra la testa e quando lo posate sull'albero si spegne.
Fatevi furbi, che il Natale è pure una rottura di coglioni dai.
Ammettiamolo.
Questo è pure il periodo delle recite scolastiche di Natale. Vi ricordate la vostra? Se siete cresciuti a pane e Ave Maria come me sicuramente avrete avuto modo di partecipare ad una rappresentazione della natività.
Io facevo ogni anno il presentatore.
Chissà per quale oscuro motivo.
Non la soubrette.
Non la valletta.
E nemmeno Maria Santissima (che avrei UCCISO per mettermi quel velo in testa).
Presentavo.
Che poi che cavolo ti presenterai?
"Signore e signori, ecco Maria e Giuseppe nel loro monolocale zoo-termo-autonomo autogestito nei pressi di Betlemme. Maria indossa una meravigliosa tunica di cotone egiziano in azzurro fleur-de-lys, il velo è di chiffon orlato a mano a Nazareth da Sant'Anna e Sant'Elizabetta. I capelli sono Coppola, trucco niente. Lei è una semplice. Giuseppe minimalista in marrone cioccolato, birkenstock e bastone in noce massiccio di Leroy Merlin. Barba, baffi e capelli I Sargassi di via Frattina…"
Dai.
Comunque, cazzate a parte, il Tappo farà la parte dell'angelo.
"Perché si chiama Gabriel!" mi sorride la maestra (una donna ECCEZIONALE!)
Al che io ribatto "OK! Il prossimo anno allora dateci Gesú, che pure lui aveva due papà!"
Parlando di angeli, conoscete la gerarchia angelica secondo la religione cattolica?
No perché non sono tutti Angeli che poi si aprono la partita IVA e diventano Arcangeli, c'è molto di più.
Ve la dico?
Allora, dal basso verso l'alto, Angeli, Arcangeli, Principati, Potenze (o Potestà), Virtú, Dominazioni, Troni, Cherubini e Serafini. Questi ultimi circondano Dio, ne assorbono l'energia primordiale e la conservano. Gli organizzano gli appuntamenti, le note spese e per l'ora di pranzo gli portano il sushi. Quello del ristorante, non quello del supermercato. 
Scherzi a parte, questa è una cosa che mi ricordo sempre, come pure ricordo quanto mi affascinasse il tema 'Angeli e Compagnia Santa' da piccolo.
La mia è stata un'educazione cattolica, di quelle che non scegli, ma che ti ritrova a far comunione e cresima senza nemmeno capire perché lo fai.
Ma vabbè, poi si cresce, ci si pone domande, ci si dà delle risposte e, con un po' di fortuna, si riesce a separare la fuffa grossa da quella piccola o comunque più plausibile.
Confesso che comunque non riesco a pensare al Paradiso prescindendo da un'iconografia popolata di nuvolette bianche e figure togate alla romana dall'aspetto bonario.
Cosí stamattina, quando Tappo mi ha chiesto "Dove vivono gli angeli?" mi sono prodigato nell'illustrazione del Paradiso così come lo immaginavo da piccolo.
Sapete, col Natale che impazza qui a Parigi è impossibile sfuggire ad angeli di stagnola che volteggiano sulle insegne di ogni bottega del quartiere. 
Dapprima li chiamava 'Bats' perché, in tutta onestà, qualcuna delle performance artistiche dei decoratori lasciava molto a desiderare.
"Amore… Gli Angeli vivono in Paradiso…"
"E dov'è?"
"Boh, nessuno lo sa… C'è chi dice sia in cielo, ma tutte le volte che andiamo su in alto con l'aereo non si vede niente…" azzardo io, cercando di mettere in moto la curiosità dei suoi meravigliosi 4 anni e mezzo.
"Vero! Lassú è solo blu… Fozze stanno in spazio. Però in spazio non si reppira. Sulla luna si reppira papà?"
