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Salve a tutti!

Grazie di tutte le bellissime email e delle testimonianze di cui mi avete reso partecipe sulla scia del mio post precedente sull'allattamento! Che poi NON era sull'allattamento, ma questo tema è diventato il centro di tutto il dibattito.
Grazie!
Grazie anche a chi mi ha scritto rimproverandomi. A queste persone voglio rispondere ricordando loro che il fatto che io sia maschio non impone limiti circa la mia libertà di esprimere opinioni o dispensare consigli sulla base della mia esperienza di genitore.
Non ho le tette, è vero, ma ho occhi e cervello e so quello che vedo: vedo tante donne amareggiate, incazzate ed esauste.
Il mio post precedente si rivolge a loro.
Spero sia chiaro.
Prima di passare ad altro volevo pure fare un attimo il punto su una certa situazione che forse conoscete già. Qualcuno ha creato un blog 'parallelo' a quello della mia amica Chiara rubando più di venti dei suoi posts e spacciandoli per suoi. Un'operazione andata avanti per mesi, forse anni. Un crimine che si chiama plagio.

Accanto all'incredulità di fronte a tanta sfrontatezza (leggete faccia di culo), io sono allibito dalla reazione di tante lettrici che, lungi dal voler simpatizzare con Chiara, la attaccano ribadendo che
'Te la sei andata a cercare'
'Adesso non c'è il maritino a proteggerti'
'Adesso le conoscenze che hai ed a cui devi tutto il tuo successo non possono aiutarti'
Siete una manica di stronze che non merita neanche il diritto di votare. Siete maschiliste e siete la ragione per cui tante donne odiano le donne. Siete quelle che senza un uomo affonderanno sempre. Siete quelle che crescono con la misoginia interiorizzata propria della loro condizione di sottomesse.
VERGOGNA!
Dovreste imparare cosa significa 'spirito di sorellanza' e se volete ve lo insegno io, anche se c'ho il pisello, perché sono più signora di voi.
Ma adesso fatemi esultare un pochetto dai!
Ce l'abbiamo fatta!
Siamo liberi!
In un mirabolante quanto miracoloso susseguirsi di circostanze, grazie a Maritone che è la reincarnazione parecchio postuma di Steve Jobs e Stakanov, ad aprile rientriamo a LONDRA!
A LONDRA!!!
Sí, insomma, lo spurgo spirituale è finito.
La deriva esistenziale è finita.
La roulette russa con le possibili cause di infarto sono finite.
Torniamo a casa, al progresso, lasciando i fax e le fotocopie, nonché le tonnellate di moduli da compilare per ottenere qualsiasi cosa, a questa città intrappolata negli anni '80.
Ad aprile siamo a casa e non ci posso credere.
In due anni di vita a Parigi, posso dire di averci provato. Per noi vivere qui è impossibile, anzi, impensabile.
Purtroppo Parigi è un po' come Roma: dà il meglio di sé al turista che arriva, si fa catturare dall'atmosfera, dai colori, dall'architettura, dal romanticismo e poi se ne torna a casa senza aver dovuto fare i conti con la burocrazia (aspettate di perdervi qualche documento a Parigi che poi rido io…).
A Parigi è difficile prenotare un appuntamento per un taglio di capelli.
A Parigi prenoti un taglio per tre volte e tutte e tre le volte ti presenti e ti dicono che il coiffeur che doveva tagliarti i capelli non è venuto al lavoro (successo a Maritone) e gli altri sono tutti occupati.
A Parigi se sbraiti e dici "Perché cazzo non mi avete telefonato invece di farmi buttare una mattinata per venire qui?" fanno spallucce e ti dicono "Bof." guardandoti come fossi una pantegana.
A Parigi ti perdi il portafogli e qualcuno te lo riporta per fortuna.
D'altro canto però a Parigi, all'Hotel Bristol che, secondo loro, ha 15 stelle, ti prendono la carta di credito per effettuare un pagamento e poi se la dimenticano da qualche parte. Dopo mezz'ora che tu aspetti di inserire il tuo pin sulla macchinetta, arriva il cameriere con un altro conto che ti chiede DI NUOVO la carta. E quando tu gli dici "Guarda che te la ho data mezz'ora fa… A proposito, dov'è?" lui inizia a trattarti come un criminale che sta cercando di non pagare. Quindi ti parte un embolo ai raggi gamma verso il cervello e inizi a smadonnare.
Interviene il direttore e la caposala, tutti che cercano di convincerti che DEVI PAGARE e che NON HAI DATO la carta a nessuno, tutto ciò davanti agli sguardi super borghesi della Parigi bene, che rotea gli occhi pensando "Ecco un altro furbo… Deve essere italiano…"
Poi 'sta cazzo di carta esce fuori, dimenticata sul bancone del bar dal cameriere multidiota e tutto quello che sanno dire è "Siamo molto indaffarati oggi. Succede."
Chiedere semplicemente scusa richiede al parigino medio una combustione neurale vicina allo stato di supernova.
A Parigi, quando ti esce la merda dal lavandino di casa e chiedi l'intervento dell'agenzia immobiliare, il follow-up con i necessari lavori per evitare che l'incidente possa ripetersi avviene dopo 6 mesi (a me successe a dicembre 2012, il lavoro di sblocco e connessione dei tubi è stato fatto a fine giugno 2013…). Così nel frattempo tu ti organizzi un laboratorio di analisi per le feci del palazzo e vai pure a comprare i vasetti ermetici da IKEA. A Natale poi scrivi alla vicina del piano di sopra tanti auguri e occhio che c'hai la bile a 4000.
A Parigi ordini una cucina ad agosto 2012 e oggi, gennaio 2014, è ancora da finire. Ho parlato con tutti, pure con Gesucristo. Sto ancora aspettando le mie famose cazzo di mensole.
A Parigi non fa alcuna differenza quanto guadagni: non avrai MAI accesso a corsie preferenziali di nessun tipo in fatto di sanità o servizi. Avere soldi non significa avere una vita migliore. Avere soldi qui significa solo pagare più tasse.
Il resto è una lunga fila uguale per tutti: la dura legge socialista del comune denominatore.
A Parigi però c'hanno i cornetti buoni e la Turreifèl.
Mi capite quindi perché lascerò questo posto con la sgommata per terra?
Noi si torna a casetta.
Abbiamo diverse persone con cui abbiamo fatto amicizia e che ci dispiace lasciare, ma in fondo siamo ad appena 2 ore e mezzo di treno… Le occasioni di ritrovarsi non mancheranno.
"Ma allora proprio non ti mancherà nulla di Parigi?"
Chiedete voi.
Beh, mettetela cosí: Parigi è un tacco 12.
Seducente ed elegante, ma cazzo quant'è scomodo da portare ogni giorno.
Come un tacco 12 non è per tutti.
Come un tacco dodici ti farà pagare le conseguenze a lungo termine.
Come un tacco dodici, se poggi male il piede, ti spezza la caviglia.
Vivere a Parigi è stato come essere in una pessima relazione.
Avete presente quell'uomo figo, bonissimo, che vi fa cascare le mutande solo guardandovi, ma che vi tratta di merda? Quell'uomo che tutte le amiche vi invidiano?
Ecco lui.
Un uomo così lo incontri, te lo scopi ad un soffio dallo sfinimento, ma poi torni a dormire a casa tua, perché è fatto per farti sentire splendido ogni tanto, purché tu sappia fuggire prima che possa farti male.
Un gioco che non fa per tutti.
Di sicuro non per me.
Io amo Londra e ci ritorno.
Con gli stivali di gomma sempre dietro la porta.


