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Se accettiamo, come molti fanno ormai, che circa il 10% della popolazione mondiale sia omosessuale, dal momento che ci sono più di 7 miliardi di persone al mondo, dovrebbero esserci più di 700 milioni (700.000.000!!!) di gay e lesbiche sul pianeta. Per esempio, il censo degli Stati Uniti non raccoglie dati sulla sessualità, comunque, secondo un recente studio dello Williams Institute nell’Università della California, l’11% degli adulti negli USA hanno avuto esperienze sessuali con partners dello stesso sesso, malgrado solo il 3.5% della popolazione si identifichi con l’essere gay, bisessuale o lesbica.Questa mancanza di autoidentificazione come gay pur intrattenendo rapporti sessuali con individui dello stesso sesso, è forse da ricercare nella continua persecuzione del ‘gay lifestyle’ nella generale cultura statunitense. Per questo motivo è decisamente probabile, se non sicuro, che l’11% della popolazione sia omosessuale.Insomma, numeri a parte, ‘sti gay sono dappertutto e più cercano di estirparli (vero Putin?) più ricicciano come le patate ed è quasi sicuro che anche voi ne conosciate qualcuno (o che ve ne siate già portati a letto uno... O più di uno... Ma non diciamolo in giro).O magari che conosciate qualcuno che è gay ma non si è ancora dichiarato.Quindi credo sia cosa buona e giusta fornirvi un airbag contro la possibile Bomba CO (Coming Out) che potrebbe colpirvi, magari anche oggi, nella forma di istruzioni per l’uso.




  • La persona che oggi decide di dichiarare la propria omosessualità è la stessa persona di ieri. Il fatto di aver preso la decisione di uscire allo scoperto non comporta variazioni della sua condotta. In altre parole, solo perché sapete che Piero è gay non significa che ora dovete iniziare a camminare con la schiena contro il muro. Il fatto che Piero si sia sentito libero e a suo agio, a tal punto da condividere con voi questa cosa cosí personale, non significa che da oggi in poi cercherà di strofinarvelo addosso.  Gretini.
  • La persona che oggi si è dichiarata omosessuale non acquisisce improvvise doti, poteri speciali o interessi extracurriculari bizzarri. Cioè, se Piero ieri si sbracava davanti al derby con una birra in mano bestemmiando tutto il calendario gregoriano perché ‘aa Maggica nun sta a vince’, oggi probabilmente farà lo stesso. Non aspettatevi di vederlo davanti ad ‘America Next Top Model’ o in merceria ad acquistare il gros-grain per arricciare le tendine del bagno. E non aspettatevi neppure che sappia consigliarvi la sfumatura di pervinca che più si intona al colore dei vostri occhi. Allo stesso modo, anche regalare il biglietto dello stadio per tutta la stagione calcistica della Sampdoria a Serena che si è dichiarata lesbica sarà fuori luogo. A meno che a lei il calcio non piaccia davvero regalatele una rosa perdíoh. 
  • La persona che oggi si è dichiarata come omosessuale conserva tutta la sua dignità e mostra il proprio coraggio, nonché la fiducia che ripone in voi e nella vostra comprensione. Siete amici da anni, mi sta bene, ma la cosa non vi autorizza a fare domande tipo “Ma tu lo dai o lo prendi?”. Oppure “Chi fa il maschio?”. Oppure “Ma strofinando insieme due patate non vi annoiate?”. Cioè, siete deficienti ad oltranza.
  • La condizione di omosessuale non è stagionale: è permanente, come il colore degli occhi. Se avevate i bollori per l’amichetto biondo con cui uscivate in gruppo, ma non siete mai riuscite a pomiciarci, adesso sapete perché. Metteteci una pietra sopra. È inutile che gliela tirate addosso imbarazzando lui e voi stesse. Fatevi crescere il pisello o datevi pace. Gli piacciono gli uomini. Forse anche più che a voi. UO-MI-NI. Rimettetevi le mutande. Sceme. (Ah, e non portatemi come esempio tutti i casi di presunta ‘conversione’. Quelli che erano gay ed ora sono sposati con una donna, ogni venerdí sera sono nella Dark Room del Muccassassina a farselo fare in mano da qualcuno con la barba.)
  • Chi si dichiara come omosessuale non deve essere maneggiato con cautela. Riderà ancora delle stesse battute omofobe di sempre, non vi farà causa perché gli siete passati davanti di fretta senza salutarlo e non ve ne vorrà se preferite una discoteca etero ad una gay per bruciare il sabato sera. Però non gli rompete le palle quando decide di andare per cavoli suoi e non lo vedete più tanto spesso. La storia del carro, dei buoi e dei peli vale pure per noi. E di peli ce ne abbiamo di più. Non dico altro.
  • Se Piero o Serena ha deciso di dichiararsi con voi, la cosa deve rimanere CON VOI. Se ha scelto di fidarsi di voi, ha scelto di fidarsi DI VOI. Altrimenti avrebbe messo i volantini in bacheca in ufficio “Indovina chi è gay oggi?”. Non tradite mai la fiducia che vi è stata mostrata. Se lo fate, dovete morire male. Anzi, peggio. No, non scherzo. Stronzi.
  • Fare Coming Out è la cosa più terrificante e liberatoria che un/una gay possa decidere di fare. La risposta migliore non è mai “Tanto lo sapevano tutti...”, ma “Per me non cambia niente... Anzi sí, adesso ti voglio più bene perché me lo hai detto!”
  • Quei genitori che “Io con tutta la buona volontà non riesco ad immaginare mio figlio/figlia tra le braccia di un altro uomo/donna... Non ci riesco proprio ad accettarlo...” La vita sessuale dei vostri figli non vi riguarda. Chi sta sopra, chi sta sotto, chi mette cosa dove e quanto spesso non sono affari vostri. Preoccupatevi solo di insegnar loro il rispetto, la pulizia, l’importanza di proteggersi e di avere un atteggiamento sano ed equilibrato col sesso, con se stessi ed i propri corpi. Potete fare solo questo. Poi scusatemi la sfrontatezza eh, ma perché dovreste essere in grado di ‘immaginare’ i vostri figli a letto con qualcuno? Avete problemi? Fissazioni? Secondo voi loro riescono ad immaginarsi mamma e papà che trombano come in un film porno anni ’70? Vomito adesso o tra un po’? E dai su. Fatevi curare cazzo.
  • Essere gay oggi non significa né rimanere da solo, né ammalarsi di AIDS, né doversi   spupazzare i figli degli altri ed essere lo zio scapolo di tutti. Essere omosessuale oggi  vuol dire poter crescere, innamorarsi alla luce del sole e poter costruire una famiglia. Essere omosessuale oggi non vuol dire mendicare un posto nella società, vuol dire  ESSERE parte della società ed avere il DIRITTO di reclamare diritti. Essere omosessuale oggi non significa più dover sopravvivere, ma poter prosperare. 