"No… Ma gli Angeli non hanno bisogno di respirare. Sono esseri speciali. Magici."
"Come ci si arriva in Padadiso?"
"Nessuno lo sa… Lo scopriamo quando mor…Ehm… Quando è ora…"
"E quando è ora?"
"Più tardi possibile amore.."
"PECCHÈ?"
"Beh, perché adesso abbiamo tanto da fare qui… Tutti insieme… Per il Paradiso c'è sempre tempo."
"A che ora chiude Padadiso?"
"Amore, non chiude mai…"
"Neppure a Natale?"
"No… Mai…"
"IO VOGGHIO ANDARE!"
"Amore, non è possibile…"
"SEI CATTIVO! TU NON MI POTTI MAI DA NESSUNA PATTE! IO VOGGHIO ANDARE!"
"Amore, ma ti sto spiegando che non è possibile. Per nessuno. In Paradiso ci si va quando si riceve la chiamata.."
"CHIAMA TU!" insiste lui.
Cazzo, 'sta conversazione sta degenerando precipitosamente.
"Ma… Non si può chiamare il Paradiso. Non funziona così. Ognuno deve aspettare il proprio turno per andare in Paradiso, soprattutto perché dal Paradiso non si può tornare."
"PECCHÉ?"
"Beh… Perché è un posto così bello che si resta lí… Per sempre…È il luogo dove ci si riposa e si ritrovano amici e parenti..."
"NON È VERO! TU NON MI VUOI POTTARE! DISNEYLAND PURE È BELLO PERÒ TONNIAMO A CASA!"
Signorecristo, ma possiamo star qui in macchina alle 8.15 di mattina a scannarci perché mio figlio vuole che lo porti in Paradiso? Cioè, ci potete credere? Per evitare di parlare di 'morte' e 'anima' ho trasformato il Paradiso in Disneyland e lui adesso vuole andarci. Mi sono dato la zappa sui piedi.
Mi fai la domanda di riserva? Ero distratto dalla guida. Per certe cose devo pensare bene prima di rispondere, perché ogni cosa potrebbe essere usata contro di me.
Adesso sono cattivo pure perché non ho un VIP Pass per l'Empireo. Ma cazzo.
E giù urla isteriche.
E poi gran finale "IO VOGGHIO DADDY! TU SEI CATTIVOOOOO!"
Perché, ricorderete, in questa casa Daddy è il meglio figo der bigonzo e io sono un distillato di bastardizia che non mi fanno entrare manco dal giornalaio, figuratevi in Paradiso.
Per fortuna poi, grazie ad un tizio in moto che è caduto da fermo al semaforo (deficiente, mettici gli stabilizzatori della bicicletta domattina se non ti reggi dritto) mentre eravamo in piena discussione metafisica, la conversazione ha sterzato convenientemente verso altri temi.
Ci ritorneremo sicuramente, perché non ho intenzione improvvisarmi medium ed entrare in comunicazione con le sfere celesti per chiedere un permesso di visita.
Seriamente però, a volte penso che sia facile spiegare le cose ai bambini, a volte invece mi schianto contro la mia episodica incapacità di soddisfare le sue incessanti richieste di spiegazioni e realizzo quanto sia spaventoso dover istruire i nostri figli su temi che vorremmo potessero ignorare a vita.
Come la morte.
Allora rimandiamo ad un altro momento. Perché crescerà, sarà più facile spiegare certe cose senza impressionarlo troppo.
Poi però succede che aspettiamo troppo, e tutto ad un tratto Babbo Natale è una cazzata, i bambini non nascono sotto ai cavoli e la fatina dei dentini non esiste.
La magia è finita e l'infanzia pure.
Quello che troveranno sotto ai piedi alla fine di questo meraviglioso e brevissimo viaggio dipende da noi.
Bisogna avere un grande coraggio ad aver figli, e questo lo può capire al 100% solo chi ne ha.
I figli sono una verità da cui non puoi nasconderti.