TQF xx






38 comments:

Chiara said...

Londra ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️

Elena C said...

Fantastico. Come sempre. E sono pienamente d'accordo sul giudizio che hai espresso su alcune appartenenti al genere femminile (purtroppo ne ho incontrate parecchie fatte così!) che del concetto di solidarietà e sorellanza non hanno la più vaga idea.

SyS said...

tu scrivi e io mi incanto.
ecco.

Beatrix Kiddo said...

Noi donne non domineremo mai il mondo perchè, salvo rare eccezioni, non sappiamo fare squadra. L'ho visto ovunque ed in ogni campo.E quello che è successo a Chiara, che non amo ma a cui ho espresso la mia solidarietà perché l'ho ritenuto giusto (ho un blog anche io seppur più piccolino e posso capire quello che ha provato..deve essere stato brutto davvero) lo dimostra per l'ennesima volta. Per quanto riguarda te buon ritorno a casa..attendiamo notizie sul trasloco..

strega dei gatti said...

Sei fantastico... la tua descrizione di Parigi è fantastica... ahahaha rido ancora... e sono contenta che possiate tornare dove vi piace di più.... saranno lunghi questi mesi ma poi vedrai passerrano anche in fretta...

Aurora said...

Sono felice per te! Buon ritorno a casa!!!

Benni28 said...

YEESSSSSSSS. Che altro posso dire? Buon ritorno a CASA

sposadaprile said...

a vederla così Parigi, pure Roma pare mejo! :-D

Moky said...

