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Lo scorso weekend è stato uno di quelli da urlo, e per tutti i motivi sbagliati.
Marito malato in casa, Tappo irrequieto che quando stai male diventa un aguzzino senza pietà, casa come un quadro di Pollock (che voi conoscete solo la versione Instagram, ma vi giuro che due giorni fa c'avevo Basra…) e io con lo stesso sangue freddo e la risolutezza di Fracchia.
"PAPÀ PLAY WITH MEEEE!"
"AMORE, CAN I HAVE SOME WATER?"
"PAPÀ PLAY WITH MEEEEE!"
"AMORE, CAN I HAVE SOME ASPIRIN?"
"PAPÀ YOU ARE BAD! I'M NOT YOUR FRIEND!"
"AMORE CAN I HAVE MY INHALER?"
Io in ginocchio davanti alla lavatrice aperta, traboccante di panni bagnati da stendere, in pausa spirituale di raccoglimento, giusto per resistere all'impulso di ficcarci dentro Tappo e Maritone e fare il ciclo lungo con centrifuga a dodicimila giri al minuto.
Ma chi cazzo sono io?
Dove sono?
Cosa voglio?
Chi è questa 'gente' che continua a volere delle cose da me, a volere il mio tempo e la mia attenzione?
Come mi sono fatto incastrare tra una vagonata di Lego ed una di panni zozzi?

Io ero la Regina delle Venusiane!
Io ero quello che adorava spendere un mutuo in cosmetici, creme, profumi, esorcismi.
Ero quello che si alzava dal lunedì al venerdì alle 5.45 per essere in palestra alle 6.00 a sudare, scolpire, digrignare i denti fino alle 8.00 e poi in ufficio, in un pantalone taglia 28 e con un culo di travertino che ci masticavo le sedie.
Io ero quello che andava a ballare il giovedì sera, il venerdì sera, il sabato sera, la domenica pomeriggio e si presentava in palestra e poi in ufficio il lunedì come se fossi stato in una beauty farm.
L'alcohol (poco a dire il vero) non mi faceva una mazza.
Adesso con mezzo bicchiere di rosso mi perdo le mutande per strada.
Come sono arrivato qui?
Sono felice?
Possibile che la mia vita sociale, che era un calendario di feste, incontri, pomiciate e voli aerei, adesso graviti attorno alla sabbiera di Parc Monceau ed il reparto detersivi di Leclerc?
Dove ho sbagliato?
"PAPÀ I DON'T LIKE YOU! YOU ARE BAD!"
Guardo mio figlio che se ne sta piantato lí, ancora in pigiama, con la fronte aggrottata e quell'espressione di disapprovazione che ormai conosco fin troppo bene.
"Amore, papà adesso ha un po' da fare… Giochiamo più tardi ok?"
"I AM BORED! THIS IS BORING! YOU ARE BAD!"
Sono cattivo. Sono noioso e sono cattivo.
Le parole mi schizzano in giro per la testa come le palline d'acciaio in un flipper.
Lasciatemi in pace.
Lasciatemi in pace 5 minuti.
Datemi tempo di pensare, di fare qualcosa pensandoci, invece che di agire in automatico.
Altro carico, altro lavaggio.
In bagno mi guardo allo specchio.
Si vede che non dormo bene da cinque anni. C'ho i pori dilatati, grossi come monetine da 1 centesimo, le labbra screpolate e 'ste cazzo di occhiaie che ormai giusto l'imposizione delle mani di Maria Vergine in persona potrebbe fare qualcosa.
C'ho certe zampe di gallina che ce potemo fa er brodo.
Ho bisogno di botox. Una secchiata. Barbie Stupore di Paralisi.
Ho bisogno di riafferrare quell'immagine che ho di me, nella mia testa.
Perché è una tragedia quando ti senti come la Sirenetta, poi guardi allo specchio e ci trovi il baccalà.
"Quest'anno sono 39 ragazzo…" mi dico.
39 anni.
Cazzo, solo ieri erano 26.
Come me li ricordo i miei 26.
Ricordo la tensione del corpo, la prontezza dei muscoli, i contorni compatti e levigati. Ricordo l'affilatezza dei sensi, di tutti i sensi, ricordo le pulsioni ormonali, incoscienti, irresistibili, ipnotiche.
Ricordo l'inafferrabilità del mio cuore, che era sempre troppo lontano per chiunque, ed io ero al sicuro.
Ricordo il senso di possibilità, di frizzante energia, di fronte ad una città piena di deliziose incognite.
Ricordo il mio senso di onnipotenza, di dominio su quel territorio che era la mia vita. Una vita solo mia, costruita a mia misura e per gratificare solo me.
Ricordo il sonno pesante e ristoratore da cui ci si risveglia pronti, scattanti e senza occhiaie.
Ricordo l'assenza di preoccupazioni.
Ecco, questa cosa la ricordo chiaramente: ricordo di essere stato veramente sereno ed appagato e non il gomitolo di ansie ed insicurezze che sono oggi.
Il mio problema più grande era l'ennesima testa di cazzo che non richiamava mai, e quando richiamava non mi piaceva più.
Non so se faccio più fatica ad accettare l'ineluttabilità della maturità, o il fatto che questa sembra mi sia piombata addosso in una sola notte.
Non so se si tratta di una giornata storta o di un vero e proprio lutto per la mia defunta vita passata.
So solo che sono andato a cercare delle vecchie foto, per guardare in faccia il ragazzo che ero 12 anni fa, ed ho ingoiato duramente.
Perché a volte sento che dopo quei 26 anni è stata una lunga scivolata di panza verso una lavatrice che gira sempre ed un bambino che a volte mi fa sentire la persona più brutta del mondo.
Poi, ovvio, dover affrontare il senso di colpa per stare a pensarle certe cose, quando dovrei forse applicare del sano benaltrismo e paragonarmi a chi sta peggio.
Forse dovrei tornare al lavoro a tempo pieno ed assumere una nanny come fanno tutti, e vedere mio figlio durante il weekend e mio marito quando capita.
Forse ho sbagliato impostazione, nel ruolo di marito/padre/casalinga. Forse esistono altri modi di amare che non sussistano di solo sacrificio.
Forse.
Forse non conosco altri modi di amare, se non il mettermi da parte. Ecco. Sono diventato mia madre.
Di nuovo.
O forse ho solo bisogno di accettare che la mia vita non è, né sarà mai più mia e solo mia, e che il lusso di dar di testa ed inseguire le mie aspirazioni e le mie mutande in giro per il mondo è ormai stato soppiantato dalla calma ronzante di una lavatrice in costante movimento.
Forse quel cuore che era tanto lontano per chiunque, adesso è lí, sul comodino, alla portata di due persone che mi hanno riempito la vita e la testa. Forse sono solo un essere umano amplificato dalla paternità, che ha deciso con tanto ottimismo di investire energie e sentimenti in qualcosa che preghi con tutto te stesso possa dare buoni frutti.
Forse ho solo scelto la via più difficile per realizzare il mio potenziale, facendolo passare attraverso la felicità di altre persone.
Sindrome di Madre Teresa? Ne posso scegliere un'altra senza rughe?
Dio sto sragionando.
"Papà… Ho fatto questo per te… Because I think today you are a bit sad… Why are you sad?"
E mi porge un foglio con un glorioso ammasso di scarabocchi multicolore (non lo ha mica fatto adesso, lo ha pescato dal mazzo di opere d'arte vecchie).
E mi guarda.
E mi sorride.
E ti fregano sempre così.
Forse l'amore, quello vero, è un contratto che si fa prima di tutto con se stessi, e che funziona solo se non vai a leggerti tutti i paragrafi microscopici delle restrizioni e delle eccezioni prima di firmare.
Forse non mi serve il botox.
Forse mi serve una flebo di ottimismo.