TQF xx








32 comments:

Anonymous said...

"I figli sono verità da cui non puoi nasconderti". Poche semplici parola con il peso specifico di un meteorite... Anche a me capita di realizzare di non essere preparata a rispondere ad alcune domande di mia figlia (4 anni). Perchè la voglio proteggere, a volte, perchè per certe cose è troppo piccola...perchè a volte mi fa domande di un esistenzialismo che nemmeno Kierkegaard, Nietzsche, Kafka e Dostoevskij messi insieme...
E' il mio primo commento in un blog, e sono felice che tu mi abbia così coinvolta nella tua vita da avermi spinto a farlo!
Daria

kosenrufu mama said...

sei così esilarante che son qui che rido da sola dopo aver letto questa frase "il meglio figo der bigonzo" e il mio piccolino di quasi due anni,che mi vede ridere a crepapelle, pensa che lo faccia per quello che ha appena fatto lui!! e rido ancora !!! Comunque mai aprire argomenti scottanti se non si è preparati, in quel caso io di solito faccio finta di essere assolutamente concentrata in qualcos'altro ;)

mammamsterdam.net said...

io non ho capito perché non gli dici semplicemente della morte e dell' aldilà, che tutti questi giri che ci hai fatto intorno il bambino te lo traumatizzano molto di più. Padre degenere. :-P

Anonymous said...

"Bisogna avere un grande coraggio ad aver figli, e questo lo può capire al 100% solo chi ne ha." O chi li vorrebbe e sta lottando da anni con medici e ormoni...un saluto.
Una donna alla ricerca. Lucrezia

babara oliva said...

dopo 12 anni è venuto a mancare il nostro cagnolino Pongo... Lydia da quando è nata l'ha sempre avuto alla sua mercè.....due mesi fa non si dava pace....e le è venuta la paura che in Paradiso ci andassimo anche noi..in più mi ha detto che lei in Paradiso non ci vuole andare!!!Alla fine per placare la raffica di domande a cui è difficile dare risposte...se non impossibili le abbiamo regalato un nuovo cucciolo che a suo dire starà con lei fino a quando diventerà vecchia come me @_@

Lucia said...

Oltre al fatto che ti trovo meraviglioso, ma davvero, mi permetto dall'alto dei 12 anni di mia figlia, di darti un piccolo suggerimento: non aver paura di parlare a tuo figlio della vita, in tutti i suoi aspetti. La morte fa parte della nostra vita e, in termini adatti alla tenerissima età del tuo bimbo, è giusto parlarne quando si crea l'occasione. E' un ragazzino sveglio e curioso, non aver paura di accompagnarlo a scoprire anche i lati meno belli della vita. Con te, con voi, accanto, potrà affrontare tutto. E, per esperienza, è molto meglio che senta raccontare da voi della morte, piuttosto che da chiunque altro...

Starsdancer said...

ahahahah mi hai ricordato le litigate sul nulla con mio figlio, UGUALE UGUALE! :D

Alessia A. said...

CHIAMA TU!
Tuo figlio è meraviglioso! :)
Anche il mio (3 anni) è nella fase dei pecché...
Adesso si alza e ogni mattina e mi chiede 'Oggi è Natale?' 'Coffa Babbo Natale?'
Gli dico che sta lavorando a manetta con gli elfi per costruire i giocattoli per lui ed il resto dei bambini del mondo (gli ha già fatto una mail per richiedere il Mulino dei Puffi e una di rettifica per sostituirlo col trenino Thomas!).
Sì, a volte i bimbi fanno domande scomode/imbarazzanti, che a me mai verrebbero in mente.
Cerco di dirgli la verità. Magari un pò più 'filtrata' per renderla comprensibile e metabolizzabile da un trenne, ma la verità.
C'è da dire che siamo atei, quindi un pò di storielle incomprensibili (uno e trino, la verginità di Maria, gli angeli che svolazzano sopra la grotta, etc...) ce le evitiamo!