Pero' ci mancheranno i tuoi post su Parigi…

babara oliva said...

trovo assurdo dire a chiara te la sei cercata...ma de che??? @_@
tornando all'imminente trasloco.... io a Parigi nn ci sono ancora stata...la sogno da anni e prima o poi ci andrò....ma conoscendo alcuni parigini in uno scambio culturale fatto alle superiori ho sempre pensato che è bella da visitare e tutto il resto ma come dici tu...non è per tutti

Anna Myselves said...

Da Parigina che ama Londra, ma quanto ti capisco!!!!!

Zena said...

Supercalifragilistichespiralitoso a voi!

Mimma Zizzo said...

sei strepitoso come sempre....si londra è londra....Chiara sarà felice di avere un amico come te! hai ragione su tutta la linea..

Anonymous said...

Quanto mi dispiace che ve ne andiate!

viola said...

ti voglio tanto bene e sono felice per voi, però la frase "A Parigi non fa alcuna differenza quanto guadagni: non avrai MAI accesso a corsie preferenziali di nessun tipo in fatto di sanità" mi ha fatto salire il sangue agli occhi. Non amo il serviziosanitario francese perché non mi piace il sistema a rimborso, però mi pare molto giusto che un povero sia curato negli stessi tempi e luoghi di un ricco, sempre.

Sara L'arcobaleno di Sara said...

Ho avuto modo di passare del tempo a Londra e a Parigi. Le adoro entrambe, ma capisco che Londra è una città più vivibile e "semplice". Mi piace che a Parigi il denaro non faccia da corsia preferenziale, in ospedale, in tribunale e comunque nella vita dovremmo avere tutti le stesse opportunità al di la del gonfiore al nostro portafogli.
Sono felice per voi. buon ritorno a CASA
Per il blog della tua amica mi dispiace moltissimo, ma la "bloggosfera" si dice così???? è uno specchio abbastanza fedele della realtà. INVIDIOSI e CATTIVI a gogo.
Anch'io, che poi il mio blog lo leggeranno in 10, mi sono trovata Vittima di "bullismo" da parte di quelle che avevano "il blog più figo" o più "lettori".
mi verrebbe da dirgli "ma fate più s****, brutte s******, che magari vi passa l'inacidimento cronico!"
buona giornata
Sara

Margherita DellaValle said...

Quoto Viola e Sara sulla questione dei soldi. Per il resto buon ritorno ^^

The Queen Father said...

Viola, Sara, vorrei fare un piccolo appunto. Fermo restando che il paese della cuccagna dove la sanità tratta tutti coi guanti di velluto e la diagnostica è efficace, efficiente e soprattutto velocemente accessibile NON ESISTE, preferisco vivere in un paese dove con una semplice assicurazione privata sulla salute (io usavo BUPA a Londra) posso avere accesso rapido a qualsiasi trattamento io necessiti, piuttosto che languire alla mercé della sanità pubblica. Scusate il tono, mi auguro di non risultare snob nella mia affermazione. Pensate solo che qualche tempo fa dovetti fare una risonanza magnetica al cervello, con urgenza, per sfatare la possibilità di un tumore. Ho pure scritto un post sull'argomento. A Londra avrei chiamato Bupa e nell'arco di due giorni la avrei fatta. Qui mi è stato chiesto di aspettare per due mesi per un trattamento per cui avrei comunque dovuto pre-pagare dai 150 ai 180 euro (il famoso quanto imbecille sistema del rimborso). DUE MESI. È finita che ho dovuto sborsare €300 non rimborsabili e farla all'Ospedale Americano. Non credo che il povero debba morire di tisi per strada, starete scherzando,ma credo che quando ti fai il culo, e sacrifichi tantissimo ed arrivi a guadagnare bene, DEVI POTER migliorare tutti gli aspetti della tua vita se vuoi. A cominciare da una scuola migliore per i figli, una casa più grande in una zona più bella, una macchina più lussuosa, accesso più rapido a cure e personale specializzato (tramite assicurazione privata che qui non esiste, e non tramite mazzette), e giù giù fino alla vacanza che non sia a casa dei tuoi genitori in campagna. Per me l'idea del comune denominatore di stampo socialista in vigore qui in Francia è IMPENSABILE. Mia opinione. Si lavora per vivere meglio e quando vivi in un posto dove questa possibilità ti viene negata per un supposto quanto illusorio 'bene comune' è ora di alzare i tacchi. Punto.

Margherita DellaValle said...

