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Sotto alla Corona

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"Il nostro percorso non sarà ultimato finché i nostri fratelli e le nostre sorelle gay non saranno trattati come gli altri di fronte alla legge. Perché se è vero che siamo creati tutti uguali, allora l'amore con cui decidiamo di legarci l'uno all'altro deve per forza essere lo stesso."

Queste le parole di Barack Obama durante il discorso di ieri per l'inaugurazione del secondo mandato.
Mi hanno riempito di gioia e sollievo.
Forse le cose si stanno davvero muovendo verso l'uguaglianza e la parità di diritti.
Il riconoscimento delle unioni omosessuali forse non riuscirà a cancellare l'omofobia, ma di sicuro aiuterà tante coppie e famiglie ad ottenere la cosa di cui più hanno bisogno: rispetto e protezione, ottime radici per un futuro di uguaglianza e condivisione sociale.
Non riesco ad evitare però un altro sentimento, che in questo caso cammina mano nella mano con la gioia.
È la frustrazione.
Sí, perché noi gay non siamo creature di questo secolo, non siamo il prodotto di un esperimento sfuggito di mano a qualcuno.
Noi gay, cosí come i nostri bisogni e le nostre aspirazioni, esistiamo da sempre.