Alem said...

La Bionda non avrebbe dovuto fare religione a scuola. Una scuola statale finalmente. Non avrebbe, perché l'alternativa era passare un'ora da sola (l'unica in tutta la scuola, macheè?)con un bidello sdentato. Il giorno stesso intonava una nuova canzone con ritornello "scusa gesu'", la sua domanda diretta è stata "ma perché devo chiedere scusa a questo gesu'?? ma chi è?" .
Ho fatto finta di telefonare, e non me ne vergogno.

Rabb-it said...

Tu non ci crederai, ma ti ho capito benissimo. :-D
Non è vero che lo capisce solo chi ha dei figli.
Credimi, ci sono persone con figli che non si fanno la metà delle domande che ti poni tu, ergo non ci arrivano nemmeno.
E pargoloesenti che si trattengono a fatica(dal ridere) davanti a cuginetti/nipotame/prolediamici in fase perchéperchéperché... che ti capiscono benissimo. Sì appartengo alla seconda categoria.

E voi genitori col compito di farne degli adulti decenti avete tutta la mia stima.
Specialmente perché da visitatrice occasionale del mondo dell'infanzia, con la testa sto all'asilo nido, ma non c'entra, io ne vedo solo qualche momento, al massimo un paio di giorni. Stima immensa per chi... 24h sette giorni su sette.

Ecco.




Me stessa - Bimbo cercasi said...

Io invece penso che prima è meglio è, più piccoli sono più trovo che sia facile spiegare certi concetti. Io per esempio per spiegare la morte dico che si va dagli angioletti. Credo che insegnargli a vivere significhi anche insegnargli le cose brutte, perchè sapere vuol dire non trovarsi impreparati, mica poco!

Cristina said...

Bimba stava per compiere tre anni quando mio padre, il nonno che adorava e da cui era adorata, se ne è andato. I primi giorni non aveva compreso la cosa, io avevo cercato di spiegare e mi sembrava che avesse capito, ma poi una sera, eravamo io e lei da sole (che è vero daddy non c'è mai nel momento delle spiegazioni filosofiche) mi è venuta vicino stringendo il cellulare. "Chiama nonno" - "Nonno è in cielo Bimba, non lo possiamo chiamare" - "Sì, telefono serve per chiamare le persone che non ci sono qua. Chiama nonno." - "Non posso"... - "Chiama... " E finita in un pianto dirotto e sì: "Bisogna avere un grande coraggio ad aver figli, e questo lo può capire al 100% solo chi ne ha"

Anonymous said...

" E non dico che dovete tenerlo addobbato fino ad agosto, deficienti. " Da orrenda genitrice madre quale un giorno sarò...dico che questa frase vale tutto il post!! Ho riso come una minchiona per 5 minuti!! Sally

Cristina P said...

Sai che una volta ho letto un interessante articolo su quanto a conti fatti sia più ecologico un'albero vero rispetto ad un albero finto?
Mi ha messo in crisi perché io ho avuto l'albero finto per tanti tanti anni.
In poche parole faceva il conto di cosa costa (in soldi ed energia) produrre un albero finto e di quanto inquini il processo di produzione, per non parlare poi del trasporto a lunga percorrenza (la maggior parte arrivano dall'oriente) e dell'inquinamento dovuto allo smaltimento finale, sì perché prima o poi qualcuno (se non voi il Tappo ;-) lo butterà nel cestino (e l'albero in mater-bi lo devono ancora inventare ;-)
L'albero vero invece, soprattutto quello cresciuto per la vendita di natale, non inquina se non nella fase di trasporto (in genere a breve percorrenza) e se smaltito con criterio (vedi per esempio Ikea dove dopo Natale lo ritirano, truciolano e ci fanno tante belle Expedit) non inquina.
Dì la verità, adesso ti ho messo un po' in crisi, vero? d'ora in poi guarderai quel pezzo di plastica alto 2 metri in maniera diversa...
Non volermene! ;-)

p.s.= bellissimo il dialogo surreale sul paradiso!

http://conigliogiallo.blogspot.it/2013/12/giveaway-nataloso.html

Matryoshka said...