Però sai cosa? Sarò idealista ma credo che i soldi non dovrebbero essere la chiave d'accesso per una scuola migliore per i figli e un accesso più rapido a cure e personale specializzato. Tutto qui. Sono d'accordo con te quando dici che è giusto che i soldi possano procurarti la casa grande, la zona bella, l'auto lussuola, le vacanze esotiche e tanti altri piaceri più o meno frivoli e più o meno utili visto che, s'intende, sono soldi guadagnati duramente e onestamente (come d'altronde anche quelli del "povero", non è che lui/lei non si faccia il culo e non sacrifichi tantissimo per lo stipendio). Tuttavia mi sembra pericoloso quando al ricco viene garantita un'istruzione e un'assistenza sanitaria migliore, che dovrebbero essere il più efficiente e completa possibile per TUTTI (nel caso dell'assistenza sanitaria e per quanto riguarda l'istruzione almeno fino alla scuola dell'obbligo), in virtù dei soldi. Purtroppo come hai detto tu non esiste lo Stato perfetto né il paese della cuccagna, ma preferisco lavorare per il miglioramento della sanità/istruzione pubblica piuttosto che lavorare perché i ricchi possano ottenere delle corsie preferenziali. Tutto qui :)

Robin said...

Bellissima notizia, immagino la vostra gioia! :) Però io ho già nostalgia del tuo delizioso appartamento parigino...

Viola said...

la penso parola per parola come Margherita:salute e istruzione nondovrebbero mai potersi o doversi comprare. Non sono beni paragonabili ad una vacanza o ad un bel divano.

Ale [Tredici] said...
This comment has been removed by the author.
Ale [Tredici] said...

Cancello il commento perché voleva essere di discussione costruttiva e non di polemica. Odio le polemiche, specialmente quando voglio solo confrontarmi. Ci si \m/

Anonymous said...

Io ho vissuto diversi anni sia in UK (non a Londra) che in Francia (non a Parigi) ed ho avuto a che fare con entrambi i sistemi sanitari. Premetto che in UK non avevo BUPA o altro perché non potevo permettermelo, ma il livello di cura che ho avuto in UK ( NHS di base, non privato) non può' minimamente paragonarsi al sistema sanitario in Francia. Insomma ce la si può avere con la Francia per un sacco di cose, ma il sistema sanitario francese è ad altissimi livelli. In UK per vedere uno specialista si deve passare sempre dal GP che ti dà un referral solo se sei in punto di morte. Le liste di attesa che ho dovuto affrontare io sono nell'ordine di mesi per un esame che in Francia o in Italia è fatto in laboratorio il giorno stesso. Una mia collega è stata in lista di attesa DUE anni per farsi operare di tonsille. Due mie amiche sono state dimesse dopo un cesareo a 1 giorno dall'operazione (in Francia ti tengono minimo minimo 5 giorni per un cesareo) ed entrambe hanno sviluppato un'infezione alla ferita. Sono d'accordo quando dici che nessun sistema è perfetto, la Francia è sicuramente molto burocratica e per arrivare ad avere la carte vitale bisogna subire un bel percorso ad ostacoli, ma una volta pasto lo scoglio burocratico il sistema è per la mia esperienza ottimo. Io per una mammografia ho prenotato il giovedì' per il martedì' successivo, e abito nella seconda città francese per intenderci, ho pagato 70 euro che mi sono state poi rimborsate direttamente sul mio conto corrente. Capisco che Parigi non ti sia piaciuta per tutta una serie di motivi che fanno parte del tuo vissuto, pero' non idealizziamo neanche il Regno Unito o meglio Londra (che effettivamente con il resto del paese a poco a vedere, tu cosa ne pensi?) che è uno splendido posto soprattutto quando hai le risorse per potertelo godere. Buon rientro alla base!

Anonymous said...

Ho appena letto meglio il tuo commento di ieri (pubblicato alle 13.17) e quello successivo di Margherita (con cui concordo parola per parola) e diciamo che il tuo discorso relativo alle corsie preferenziali basate sulla ricchezza per educazione e sanità proprio non si puo' sentire. Io tra l'NHS di base e la SECU francese non ho dubbi di quello che preferirei avere come sistema sanitario. Ti auguro che la tua carta di credito sia sempre ben foraggiata e che tu non abbia mai bisogno di un sistema sanitario di base oppure di mandare tuo figlio alla scuola pubblica di quartiere.

The Queen Father said...