TQF xx



















47 comments:

Antonella said...

Voto per la flebo di ottimismo! Quella serve sempre...^_^

Katiuscia said...

Potrei averlo scritto io, questo post!

Barby70 said...

Mi hai fatto sorridere, perchè ti capisco, ma ti giuro che secondo me la cosa più bella è quando non si ha una vita propria, ma in comune, in comune con persone che ti amano e che ami, altrimenti si che saresti una persona brutta. Brutta perchè fine a se stessa, piena di vuoto. Sono momenti di stanchezza che capitano, ma secondo me solo di stanchezza fisica. I momenti di stanchezza emotiva non li auguro a nessuno, perchè diventano solo mal di vivere. Barby Stupore di Paralisi me la rivendo, sappilo ^__^

Chiara said...

Ecco, mi consolo ...
Piena di ammirazione, come sempre
Up and down
Up and down
That's life
Chiara

Anonymous said...

Hai altre missioni, tutti qui. Una per esempio, è quella di tirare su di morale persone come me, che con in mano i panni svomitazzati da mettere in lavatrice, pensa davvero a tutto questo, ma con la differenza che non lo avrei saputo dire così bene. E che il culo di travertino manco nei sogni l'ho mai avuto. Sigh. Ottimismo a damigiane. J'adore. Chiara

Diana (Apple Pie) said...

Ti leggo e mi leggo.
Ti leggo e ti ringrazio, perché quando qualcuno fa pensieri simili ai tuoi ti senti meno marziano, meno sbagliato e meno solo.
...e mi appunto pure il nome della Barbie perché come le inventi tu, nessuno mai! :)

Robin said...