Sveva ha 4 anni e mezzo e sa della morte, non dire più di quanto chiede e andrà benissimo!

Ale [Tredici] said...

Sicuramente un genitore deve essere coraggioso e tutto quanto, Queen sei saggio, però il tuo problema principale è che il Tappo è superintelligente!

Silvana - Una mamma green said...

Che poi, come ha scritto qualcuno prima di me, non è detto che un albero finto sia più ecologico. Fa meno pena, ecco. Però anche cambiare un pezzo di petrolio made in China all'anno "perché quest'anno va il viola" fa un bel danno al clima e a tutti gli abeti ancora vivi della Terra. Io per dire ce l'ho finto, ma resterà quello per svariati decenni, e tutto sommato può andare. Un'abete vero ce l'ho avuto, comunque, quando avevo 10 anni. L'ho salvato costringendo mio padre a trapiantarlo nel giardino dei nonni prima ancora che finissero le feste. Ora, quasi 25 anni dopo, è ancora là, paffuto e nano (il clima di Napoli non è il massimo per lui), ma vivo. In pratica, ho anche io il mio Tappo. E anche per lui, grazie a un papà (il mio), il Paradiso (degli alberi) attende ancora.

Cristina P said...

Sì ecco, come dice Silvana qui sopra, dimenticavo l'opzione più ecologica di tutte e cioè quella di rimpiantarlo dopo l'uso (in giardino o in un bosco a caso) ma ovviamente questo è possibile solo se ha le radici ;-)
I miei ce l'hanno vero, lo stesso, da diversi anni. Quando non è Natale lo tengono in vaso in giardino, ma bisogna scegliere la giusta esposizione che altrimenti l'abete d'estate ti fa ciao ciao e se ne va nel paradiso degli alberi.
;-)

agag said...

Quando mio figlio, più o meno all'età del tuo, mi chiese come si va in cielo io gli risposi che viene a prenderci Gesù sperando di finire iì il discorso... lui invece serio serio (anzi in realtà piangeva perchè non capiva come si muore...) mi ha risposto "sì e come fa quello a scendere dalla croce che è attaccato coi chiodi?!?"
Mia mamma invece ha seguito un'altra strada cercando di spiegargli che doveva invecchiare... risultato pessimo anche lì perchè m'è tornato a casa ancora più terrorizzato dicendomi "la nonna mi ha detto che prima di morire mi devo intraffommare (trasformare) in te, nel papà, poi nella nonna e poi nel nonno"...

Sara Salvarani said...

Ti odio, sono in ufficio e dovrei essere seria!
Pat pat per la metafisica. Ti assicuro che poi se ne esce.

Marguerita DellaValle said...