Anonimi! Mi farete mai (voi anonimi intendo) l'onore di mettere almeno il nome? Pure uno finto eh… Che ne so, Pioggia di Luna o Shaila… Anonimo mi fa brutto brutto… Allora, per rispondere ai vostri commenti, ho vissuto a Londra per 15 anni e sto per tornarci… Secondo voi io avevo Bupa perché la NHS funziona?
Il mio punto è proprio questo: preferisco avere l'opzione di un'assicurazione privata piuttosto che un sistema scadente per tutti. Vi ricordo che mio marito ha sofferto un infarto quando non eravamo neanche coperti dalla Carte Vitale e ci è costato migliaia di euro in visite e medicinali (mai rimborsati…). Quando dico che a Parigi non importa quanti soldi hai, mi riferisco proprio a questo. Non intendo dire che chi non può permettersi di pagare per un'assicurazione privata debba morire per strada. Non riesco nemmeno a capire come questa cosa non vi sia chiara. IO SEMPLICEMENTE NON VOGLIO UTILIZZARE UN SISTEMA CHE NON TROVO EFFICIENTE E CHE NON MI DÀ SICUREZZA. Lo stesso dicasi per le scuole: in Italia esiste lo stigma nei confronti delle scuole private (es: il papà ti ha comprato il diploma praticamente…) in UK invece, per garantire il livello migliore di educazione ai propri figli (che è una cosa che tutti noi genitori vogliamo) la scuola privata è spesso l'unica soluzione (dico spesso perché esistono tantissime ottime scuole pubbliche… Ma c'è gente che cambia casa per infilarci i figli, non dico altro…). Se a voi sta bene così, e vi trovate soddisfatti con la pubblica istruzione e sanità mi fa piacere per voi. Se così non fosse però, trovo ridicolo infierire contro chi ha preso provvedimenti alternativi. Non mi fate le crociate per un mondo migliore, questo post non parla di cosa è e cosa dovrebbe essere, parla della mia esperienza personale a Parigi, non può e non vuole rispecchiare la vostra idea di questa città.
Poi il fatto che in un mondo ideale TUTTI dovrebbero poter accedere allo stesso livello di cure ed istruzione mi sta bene, sarebbe lo stesso mondo in cui siamo tutti uguali. Lo vorrei anch'io. E magari anche un mondo dove si dimagrisce mangiando cioccolato. Nel frattempo però cerco di fare del mio meglio per andare avanti traendo dalle strutture disponibili e dalle risorse di cui dispongo. Si tratta di scelte.
Sputatemi.

Pioggia di Luna said...

Ti ringrazio della risposta. La cosa su cui conveniamo è che avere o meno la carte vitale in Francia fa una grandissima differenza e per ottenerla non è facile. Pero' non capisco perché non vi abbiano rimborsati successivamente. Mi spiego meglio, io prima di avere la Carte vitale ho avuto bisogno di cure che ho pagato di tasca mia, ma ho tenuto tutti i feuille de soins che ho poi spedito per avere un rimborso (fatto direttamente sul mio conto). E come me ne conosco molti altri che hanno avuto lq stessa esperienza. Io in UK ho pagato una semplice ecografia 200 pounds perché fatta privatamente, qui in Francia anche senza Carte Vitale ti chiedono 60 euro. Insomma si tratta di cifre che non hanno lo stesso peso su dei portafogli normali.
Per quanto riguarda la scuola pubblica, io ne sono una sostenitrice quando questo sia possibile. Tenere i propri figli in "fortini" (non voglio usare la parola ghetti) dove si trovano solo un certe classi sociali secondo me li cocoonizza troppo e perpetua il discorso della old boy's network per cui l'ascensore sociale funziona poco e solo certe persone arrivano a certi posti.
Ognuno poi fa come vuole, per me l'istruzione e la sanità sono sacri e la Francia in questo mi rappresenta (ci sono poi tantissime altre cose che invece non mi vanno giù' dell'Exagone). Credimi che anche l'esperienza in Francia, pur deprimente che sia stata, ti aiuterà nel tuo futuro e ti darà strumenti nuovi per continuare la vostra vita. Good luck!

Silvana - Una mamma green said...

Prova a vivere nell'hinterland napoletano per qualche tempo e poi ne riparliamo! :P Scherzi a parte, la storia dell'assenza delle corsie preferenziali a me però non fa affatto schifo, anzi. Sarà che in fondo ho un animo socialista pure io? Oppure è più semplicemente perché io li sordi non ce li ho? Comunque. Buon ritorno a casa, e, affettuosamente, tieni presente (ma so che lo fai già!) che, Londra o Parigi, restate comunque dei privilegiati. Te lo dice una che vive in 60 mq di un casone della provincia meridionale e che le corsie preferenziali non ce le avrà mai comunque, pure se le desiderasse! Bella, Queen!