Beh, mica sei diverso adesso rispetto alla foto! Dovresti vedere come sono cambiata io negli ultimi 10 anni... e senza nemmeno l'intervento di un figlio... Aiuto O_o
Comunque io ci farei un pensierino alla possibilità di tornare al lavoro. Essere gratificati solo attraverso gli altri è frustrante, ritagliarsi un ambito tutto tuo, solo tuo in cui magari hai anche piccoli successi giornalieri può solo far bene. Il problema, forse, è che quando si entra nella spirale del lavoro è difficile non farsi fagocitare :S

strega dei gatti said...

EH si benvenuto nel club.... giuste osservazioni. Ed ogni tanto ci stà di abbattersi sai ... poi basta un attimo e tutto ti sembra cosi bello cosi pieno che la vita di prima non la rimpiangi più. Ma ci stanno benissimo i momenti NO e quelli dove ti chiedi MA CHI ME L'HA FATTO FARE???

elisabetta carrara said...

sei na sola. e domani rileggerai questo post e capirai il perché.
succede a tutti
amare significa possedere un pochino l'oggetto amato.... significa accudirlo. significa accorgersi che non sei solo più tu.
AMARE significa che non importa dove ha preso quel disegno. se lo ha fatto lui vale milioni.
significa che andrei pure in capo al mondo per un disegno di mia figlia.
amare significa che la tua vita è piena. che sei ricco....
e al tempo stesso significa accettare di gestire questa ricchezza.
non tornerei mai ai mei vent'anni.... non tornerei mai a prima dei miei ventisei quando ho avuto al mia cucciola.
e se ti raccontassi diresti che sono stupida. avevo tutto.... avevo quello che permette a una persona di sentirsi tranquilla.
avevo più o meno quello che avevi tu a 26.
ma non avevo al tempo stesso nulla che valesse davvero la pena di essere vissuto.
ora non ho nulla ma sono più ricca di Agnelli..... e anche tu. anche se oggi ti senti di menta.

mafalda said...

Potrei scriverlo io un paio di volte al mese, questo post, ma non lo farei così bene e con tanta chiarezza.
Tutto passa. Ma l'amore resta.
Vostro figlio crescerà, tu magari potrai ricominciare a lavorare (freelance? Consulente? Sei in gamba, puoi fare quello che vuoi se lo vuoi) e ti riapproprierai dei tuoi sacrosanti spazi.
Certo che eri (e sei, non ti buttare tanto giù) davvero bellissimo!

Silvana - Una mamma green said...

Al "sono diventato mia madre" ho rischiato di non finirlo questo post. Perché sono mesi che cerco di ignorare la stessa frase che mi balla in mente. Poi per fortuna ho continuato a leggere, e ho sorriso come alla fine di tutti i tuoi post. Loro ci fregano sorridendo, noi ci freghiamo dicendoci che passerà. Ma passerà? Ti abbraccio, senza germi.
Ps. comunque quando ti senti giù, pensa solo una cosa: LONDRA! Forse ti sentirai meglio!

Susibita said...

Tu adesso alzi quel tuo regal deretano, vai in bagno e ti spalmi stile cazzuola di retinolo.
Poi vai su internet e ti prenoti la palestra più vicina alla tua fichissima casa a Londra: così per qualche settimana ancora ti godi l'inerzia ginnica ma intanto tieni a bada il senso di colpa.
La lavatrice ignori che esista, l'aspirapolvere che succhia bene pure.
Il tappo quando ti dice che sei brutto fai come me e digli "sarai bello tu.". ci rimangono malissimo. zz-zz-zz...bwahaha.
Tira fuori la Regina che è in te perché la Regina di oggi, a quella Principessa di ieri, sono sicura che in tante cose farebbe un culo così.

Vai, sguinzagliati.
Con affetto,

Susibita


agag said...

Forse è perchè ho 39 anni anche io, forse è perchè ho una nana 3enne che gira per casa, e dalle tue descrizioni somiglia molto a Gabriel (e anche uno quasi 9enne che non migliora la situazione ma la peggiora!), forse è perchè il nostro lavoro di mamma/papà e mooolto duro... ma mi ritrovo molto in quello che scrivi. Credo sia una fase inevitabile, non è che ci sia piombato tutto addosso all'improvviso, è che ci siamo fermati un attimo a pensarci e quei dieci/venti anni fa, che non ci sembrano poi così lontani, in raltà lo sono, e molto, perchè la nostra vita è cambiata moltissimo! Qualche rara volta ci sembra in peggio, ma è sicuramente cambiata in meglio!!! Sù con la vita che chissa quanti disegni da dedicarti ha in serbo per te Gabriel e chissaà quante altre volte, nonostante vorresti che qualcuno si prendesse un po' cura di te, ti dovrai prendere cura di loro! Ma magari poi il giorno in cui dovranno scerglierci la badante lo faranno con cura ;-D

Anonymous said...

io ti vorrei sposare,
anche se sei gay

o forse no, ti vorrei come sorella/fratello/migliore amico, perchè hai scritto esatrtamente quello che ho provato qualche settimana fa, con la piccola malata, e la mia vita che sembrava ferma in un angolo...
perchè quando ho pensato che ero ferma in un angolo mi sono sentita una merda, perchè ho lei, la luce della mia vita, e LUi che mi ama tantissimo...e mi sono sentita un'ingrata perchè rivolevo anche solo per qualche ora la mia *solitudine*...
e poi leggo che anche tu provi certi sentimenti, e mi sento meno sola, meno sbagliata, meno una brutta persona...perchè allora , forse, certi sentimenti sono semplicemente umani...