Per finire, una persona che fa coming out oggi, prende in mano la propria identità, la propria vita e ne fa una bandiera. È indubbiamente orgoglioso/a, indubbiamente circospetto/a, indubbiamente spaventato/a, perché essere gay in un mondo di eterosessuali non è una barzelletta. Una persona che fa coming out oggi si rende conto che gran parte della sua futura felicità risiede nelle vostre mani e nelle vostre leggi e nel vostro peso di maggioranza. Risiede nella vostra lungimiranza, senso di giustizia sociale e di comunità. Perché se le cose cambieranno (come stanno promettendo di fare) sarà grazie agli sforzi di una società unita, unica e non frazionata in base alle preferenze sessuali. Una persona che fa coming out oggi dice prima di tutto: IO DI QUESTO MONDO ANCORA MI FIDO. E forse questa è la cosa più potente di tutte a parlare del rispetto che certe persone e certe decisioni meritano.



TQF xx

26 comments:

Elena C said...

Semplice, chiaro ed intelligente. Divulgherò. Conosco svariate persone che avrebbero reazioni simili a quelle da te descritte qualora un loro amico/parente/conoscente facesse coming out!

quid76 said...

Baci
;-)

Giuseppe Esposito Migliaccio said...

come non dirti "Grazie"!?
<3

Peggy Lyu said...

Che dire? Il tuo post è da condividere e far leggere a TUTTI! Ti posso dire che se se io dicessi ai miei di essere lesbica per loro sarebbe una tragedia...sono "Fortunati" ad avere entrambe le figlie etero perchè non reggerebbero la cosa. Ma la cosa non deriva da cattiveria quanto dall'ignoranza, che però a volte fa più male ed è più pericolosa della cattiveria.

mammamsterdam.net said...

quella del Muccassassina mi è piaciuta da matti. Quella dei genitori che non riescono a immaginarsi,..... no, ma veramente? Come è possibile? Ma sul serio, ne hai mai sentiti personalmente, o sono leggende urbane, o non si rendono conto di quello che stano dicendo?