The Queen Father said...

Ragazze, sicuramente siamo più fortunati di tanti altri, ma vi assicuro che le 'corsie preferenziali' garantite dal portafogli non sono molte. Non si comprano le leggi, né la parità di diritti.
Almeno l'assicurazione privata… Grazie di essere qui!

TQF xx

Marina Cellarosi said...

Se potessi disporre di somme di denaro più ingenti farei tutto in forma privata. La privatizzazione in Italia sta funzionando, inutile dire il contrario, con quasi gli stessi soldi prendo appuntamenti dal medico senza attese bibliche e senza dover aspettare perchè, magari, il medico è in ritardo. Mi spiace che purtroppo ci siano persone che avendo uno stipendio basso non possono accelerare i servizi e mi spiace che l'Italia non faccia nulla, ma ,d'altra parte, cosa ci aspettiamo da un paese dove chi sta al governo magna come uno sfrocedato? Purtroppo non è ipotizzabile che si possano equiparare i servizi privati con quelli pubblici, sfido qualsiasi medico che s'è smazzato una vita sui libri e adesso elemosina l'aumento di stipendio a non lasciarsi tentare dalla clinica privata. Le corsie preferenziali esistono dalla notte dei tempi e quando parliamo di classismo, mi trovo ad essere d'accordo, così come io non ho voglia di frequentare rom o persone culturalmente ignoranti lo stesso vale per i ricconi e le persone istruite che hanno voglia di stare tra di loro. Sbavo letteralmente di fronte a scuole private che all'interno funzionano come si deve e che preparano i ragazzi in modo impeccabile e trovo penoso che nella scuola statale del nano sia io a dover portare la carta igienica. Non potendolo mandare al Mary Mounth o al St. George, abbasso le orecchie e cerco di integrare con attività extra-scolastiche. Non mi va di fare crociate perchè il problema dei fondi scolastici è solo un granello di sabbia in mezzo al deserto:
Falsi invalidi
Racket
Onorevoli magnaccioni
Evasori
Dipendenti pubblici che "timbrano senza lavorare".
Raccomandazioni
Frode alle assicurazioni auto
Frode al prossimo tuo
Ogni giorno accendi 'sta cavolo de televisione e ne senti de tutti i colori e allora penso che, se la Gregoraci vive a Montecarlo e manna er fio alla scuola privata e a Natale invece de annà nei supermercati a cercà l'abbacchio al prezzo minore, se ne va in Kenya a pià er sole, FA BENE!!! E' il paese che ci meritiamo ( me ce metto in mezzo pure io), la mattina te sveji e pensi a come poter svoltare la giornata. Triste.

Peggy Lyu said...

Ho scoperto il tuo blog, e dopo averlo letto un pò qua e la ho deciso di seguirti.
Innanzitutto complimenti per il blog! E poi, congratulazioni per il ritorno a Londra! Io e mio marito speriamo di andarci a vivere il più presto possibile.

Margherita DellaValle said...

Capisco il tuo punto di vista,
Se posso commentare quanto hai detto parlando di scuola, nella mia modestissima opinione mi sembra veramente fuori dal mondo che pagare ti dia accesso ad un'istruzione migliore e che quindi chi abbia più soldi sia avvantaggiato. Credo sia fondamentalmente ingiusto e pericoloso che le scuole private siano per partito preso migliori di quelle pubbliche, non dico che non debbano esistere, ma che siano una corsia preferenziata verso università prestigiose mentre la maggiorparte delle scuole pubbliche siano di basso livello no, non lo accetto (non cambierà nulla se non lo accetto ma è la mia opinione XD). E' proprio l'idea che chi paga di più abbia un'istruzione migliore a farmi rizzare i capelli in testa, così come il fatto che questa idea sia accettata (so che in Inghilterra i "poveri" hanno più possibilità di quanto sembri grazie alle borse di studio che sono una cosa seria, non uno scherzo come qui in Italia, ma sinceramente a questo punto preferirei- molto a grandi linee- un sistema scolastico di stampo giapponese che ammette gli studenti a scuole prestigiose in base alla loro preparazione, non in base al conto in banca). Mi sembra che si paragoni l'istruzione a un servizio come, banalmente, il treno, chi paga di più viaggia in prima classe, chi paga di meno riceve un'istruzione peggiore. Agghiacciante... Da questo punto di vista sono contenta della pessima fama delle scuole private italiane (anche lì, ci sono scuole e scuole e ho notato che la differenza è maggiore alle medie/superiori che alle elementari), anche se purtroppo nel paese dei furbi molti prefeirscono pagare per dare al figlio un diploma che non vale nulla piuttosto che un'istruzione che costi un po' di fatica (il che è ancora peggio della mentalità inglese del "pago per avere una buona istruzione")

Tom said...