Arianna

Anonymous said...

Hai espresso benissimo tutto quello che provo a un anno dal parto: dove sono quegli addominali scolpiti, quelle gambe sottili e quelle braccia toniche?
Però sai che c'è?, non cambierei neanche una virgola della mia vita attuale, ho scelto di essere mamma ed è la cosa più bella che mi sia mai successa!

Maria

La Princess S. said...

Non sono ancora madre e sto facendo di tutto per diventarci. Mi riempio di buchi in panza e la mia vagina è più studiata della formula della relatività. Ho visto la mia vita cambiare dietro a questa ricerca forsennata, ho visto la mia vita cambiare in seguito ad eventi tragici, sfighe, problemi che quasi mai hanno dipeso da me. E ti capisco.
Stamattina allo specchio mi sono chiesta dove fossi andata a finire. Dov'è il mio culo sodo e i capelli lucidi e la pelle liscia e il sorriso di chi non ha un cazzo da pensare?
Come ci sono finita io a raccogliere cacca di cane per strada?
Dov'è il mio tacco 12 da donne in carriera?
Dove sono IO?
Mi dicono che queste sono semplicemente quelle che tutti chiamano giornate no. Speriamo sia vero, che te devo di', signora mia :)

Anonymous said...

Mah, scusa, è la prima volta che commento ma leggo sempre volentieri i tuoi post. A volte mi lasci perplessa, altre sorrido all'ultima parola. Ho due figlie ed io e mio marito lavoriamo dalla mattina alla sera, solo così possiamo permetterci una vita "decorosa-decente". Rispetto alle mie figlie non mi sento in colpa se lavoro, quando sono con loro e con mio marito do il meglio di me, non sempre ci riesco, è faticoso ma è il prezzo da pagare. Se io non lavorassi, di fronte ad una lavatrice piena di panni sporchi (e ne faccio pure tante), mi "suiciderei". La mia famiglia mi conosce per quello che sono. Io sono le mie figlie, mio marito, i miei amici, i miei interessi, il mio lavoro e i panni sporchi da lavare... Ora mi chiedo, sarebbe così difficile crescere tuo figlio e contemporaneamente lavorare? Non so... Mi sembra, da quel poco che ho letto, di vedere mille risorse dentro di te. Ciao, Ambra.

Anonymous said...

La verità è che tu sei FONDAMENTALE per loro. Scassano i maroni in quel modo perchè senza di te sarebbero persi, in un mare di moccio e noia. Sei la base, le fondamenta, quello che regge su tutto l'impianto. Sei una roccia e tutti si appoggiano. Il che è anche bello ma, comprendo, a volte è una gran rottura di coglioni e nel sorreggere loro si rischia di perdere l'equilibrio. Ma ti assicuro che tu sei sempre là sotto, sotto il cumulo di panni zozzi. E ti assicuro che sei anche un gran figo.
Un po' è perchè il Tappo è ancora piccino, quando crescerà andrà meglio. Lo giuro. Un po' è perchè... è così. E sarebbe così anche se lavorassi. Ma se lavorassi avresti almento 8 ore di riposo al giorno ;-) .
Come diceva la mai dimenticata Lynette Scavo di Desperate Housewives in un famoso monologo in cui metteva in guardia una futura madre: "Ci saranno così tanti momenti nella tua vita in cui ti sentirai sola. Ma non sarai sola. Mai più.".
Sono parole che nei giorni buoni fan venir le lacrime agli occhi, in quelli cattivi suonano come una minaccia.
Ti auguro tanti giorni buoni perchè secondo me sei una padre favoloso e te li meriti. E in fondo lo sai bene anche tu.
Stringi i denti e le chiappe, i momenti brutti passano.
Nico

babara oliva said...

mi sono ritrovata molto in certi passaggi...tipo...io prima dormivo tantissimo..ora non riesco più..paradossalmente se la pulce sta male e salto le mie 6/7 h di sonno ci metto una settimana a recuperare... mi manca da morire andare in palestra ma se mi iscrivo sento di togliere qualcosa alla bambina.... l'ideal sarebbe un part time... che so 9/15 hai modo di incontrare persone, svagare la mente con altro e avere cmq tempo per la tua famiglia....spesso mi sveglio e mi chiedo come han fatto questi ultimi 10 anni a scivolare via così in fretta!Eppure non rimpiango le serate in discoteca/alcoliche o il dover per forza fare cose e vedere gente...

