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Sotto alla Corona

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Per quanto riguarda le abitazioni, Parigi ‘intra muros’ è inaccessibile ai piú e la maggior parte della gente che viene a Parigi a lavorare, finisce con il fare il pendolare.
Quando dico 'intra muros' intendo la porzione di città racchiusa dalla périférique, la strada che racchiude la città ad anello, oltre la quale si dice si estenda una landa desolata, squallida ed inerte, popolata di esseri bipedi parlanti un idioma incomprensibile: la Banlieue. 
Dove Parigi è il mio purgatorio, la Banlieue è decisamente l'inferno dei parigini.
É cosa risaputa che in Banlieue non ci si va, o ci si va senza ammetterlo. Se proprio si deve attraversare, lo si fa in fretta e senza dare confidenza agli indigeni, oppure si evita, restando in centro, rinnegando il fatto che possa esserci civiltà, o anche forme di vita, oltre la periferique.
Nonostante l'atteggiamento del cazzo dei parigini nei confronti di tutti gli sfigati i meno abbienti che non possono vantare un indirizzo cittadino, molta gente vive fuori, ad appena mezz’ora di treno dal centro. 
Certo, non avranno la comodità di scendere a prendere un caffé nel bistrot fin de siècle sotto casa, forse dovranno correre come le gazzelle ogni mattina per evitare di venire sbranati dalla fauna locale alla fermata dell'autobus, ma almeno non vedono i tre quarti del loro stipendio succhiato via dall’affitto.
Per abitare in centro e vivere il sogno parigino che molti sognano anche a causa dei luoghi comuni di cui cinema e televisione ci abbuffano, uno deve raggiungere un certo livello economico.