RubyBlueLu said...

Sacrosanto e splendidamente espresso

Amy Lou said...

Proprio ieri sera a cena si parlava di coming out e omosessualità
I cretini ci sono
Ma non solo loro
:)

Deshna Francesca said...

standing ovation!
Aggiungerei anche che una persona non dovrebbe fare coming out a distanza, mi spiego: ho conosciuto troppi (qua in Spagna è pieno) di italiani che solo da lontano hanno fatto CO: in Italia non si sentivano al sicuro, non si sentivano liberi, erano proprio spaventati, senza contare la totale mancanza di diritti che finché esisterà Giovanardi...e la profonda omofobia. Purtroppo è uno degli aspetti da prendere in considerazione, che puoi avere i genitori più open minded del mondo, gli amici più moderni ma se la società è ancora quella che è, che si rischia il licenziamento addirittura....anche a me dispiacerebbe che se mio figlio fosse gay si sentisse obbligato ad andare via per vivere in pace, invece pensa mi sento "fortunata" a vivere in Spagna perché qua si potrebbe sposare, potrebbe adottare e avere i miei stessi diritti.

Non so, per me questo è importante quando si decide di fare questo passo.

Alb said...

Ciao! Sono una lettrice silenziosa che è venuta a conoscenza del tuo blog in quanto follower di Chiara (machedavvero?).
Fino ad oggi non ho mai commentato, ma stavolta non potevo non farlo.
COMPLIMENTI!! Sul serio, di persone con coraggio, intergrità, apertura mentale e sincerità come te ne ho viste poche. Invece ne ho viste davverto troppe che da te avrebbero tantissimo da imparare.
Grazie per tutte le belle parole che ci regali!!!

Cicice said...

Potrebbe essere applicato anche a chi ha desideri particolari come... il bdsm, che dici? Non so se madre sclererebbe di più se le dicessi che sono gaia o che mi piacciono i frustini. mmmh.

cecilia said...

Io mi chiedo perché ci sia bisogno di specificarlo. Quando invito qualcuno a cena mi occorre sapere se l'ospite è vegetariano o altro. E così mi sento per l'omosessualità. Se non ti devo presentare nessuno per fini amorosi, non mi devi dire per forza che lo sei. E poi sono sempre dell'idea che ci si innamora tra persone, non tra sessi.

cecilia said...

Io mi chiedo perché ci sia bisogno di specificarlo. Quando invito qualcuno a cena mi occorre sapere se l'ospite è vegetariano o altro. E così mi sento per l'omosessualità. Se non ti devo presentare nessuno per fini amorosi, non mi devi dire per forza che lo sei. E poi sono sempre dell'idea che ci si innamora tra persone, non tra sessi.

Marta said...

io dico che non si dovrebbe proprio fare coming out.
Ognuno dovrebbe essere libero di vivere la sua vita e basta, senza dover fare dichiarazioni varie. Oppure facciamo tutti coming out, comincio io: sono etero.
Se non servissero i coming out sarebbe un mondo migliore.

Moky said...

Come sempre…. CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP, CLAP!!!

eli puccioni said...

Ricordo la sera che uno dei miei piu' cari amici mi disse di essere gay e felicemente fidanzato da quattro anni...e io zittella impenitente che non riuscivo a farmene una ragione:'se fidanzato da quattro anni??? quattro anni e non me l'hai mai detto?" e lui:'no vedi eli, il punto e' un altro qui: ti ho appena detto che sono gay..." "QUATTRO ANNI!!!! cioe' ma ormai tipo andate a convivere....e a me non vuole nessuno!". Insomma, fu una serata delirante, bevemmo un sacco ed e' diventato uno degli aneddoti raccontati al loro - bellissimo - matrimonio celebrato qualche anno dopo...personalmente credo che non sia 'normale' chiunque veda qualcosa di strano nell'amore fra due persone: come dici bene tu, che si faccia curare! Bellissimo post, TQF!

paroleperaria said...