Phiiiibi. said...

:)

Sabrina said...

Ciao, ti ammiro da anni, non commento mai, ma oggi devo....Ho vissuto le tue stesse sensazioni centinaia di volte, alla splendida media di tre volte al giorno, ma dopo 8 anni mi sono data una risposta....sono una persona migliore ! Essere genitore richiede di essere altruista e mettere al primo posto qualcun altro, e questo lo devi fare ogni giorno, volente o nolente, ed è dura quando vorresti essere un po' più egoista e pensare solo a te per 5 minuti e non puoi, e se lo fai nonostante tutto ti senti in colpa.....ma questo esercizio di generosità e di dono, anche se non sempre spontaneo, mi ha reso una persona migliore. Ho più pazienza, più equilibrio, meno pretese. più concretezza, più capacità di mettermi nei panni altrui, più resistenza, più consapevolezza, più inclinazione al perdono e ho imparato a vivere con meno, rispetto a quando dovevo pensare solo a me stessa. Certo, in tutto questo, la felicità si è un po' persa per strada, ma io mi consolo così.
Riguardo al lavoro, concordo con le sagge donne di qui sopra, lavorare aiuta, part-time ancora di più.

Ciao. Sabrina

Faith said...

Sono incinta, a due giorni dal termine, quindi per me è ancora tutta teoria. Quello che so è che tornerò al lavoro tra 7 mesi, per scelta e per necessità. So che sarà dura lasciare il mio bimbo, ma so anche di aver bisogno di preservare una parte di me. Sarò madre, ma non solo, resto comunque la donna per cui ho lottato e faticato tutti questi anni.
Davvero tornare al lavoro è fuori questione?
Baci

amrita said...

tesoro,questa non è la sindrome di madre teresa, è una vera e propria sindrome premestruo. però tranquillo,poi passa. sei favoloso. avrai pure le zampe di gallina e le occhiaie,ma sei assolutamente fantastico. sei solo stanco. poi passa. certi giorni è pesantissima,perchè ti senti come se avessi fatto un patto col diavolo,rinunciando alla tua vera essenza, ma sei esattamente dove hai scelto di essere.lo hai voluto,non t'è capitato. solo che non sono tutti facili i giorni. p.s. se passi dalla riviera te li levo io 5 anni di rughe,che ...come me nessuna mai!

marina maree said...

Mi hai davvero colpita con questo post e fa piacere che "essere diventata come mia madre" non è una prerogativa femminile.
Se fossi qui ti abbraccerei. Marina

Anonymous said...

quanto mi piacerebbe scambiare la mia vita con la tua. un bimbo che non mi lasci in pace un attimo e che stravolga la vita mia e di mio marito.

caris said...

Ti capisco. Io quest0'aestate, dopo 15 giorni dedicati solo alla famiglia, piangevo perchè volevo andare in giappone. io sarei dovuta stare in Giappone (paese a caso e lontano).
niente Giappone e solo due pesti che ogni tanto mi guardano e mi dicnono "quanto ti voglio bene".
ecco. (però in giappone ci andrei)

Marco Lorenzo said...

Ciao ho 26 anni (ok ok 27 da poco), sono l'avvocato del diavolo e questo è il mio romanzo.

Mi sembri un po' in sindrome Lynette Scavo, quindi consiglio una ripassata veloce di almeno una serie per prendere spunto! Davvero vuoi farci credere che con la tua energia non scenderai di nuovo in campo in piena forma?!?

È vero essere ventenni e qualcosina di più ha i suoi vantaggi:

- il corpo regge da solo, puoi fare le baccanali sabato sera e la maratona di New York la domenica mattina (ok, accentuo un po'), l'acne finalmente sembra esserne andata e ancora non hai squadre di elfi notturni che fanno bassorilievi assiri sulla tua faccia… le occhiaie forse ti ricordi male, il lunedì mattina un cero a Santo Correttore va acceso comunque…

- Hai la tua vita da esplorare, hai la tua indipendenza, sei tu e il Mondo e hai la sensazione di poter fare tutto, anche scoparti Jake Gyllenhaal (leggi delirio di onnipotenza)

- Puoi comprare i boxer in pacchi da 7 e la domenica non trovarne neppure più uno nel tuo cassetto e cominciare a considerare di non portarli neanche più per facilitare la cosa…

Poi però, come in ogni cosa ci sono i lati negativi, che tendiamo sempre un po' a scordarci…

- Bello avere un bel corpo eh? Così la gente se ne frega di come sei dentro… E non puoi capire.. sei troppo giovane...