Scusa Marco, ma sono al 100% d'accordo con Margherita Della Valle. È un conto parlare di divani e vacanze, un altro è parlare di sanità e istruzione.
Peraltro - scusa eh ma fatico a credere che tu non sappia dell'esistenza di queste cose perché in genere mi pari ben informato - in Francia esiste il sistema della sécu pubblica, ma esistono anche le "mutuelles", le assicurazioni private che ti danno accesso a cliniche convenzionate, visite da specialisti senza dover sborsare perché vengono rimborsate direttamente loro etc. La sottoscrizione alla mutuelle è oltretutto obbligatoria in molte aziende (in alcune è anche pagata per metà dal datore di lavoro - e non costa quanto costa negli USA, per dire) e sfido che Maritone non ne abbia una. In Francia non funzionano molte cose, ma la sanità, per come è messa adesso, poiché stanno cercando di smantellare il settore pubblico pure nell'Hexagone, funziona. Ho vissuto a Parigi per tanti anni, ho sempre avuto accesso a medici competenti, ho subito interventi chirurgici prenotati in cliniche convenzionate nel giro di una settimana. Non capisco come tu possa, con la disponibilità economica che rivendichi, aver dovuto far fronte a tanti ritardi e incompetenze. Affermi anche, infastidito, di aver dovuto sborsare 300 Euro per una risonanza magnetica. Hai avuto i soldi per pagare e l'hai fatta subito, non è forse ciò che rivendichi?
Bon courage!

The Queen Father said...

La mutuelle ce l'abbiamo pure noi, ma non ti dà accesso a nient'altro a cui tu non possa accedere tramite la secu. È solo una 'prise en charge' complementare. Io non rivendico nessuna presunta supremazia finanziaria (non credo di potermi permettere né il vanto né la volgarità e se pensate questo, beh avete sbagliato persona...). Quello che lamento io è piuttosto la mancanza della possibilità di farsi un'assicurazione privata, tramite la quale (pagando mensilmente una media cifra di €100 a secondo della copertura) hai accesso DIRETTO ai trattamenti di cui hai bisogno. Sono allibito dal fatto che voi viviate questa cosa come un'impensabile ingiustizia. Non vi capisco. Non sto buttando nessuno nell'inceneritore.
Per quanto riguarda la scuola (ma pure la sanità eh...) sono gli enti privati quelli che pagano meglio ed attirano il personale più qualificato (allettato anche da strutture meglio organizzate e gestite...). Sbaglio a volere che mio figlio venga istruito in una scuola dove io non debba portare i rotoli della carta igienica?
Di chi è la colpa se per accedere a servizi migliori uno deve mettersi le mani in tasca?
Poi è pure vero che ognuno ha i suoi standards: quello che per molti è accettabile, per altri è intollerabile e la ragione non sta dall'una né dall'altra parte.
Come in questo caso forse. Grazie comunque del vostro contributo.

Pioggia di luna said...

Non voglio tanto tirarla in lunga sulla storia della sanita' francese ma penso veramente che tu abbia avuto delle esperienze negative meno rappresentative della situazione attuale (anche se tu hai tutto il diritto a riportarle ci mancherebbe). Esitono tante mutuelle anche quelle che ti avrebbero coperto l'Hopital Americain di Neuilly e anche queste funzionano con il principio di piu' paghi piu' servizi e meglio rimborsato sei. In questo non ci vedo una grossa differenza con BUPA. Io ho avuto a che fare con ospedali e ginecologi privati a Parigi e la mia esperienza é stata ottima con liste di attesa molto ridotte. In tutta la Francia esiste il sistema di SOS Medicins per cui puoi chiedere ad un dottore di passare a casa per visitarti per cifre del tutto ragionevoli (una trentina di euro la giornata, un po' di piu' la notte), anche questo ti viene rimborsato sul tuo conto corrente. Pediatri a Parigi ne trovi dietro ogni angolo e anche di lingua italiana o inglese. In Uk la figura del pediatra esiste solo per patologie infantili gravi o a Londra per chi ha mezzi economici di un certo livello ( una mia amica mi disse che la sua pediatra oltretutto francese a Londra visitava a partire dalle 150 sterline, non proprio un prezzo alla portata di tutti). Altrimenti c'e' il GP che cura tutto con il paracetamol. Non voglio fare la paladina della sanità francese peró mi dispiace che ne si dia una rappresentazione cosí negativa quando credo invece che sia un sistema che funzioni bene. Peace and love

Alessandra said...