Che bel post! Mi è piaciuto tantissimo! Innanzitutto complimenti per l'albero finto, anche a casa mia si fa da anni di plastica e siamo tutti più felici, i miei, mia sorella e pure gli abeti che ringraziano e continuano a vivere tra le montagne senza nessuno che gli rompe il... tronco :D Solo una volta, quando ero piccola, mia madre optò per l'albero vero.. una tristezza! A parte che perde gli aghi peggio che i cani il pelo e sedersi rischiando di risursi il popò a un puntaspilli non è mai piacevole e poi a fine Natale noi avevamo anche provato a trapiantarlo, proprio perché non volevamo lasciarlo morire, ma è morto lo stesso, probabilmente per il clima o perché nessuno in casa è mai stato un genio della botanica (il picco l'ho raggiunto io a 14 anni salvando i bonsai di mio padre da morte certa, ma allora di anni ne avevo quattro!), fatto sta che ha cominciato ad avvizzire ed è seccato in maniera talmente straziante che ci è sembrato di aver fatto una crudeltà infame e ci abbiamo messo una pietra sopra. Inquineranno anche di più quelli di plastica, che poi dipende se ne compri uno all'anno o se tieni lo stesso per cinque o dieci, ma almeno non abbiamo abeti sulla coscienza. Recita di Natale: sai che io non ho mai messo in scena la Natività? Andavo pure in una scuola privata, il Preside era fervente cattolico, c'erano crocifissi ovunque, tra un po' pure in bagno, però l'ora di religione era facoltativa e gli spettacoli di Natale erano più che altro canzoni, balletti, il Natale del mondo. Mistero. E sì conoscevo la gerarchia angelica e anche a me ha sempre affascinato, nonostante l'educazione non coì cattolica. Comunque passando all'argomento serio appoggio chi ti ha detto di introdurre con Gabriel l'argomento "morte" e "Paradiso" con parole adatte alla sua età, già a quattro anni i bambini cominciano a farsi un'idea che, diciamo, non si vive per sempre e come ha suggerito qualcuno è molto meglio che il disocorso lo introduciate tu e/o il Daddy che chiunque altro magari con informazioni discutibili. Se può aiutare ci sono anche dei film, magari hai sentito parlare di "Charlie, anche i cani vanno in Paradiso" che ho visto fino alla nausea (non escludo le lacrime) o "l'apetta Giulia e la Signora Vita" allegro, colorato e adattissimo ai bambini di età prescolare (dopo forse diventa addirittura troppo stucchevole) che spiega concetti come la vita, la morte, ma anche il crescere e l'invecchiare. Scusa se ho scritto un papiro, ma il post mi è piaciuto tanto. Un saluto ^^

Marguerita DellaValle said...
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Marguerita DellaValle said...
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Marguerita DellaValle said...
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Marta said...

oggi sto un pò a terra...oggi avrebbe compiuto gli anni mio nonno, al quale ero molto legata, che mi ha lasciato dieci anni fa.
E avere un bimbo di 2 anni che stravede per il suo, di nonno, me ne fa sentire ancora di più la mancanza.
Però...entro qui per caso e leggo questo post e d'un tratto mi sento meno triste, e me lo immagino a giocare a carte e a ridere come faceva lui.
Grazie per questa visione divertente del Paradiso! <3

Silvia A. said...

Io, mia figlia e "le spiego la morte".

"Kim -il cane della nonna, ndr- non c'è più, Amore. Era molto vecchia, si è ammalata ed è morta".
"E quando torna?"
"Non può tornare, amore, è morta. Non c'è più"
"E dov'è?"
"Forse è nel Paradiso dei cani"
"E dov'è il Paradiso dei cani"
"In cielo amore, forse"
"...."
"...."
"E quando torna Kim?"

-.-

Ad ali spiegate said...

Sante parole le tue, dagli abeti al coraggio di aver figli!
Eppoi la curiosità del tuo dolce tappo è fantastica e anche la conversazione teologica che avete avuto..mi hai fatto troppo ridere... :)

sposadaprile said...

a proposito di due papà: http://italians.corriere.it/2013/12/10/spagna-in-classe-il-bambino-con-due-papa/

Alessia A. said...

Io ho letto un pò di tempo fa un'intervista alla figlia di Vecchioni che, assieme alla sua compagna, ha adottato una bimba.
Dai, che forse qualcosa inizia a muoversi anche qui in Italia! :)

Anonymous said...

Sono inopportuna se chiedo come mai non scrivi più'?
Una tua lettrice abituale

Anonymous said...

No che non è facile spiegare le cose ai bambini, tu rimandi almeno per cose serie e soprattutto difficili anche per noi grandicelli.
Non so se riuscirai a fare peggio di me:
"mamma come nascono i bambini? Come fanno ad uscire dalla pancia?"
"non lo so..."
"ma ne hai due!"
"si ma è passato molto tempo... non mi ricordo più..."

eh. Lo so.