- sei tu e il Mondo, si… Minchia ma il Mondo è grande!! E fa un sacco paura!!E ti fa sentire anche un sacco solo, come stare sul bordo di una falaise (ok non mi viene in italiano) e osservare l'oceano e sentirti impotente… E li vorresti un abbraccio da qualcuno di vicino, ma non so se il tizio dei boxer viola #4 sarebbe disposto…

- L'amore... magari lo vivi con una certa leggerezza, ma poi quel saltare da un letto a l'altro stanca, sa di poco, come la pasta senza il sugo e ti chiedi quando mai troverai il tuo bel pomodoro con cui fare un bel sugo insieme, senza fretta, cuocendo a fuoco lento… non una passata e via insomma!!

- Hai la sensazione di poter fare tutto, ma poi c'è da mettere sul tavolo la confusione di dover scegliere! A volte invidio così tanto le persone che hanno una vita avviata, mi sembra abbiano dei picchetti su cui poter contare, mentre io tentenno ancora dove piantarli…

Io ti leggo sempre con tanta stima e ammirazione, però se è vero che fare il genitore è il lavoro più appagante e frustrante del mondo (mater mea dixit), tu in più con ogni lavatrice, con ogni piccola o grande paranoia, con la gioia e la leggerezza che trasmetti da queste pagine stai spianando la strada a me e a tutti gli altri gay o lesbiche che vorranno un giorno crearsi una famiglia. Sei un pioniere dei detersivi Homo, un paladino delle paranoie genitoriali lgbt, un samurai del "minchiachimelafattofare"… perché a leggere gli altri commenti, penso di poter affermare con certezza che anche questo è essere genitore. Questa è normalità. Anche i ritratti in nero (che tra l'altro snellisce sempre…)

E un giorno avrò incontrato il mio amato pomodoro e altroché sugo, faremo insieme delle stratosferiche lasagne, con un angolino un po' bruciato. Quell'angolino sono io davanti a una lavatrice in fase down, con un marito malato che si fa servire come Sissy e la dispotica prole che fa casino… Allora lì mi verrà da sorridere pensando a ciò che hai scritto tu oggi.
Ma a te non te ne fregherà più niente ormai, starai scalando il Kilimangiaro vestito con la linea Burberry che avrai disegnato, più figo che mai…

Un grazie dal cuore!

Marco

PS: ora darò voce al tuo ventiseienne interiore, lascia che il sanatorio si autogestisca per qualche ora, chiama un'amica e si va di SPA lastminute… È UN ORDINE!!!
PPS: da intenditore, sei molto più manzo ora...

Vivvie said...

Sai, si diventa un po' tutti nostra madre. Anche quando i figli non si hanno.
E' il tempo che passa la fregatura, altrochè! Maledetto tempo che passa.....:)

penelope said...

Carissimo, io ho degli sbalzi ormonali a febbraio che lèvati. Secondo me è solo la primavera che si avvicina. Poi passa.

angela e giorgia said...

Un giorno rileggerai questo post. Maritone sarà sempre lì, accanto a te. Un pò più bianco, ma sempre accanto a te. Il Tappo avrà 26 anni e sarà ritornato a trovarvi dalla città cui sarà andato a vivere da solo: avrà un super lavoro, sarà pieno di amici, la notte farà tardi.. Sarà una bella persona piena di vita. E vi dirà: "Grazie per tutto quello che mi avete dato. Grazie per le notti insonni. Grazie per i sacrifici. Grazie per la pazienza, la solidità, l'amore. Grazie per l'esempio che siete stati. Grazie per le opportunità che mi avete date. Lo so che è stata dura. Lo so che a volte avete pianto davanti alla lavatrice. Ma vi voglio dire una cosa importante: Ogni mattina, quando guardo la mia vita scintillante, voi scintillate accanto a me. Trasparenti. Presenti. Scintillati come i diamanti. E vi voglio dire anche un'altra cosa: Ogni volta che sento intorno a me pronunciare la parola AMORE, ecco..ebbene.. allora.. io penso a voi."
Forse non dirà proprio così, lo sai anche tu. Ma è questo che sarà dentro di lui. Credimi. E ce lo avrai messo tu.
Per fare bravi bambini, che diventino brave persone, bisogna cercare di esser bravi genitori.
E tu lo sei.
Ciao.

Francesca said...

il mio commento non appare.... arghhh! ci riprovo! Allora, inizio col dirti, con una buona dose di ironia, che almeno tu ti sei risparmiato la gravidanza! Io sono al nono mese, lo scorso anno con una certa fatica ero rientrata nella taglia 42, ora, dopo una gravidanza angosciante, passata a letto, imbottita di progesterone e con un fantastico inizio di gestosi (altro che "periodo magico"), paro l'omino della michelin! Ma al di là dell'inevitabile decadimento fisico (anch'io 39 anni...) diventare genitori è sicuramente fantastico, ma ti toglie per sempre una grossa fetta di libertà. Il solo fatto che ci sia una personcina deliziosa che dipende così tanto da te è meraviglioso e terrificante al tempo stesso. Io ho scoperto cosa sia la paura di morire da quando sono mamma, prima ero la regina del carpe diem. E a volte mi piacerebbe tanto vivere da sola, andare a tutti i concerti, le mostre, i viaggi, le feste che mi ricordano tanto la mia vita giovane e single. Anche se so che nulla mi dà Felicità come mia figlia, che lei è l'Irrinunciabile. Siamo umani, caro amico. Un'ultima cosa: fai un serio pensierino al fatto di ritagliarti uno spazio tutto tuo, magari un lavoretto part time, prima o poi. Puoi sempre essere a casa quando il bambino torna da scuola... Tutti hanno diritto a uno spazio tutto per sé e la maggior parte delle casalinghe, quando i bambini crescono, vanno in crisi. Infondo mi pare che possiate tranquillamente permettervi un piccolo aiuto in casa, per i lavori domestici. Io non rinuncerei al mio lavoro neanche se mio marito fosse ricco, sono sincera. Magari vorrei poter lavorare meno, ma stare solo a casa non fa per me e forse neanche per te.