Innanzitutto buon rientro a Londra (..e sono moderatamente ed affettuosamente invidiosa!)

Parigi è bellissima e sporchissima e a me un posto (Londra) dove ti fanno la multa se sputi la gomma masticata per terra (l'ho visto!) mi provoca una profonda e duratura eccitazione.

Quanto al balletto qui di sopra tra politically ed unpolitically correct....del sistema sanitario e scolastico francese/inglese non ne so un bel fico secco, ma di quello Italiano si e non è certo un bell'andare....mio figlio non è nato nella mia pancia ma nel mio cuore, l'ho adottato e la dico brutta l'ho pagato in soldoni, tutto legale eh, tutto fatturato non sia mai, chè l'adozione sia chiaro è un affaire per ricchi (...o per chi come noi c'ha la nonna che gli presta i soldini sennò stavamo freschi), mio figlio è special need, che vuol dire che ha fatto già tre interventi chirurgici in un anno e mezzo e ci vuol l'aereo per andarli a fare che sennò da noi ci mettevamo 6 anni e non si sa con quali risultati, mio figlio va in una scuola privata perchè il 3 di settembre quando ha cominciato aveva appena rifatto naso,mascella e labbro e quindi non ho intenzione certo di scusarmi se abbiamo preferito metterlo in una classe dove ci sono 10 bambini e 2 insegnanti invece di mandarlo a scuola pubblica con mia sorella ( dove in ogni caso fino all'anno prox non lo prendevano perchè non aveva l'età) che in classe ne ha 32 di bambini di tutte le età e che se pigliava una botta in faccia era un bel casino.
E' giusto? Assolutamente no! E' la realtà? Assolutamente si!
Quindi se decido di fare sacrifici e rinunce( perchè non siamo certo ricchi!) in ciò che ritengo meno importante ( e quindi evitiamo i commenti sui miei capelli che non vedono il parrucchiere da...in effetti non me lo ricordo) ed investire in ciò che considero fondamentale per me e per la mia famiglia chiamatemi pure snob!

p.s. in classe con il nano ci sono la figlia di un fruttivendolo e il figlio della signora che lava i pavimenti...e sinceramente non credo che i genitori abbiano fatto questa scelta alla ricerca di compagnie altolocate per i loro figli, magari sognano semplicemente un futuro migliore per la loro prole?

Erica said...

Premetto, mi piace moltissimo il tuo blog, mi spiscio ogni volta che descrivi Parigi, dove vivo dopo qualche anno passato a Londra...però, sulla sanità francese ci tengo anch'io a fare la puntigliosa e a sottolineare, come hanno già fatto altri, che il sistema è misto, quindi chi lavora è obbligato ad avere un'assicurazione privata, e che questo permette un'assoluta flessibilità sulla scelta dei professionisti e delle strutture a cui rivolgersi, e ce ne sono tantissimi. Alcuni (ma non tutti), applicano tariffe più alte di quelle rimborsate dalla Sécu, ma se si ha una buona assicurazione, è quest'ultima che copre la differenza. Mentre in UK chi non ha un'assicurazione privata, anche se lavora (come è il caso ad esempio degli universitari, a mia conoscenza) è obbligato a seguire le prescrizioni del GP, senza alcuna possibilità di cambiare struttura o di accorciare i tempi di attesa. E tutto è legato indissolubilmente al luogo di residenza! Per di più, in casi urgenti, gli ospedali, almeno per le mie esperienze, sono estremamente efficienti (tipo mammografia fatta il giorno stesso in seguito a nodulo riscontrato a una visita di routine, tac al cervello effettuata immediatamente per dolori alla testa - a questo proposito, all'Hôpital Lariboisière c'è un pronto soccorso dedicato interamente all'emicrania!). Per concludere, sicuramente la Francia è messa male, Parigi è zozza e calcuttizzata, ci sono tantissime cose che effettivamente sono anacronisticamente ancorate a idee socialiste e egalitarie spesso vuote e controproducenti, ma la sanità funziona! Detto ciò, buon ritorno a casa, sono contenta per voi, è dura vivere in un sistema a cui si sente che non si apparterrà mai.

Anonymous said...

Evvivaaaaaaaaaaa!!!! Londra!

Castagna unlogged