Come sempre, i tuoi post, secondo me, andrebbero letti a scuola... :) <3
Quando un'amica oltreoceano mi confessò che il suo "significant other" era una donna, ci fece un giro pazzesco, prima per sapere che cosa ne penso io in generale del "gay thing" e quando la mia risposta fu qualcosa del tipo "non mi interessa il sesso delle persone con cui gli altri vanno a letto" me lo disse. Io non lo avevo capito minimamente e sono stata felice che mi abbia considerato degna di questa fiducia e un po' intristita dal fatto che mi chiese anche se avrei cambiato idea su di lei... chiaramente, nel nostro rapporto non è cambiata una virgola, ma con qualcun altro che lei conosce probabilmente è successo.

Anonymous said...

Chiedere ad una coppia a gay chi sia l'uomo e chi la donna è come andare in un ristorante cinese e chiedere quale delle due bacchette sia il coltello

Ale

Sara L'arcobaleno di Sara said...

Combatto ogni giorno contro "l'ignoranza" di certe persone. Nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere tante persone e di amarle a prescindere dal loro orientamento sessuale.
Una volta ho cacciato di casa una persona perché mi ha testualmente detto "se avessi un figlio??? meglio malato che gay"...uno che pensa queste cose in casa mia non ce lo voglio...siamo troppo "diversi".
buona giornata
Sara

ps: ma si possono condividere parte dei tuoi post con ovviamente annesso link???

Aurora said...

Fantastico! Tu. Quello che scrivi. Come lo scrivi.

babara oliva said...

lo so che sei gay...però io ti stra amo e ti adoro!!!
Sei una forza della natura....

La mia vita semplice said...

spero in un mondo in cui l'espressione coming out non abbia più senso :-)

Gianna said...

Mi viene in mente mia mamma, che alla tenera età di 74 anni, dopo aver asserito per anni che "no, due persone dello stesso sesso, insomma... non sarebbero bravi genitori" e altre bischerate del genere, ora mi ha chiesto di regalarle un libro che parla di una coppia omosessuale con figli. Sarà anche un piccolo passo per l'umanità, ma vi assicuro che è un enorme passo per mia mamma. E se si sta affrancando lei da pregiudizi e bigottismo... l'è fatta!
Bello il tuo post. Me lo leggo e me lo studio.

Anonymous said...

dopo il riferimento alla Sampdoria sono andata in brodo di giuggiole e non ho capito più niente. e dire che sono etero. comunque masticazzi del coming out. o meglio, lo so che ce ne è ancora bisogno, ma resta retaggio di una mentalità che spero saremo un giorno in grado di soppiantare almeno all'80% (lascio al mondo un 20% di coglioni di media fissa. ed è pure rosea come previsione). dicevo, sticazzi perché ti pare che mi sono alzata a tavola nella vita proclamando: mi piace il belino? no. dunque perché eventualmente dovrebbe farlo mio fratello? saranno (de facto) azzi suoi. (ringrazio di avere genitori intelligenti che avrebbero risposto tale quale)

Ragno Pinolo said...

Splendido post, grazie!

Gastronomia Andreani said...

Bello, bello, bello!

Silvia said...

Fare Coming Out è la cosa più terrificante e liberatoria che un/una gay possa decidere di fare. La risposta migliore non è mai “Tanto lo sapevano tutti...”, ma “Per me non cambia niente... Anzi sí, adesso ti voglio più bene perché me lo hai detto!”

Era il 2006 quando il mio amico F. era triste per una delusione d'amore e io tentavo di consolarlo su MSN dicendogli che di donne è pieno il mondo.
A un certo punto lui mi disse "il problema è che non era una donna, non me piacciono le donne, sono gay!"
Silenzio di due secondi, "mo non mi vorrai più parlare..."
io risposi con un "no, anzi ti voglio più bene per la fiducia che hai riposto in me"
Varie volte ho ripensato a quella conversazione, anche dopo che ci siamo persi di vista.
Mi chiedevo se la mia risposta, uscita dal cuore, lo avesse ferito in qualche modo, magari dandogli l'impressione che il mio volergli bene era legato al suo essere omosessuale.
Essendo in chat non potevo vederlo in volto e non ho mai avuto il coraggio di chiederglielo,
Ora mi tranquillizzi che quella risposta era probabilmente quella che voleva sentirsi dire.
Grazie!