Anonymous said...

Ultimamente mi sento spesso come te: sono passata da brillante studentessa con un sicuro futuro professionale a mamma lavoratrice depressa e stressata. Sembra che la consolazione per tutti è il riconoscimento da parte dei figli ma nel mio caso non c'è neanche questo se si considera che la mia piccola ha problemi nell'apprendimento e non riesce ad esprimersi. A volte mi sembra di essere un vero fallimento a soli 30 anni.

illatocomico said...

sappi che ho letto questo post dal medico, in sala d'attesa. Mi ha fatto sghignazzare da sola (e gli altri pazienti si saranno detto ma cos'ha questa da ridere) e poi mi ha fatto piangere (e gli stessi avranno detto questa è matta).
Quando è arrivato il medico a chiamarmi avevo ancora i lucciconi agli occhi, per fortuna non mi ha chiesto niente...
Ecco, sappilo! :-)

Vale said...

E' come se fossi entrato nel mio cervello e avessi scritto tutto quello che provo da un pò di tempo a questa parte. Ma come fai? Scrivi in maniera meravigliosa e mai banale, grazie per questo post, mi hai fatto sentire meno sola.

paroleperaria said...

Mi hai fatto commuovere e, a un certo punto, pensando di averti davanti, ho anche guardato la tua foto e ti ho sorriso, cercando di mandarti un po' di affetto/comprensione/pensieri positivi... :)
Sei una persona splendida e "quei due" sono molto fortunati ad averti.
Un abbraccio

Ale [Tredici] said...

Io, venticinquenne un po' diverso da come eri tu a 26, ma con molti tratti simili, ho apprezzato molto questo post. Grazie

Marta said...

Vien qua che te dò un strucòn...
ovvero (vieni qua che ti stringo forte)...
Sono cose che ciclicamente (e nel mio caso che sono donna, ormonalmente) vengono a galla.
Penso che non peserò mai più 50 chili come sei anni fa, non sceglierò più vestiti senza provarli perché tanto mi va bene tutto, nè che mi crogiolerò nella mia fighezza come una volta.
Sono una mamma, alcune cose il mio fisico le ha perse dopo la gravidanza, altre mi sono rimaste (vedi alla voce rotolino dell'ammore).
Però sai cosa? Quando sento che il mio destino è mandare lavatrici ad oltranza penso che in fondo questo essere genitore mi abbia reso molto più sicura di me perchè accetto senza patemi i miei difetti...è vero, non saremo più come prima e credo che un pò di nostalgia torni sempre a galla...forse bisogna solo accetarlo con serenità e non smettere mai di crescere!

serendipity said...

Io un piccolo angolo in cui essere solo me stessa l'ho agognato, costruito e desiderato come l'aria perchè senza mi sentivo sempre così. Ho neuroni molto funzionanti, che hanno bisogno di galoppare e ho bisogno di appassionarmi a qualcosa e ... loro non mi basterebbero credo. Ognuno è fatto in maniera diversa, tu hai fatto una scelta coraggiosissima che io non ho saputo fare.
Io non mi pento della mia tanto quanto tu non ti penti della tua credo.
Io passo dei giorni in cui vorrei solo profumare di bambino, come tu passi dei gorni in cui vorresti profumare di venerdì sera.
Io quando esco a ballare come se avessi 26 anni mi diverto da pazza, poi però al mattino dopo 2 mocciosi urlanti su un dopo-sbronza mi fanno sentire fuori luogo. Alcuni vestiti non mi vanno più, ne ho trovati di nuovi, ogni tanto mi diverto a rimettere la maglia in similpelle, ma preferisco di gran lunga i nuovi abiti, mi calzano meglio le scarpe comode che indosso per trascinare 2 marmocchi ai giardinetti e le scarpe con i tacchi da mettere per andare in ufficio. Questo discorso tortuoso per dire che c'è qualcosa da fare, forse (mi permetto con molto affetto eh di dirlo) non se ti manca il testesso 26enne, quello/a manca a tutti/e. Il problema è se ti manchi tu e basta, il tu di adesso, che forse ha bisogno di un po' di spazio suo ... spazio che due giorni con due uomini malati fanno sparire del tutto .. credo che tornare nella città che ami ... ti farà sentire più te, tu che ne dici?

