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Sotto alla Corona

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Lo scorso weekend è stato uno di quelli da urlo, e per tutti i motivi sbagliati.
Marito malato in casa, Tappo irrequieto che quando stai male diventa un aguzzino senza pietà, casa come un quadro di Pollock (che voi conoscete solo la versione Instagram, ma vi giuro che due giorni fa c'avevo Basra…) e io con lo stesso sangue freddo e la risolutezza di Fracchia.
"PAPÀ PLAY WITH MEEEE!"
"AMORE, CAN I HAVE SOME WATER?"
"PAPÀ PLAY WITH MEEEEE!"
"AMORE, CAN I HAVE SOME ASPIRIN?"
"PAPÀ YOU ARE BAD! I'M NOT YOUR FRIEND!"
"AMORE CAN I HAVE MY INHALER?"
Io in ginocchio davanti alla lavatrice aperta, traboccante di panni bagnati da stendere, in pausa spirituale di raccoglimento, giusto per resistere all'impulso di ficcarci dentro Tappo e Maritone e fare il ciclo lungo con centrifuga a dodicimila giri al minuto.
Ma chi cazzo sono io?
Dove sono?
Cosa voglio?
Chi è questa 'gente' che continua a volere delle cose da me, a volere il mio tempo e la mia attenzione?
Come mi sono fatto incastrare tra una vagonata di Lego ed una di panni zozzi?
Tradizionalmente, gli aspirapolveri cordless sono sempre stati destinati ai piccoli lavori , come una rapida pulizia della macchina o per ovviare in fretta ad un pasticcio improvviso 
(come un pacco di stelline rovesciato sul pavimento, o il porco glitter di Natale sui divani, o un secchio di mattoncini Lego che a bruciarli fai uno sgarro nello strato di Ozono che ti risucchia nello spazio con tutti gli zoccoli. No dai. I Lego non si risucchiano con l'aspirapolvere.)
Inevitabilmente però, perdono potere di aspirazione con lo scemare della carica e per me infatti la magagna più grossa dei cordless è sempre stata la durata della batteria.
Pensate che mi fu regalato da mia cognata, anni fa, un modello di cordless Dyson che aveva bisogno di 6 ore di carica per 6 minuti di autonomia. L’equivalente di un uomo che passa tutta la giornata in palestra e poi la sera è troppo stanco per resistere a più di 6 minuti di sesso sfrenato.
Ha trovato il suo posto in magazzino nell’arco di cinque giorni.
Ridicolo.
Se accettiamo, come molti fanno ormai, che circa il 10% della popolazione mondiale sia omosessuale, dal momento che ci sono più di 7 miliardi di persone al mondo, dovrebbero esserci più di 700 milioni (700.000.000!!!) di gay e lesbiche sul pianeta. Per esempio, il censo degli Stati Uniti non raccoglie dati sulla sessualità, comunque, secondo un recente studio dello Williams Institute nell’Università della California, l’11% degli adulti negli USA hanno avuto esperienze sessuali con partners dello stesso sesso, malgrado solo il 3.5% della popolazione si identifichi con l’essere gay, bisessuale o lesbica.Questa mancanza di autoidentificazione come gay pur intrattenendo rapporti sessuali con individui dello stesso sesso, è forse da ricercare nella continua persecuzione del ‘gay lifestyle’ nella generale cultura statunitense. Per questo motivo è decisamente probabile, se non sicuro, che l’11% della popolazione sia omosessuale.Insomma, numeri a parte, ‘sti gay sono dappertutto e più cercano di estirparli (vero Putin?) più ricicciano come le patate ed è quasi sicuro che anche voi ne conosciate qualcuno (o che ve ne siate già portati a letto uno... O più di uno... Ma non diciamolo in giro).O magari che conosciate qualcuno che è gay ma non si è ancora dichiarato.Quindi credo sia cosa buona e giusta fornirvi un airbag contro la possibile Bomba CO (Coming Out) che potrebbe colpirvi, magari anche oggi, nella forma di istruzioni per l’uso.
Ho messo la sveglia alle 06.45, perché
sono gay.
Mi sono alzato ed ho preparato la colazione. Prima però ho infilato i pantaloni della tuta e la felpa (col cappuccio, perché sono gay).
In cucina ho messo un po' di musica, e questa mattina mi piaceva qualcosa di melodico e soft, ma con un po' di 'sporco sotto le unghie'. Ho scelto Bon Iver (perché sono gay).
Ho la Lattissima Premium di Nespresso (perché sono gay) e mi sono fatto un bel caffellatte alla vaniglia, con due pasticchine di dolcificante (perché sono gay).
Per mio figlio una brioche con marmellata di fragole, un vasetto di yogurt, mezzo bicchiere di succo di frutta e mezza mela.
Per mio marito caffellatte, ma con l'Arpeggio di Nespresso, che il Vanillio non gli piace (è gay pure lui…). Una ciotola di muesli con latte scremato e mezzo bicchiere di succo d'arancia (perché è gay, cioè, da morire)
Colazione insieme sul divano, davanti ai cartoni animati.
Io e Tappo usciamo di casa alle 8.15 per andare a scuola.
Torno a casa intorno alle 9.00. Sono da solo. Mi metto a sistemare in giro, faccio i letti, carico la lavastoviglie (perché sono gay). Do da mangiare ai gatti ed ai pesci. Di pesci ne ho tre (perché sono gay): Chips, Ponyo e Natalie Portman.