Anonymous said...

Sei diventato una madre... a me è appena successo, sto esattamente come hai detto tu (ma con la sindrome del "però io al mio lavoro non ci rinuncio e voglio farlo bene" che mi moltiplica stanchezza, senso di colpa e insuccessi professionali e personali) e il rumore della lavatrice è la sola sicurezza che ho, infatti ne faccio tremila a settimana, fai conto che se invece di mettere su un ciclo breve prendessi l'equivalente farmacologico in Xanax mi avrebbero già ripreso per i capelli varie volte.

Ce la possiamo fare. Dai.

Castagna, unlogged

Maggie said...

Penso che tutto ciò che hai scritto sia più che normale da pensare e da dire arrivati a questo punto della vita...ma alla fine se non avessi Maritone e Tappo sicuramente avresti qualcos'altro di cui lamentarti..probabilmente di avere una vita vuota...nella sua pienezza di divertimenti.
Però il passaggio sul tornare a lavoro forse non è poi da non considerare...magari lavoro part-time...così il tappo cmq te lo godi lo stesso dopo scuola, anche se poi ti ritrovi come me...il we a fare tutto ciò che hai tempo di fare durante la settimana.
Marco sai che ti dico...statti così che stai bene! ;)

Melinda Santilli said...

E' da un sacco di tempo che mi riprometto di iscrivermi al tuo blog e finalmente ce l'ho fatta a trovare 5 minuti liberi!
Tanto per cominciare non posso fare a meno di complimentarmi per l'ironia che metti nei tuoi post, mi fai venire in mente la super mitica e geniale Erma Bombeck con i suoi romanzi!
Io non sono mamma (ahimè non posso avere figli e vivendo in Italia, essendo gay pure io, non posso nemmeno sposarmi... ma che bello...) però ho una sorella che ha 9 anni meno di me e quando era piccola ho sempre aiutato mia mamma, sono stata una mamma junior e accidenti se ti capisco!
C'erano giornate in cui volevo vedere se la centrifuga della lavatrice funzionava su mia sorella e tuttora ci sono momenti in cui nonostante lei abbia ormai 20 anni vorrei strozzarla e vorrei mandare a quel paese la casa che è sempre da pulire e si riempi di polvere regolarmente... e vorrei anche voltare lo specchio, così non vedo le occhiaie sul mio visino da trentenne "diversamente giovane".
Altro che Barbie stupore di paresi, a volte vorrei diventare Barbie se ne va alle Fiji e buonanotte ai suonatori!
Poi però ci si mette "Skipper sorellina faccia di gnaus cuore tenero" e capisci che non importa se c'è la casa, la polvere, i casini e tutto il resto: un suo sorriso basta a mettere tutto a posto e tu sei felice anche se hai anni di sonno e sanità mentale in arretrato.
Un grande abbraccio a te, Maritone e Tappo e al prossimo post!

Amy Lou said...

Premio per te sul mio blog
Si prega la Signoria Vostra di ritirare il suddetto

Pillow said...

ho avuto un brivido, con una visione nitida: io, nascosta nell'asciugamano del bagno. Fuori, tutto il mio studio, che chiama, suona, citofona, sbraita.
(sarà per questo che non ho voluto pargoli? sono poco paziente? sono solo esaurita? sono molto egoista? o non avessi trovato un cristiano degno di diventare padre??)

Bunny said...

Ipnosi amico...IPNOSI. Ascolta ammé.

family home said...

TU sei UN GENIO!!!!
(grazie per le grasse risate)

con affetto

Denise

Nina Cerca said...

Qualche giorno fa ho realizzato anche io che la mia vita non sarà mai più solo mia, che sarò madre per sempre, con una porzione di cervello dedicata che anche contro la mia volontà vivrà in funzione di un altro essere. Fa paura si. Io a volte quando mi sento uno straccio mi dico che forse mi basterebbe una notte, una sola di sonno ininterrotto per vedere le cose sotto un'altra luce. Poi so che è utopia e allora chiamo la tata e mi faccio aiutare con Simon e Marinella che mi aiuta a mantenere casa un po' più dignitosa. Perché da sola io non ce la posso fare e non voglio scoppiare. Comprendo il tuo malessere, essere solo a farsi carico di tutti e tutto è logorante, lo so. A me poi arriva il ciclo a scaricare le tensioni e riparto di slancio, ha i suoi lati positivi: down prima e up dopo. Te non hai manco una sindrome premestruale da incolpare, che fa sempre comodo! Ti mando un abbraccio solidale :)

ugainthesky said...

Ho letto tutto con la lavatrice in sottofondo. Parlavi di me vero?