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Era il 1986.

Festival di San Remo. L'anno della famosa 'bomba' di Loredana Berté che canta 'Re' in un miniabito di vinile nero con panza da nono mese posticcia appiccicata sopra.
In Italia è scandalo, che a noi lo scandalo ci piace, ci fa dimenticare la bancarotta morale in cui annaspiamo da cinquant'anni.
Poi vabbè, trent'anni dopo arriva Lady Gaga con un vestito di coratella di abbacchio e nessuno fa un fiato.
Pah.
Loredana in stile simil-gravido è, ancora oggi, l'unica immagine sanremese bruciata nella mia retina come neppure i lepidotteri inguinali di Belen.
Era ritenuta una cosa sconcia esibire cosí spudoratamente un pancione in un contesto aggressivo e trasgressivo come una performance rock.
Anatema!
La panza era da nascondere dietro ad un tendone di cotone a fiorellini, o almeno cosí era stato fatto per tanto tempo, ma quel costume così sproporzionatamente assurdo per gli schermi italiani della metà degli anni '80 tradiva un profondo cambiamento nel tessuto sociale, nel mondo delle donne e della società. Un cambiamento che, seppure non subito, avrebbe visto la luce appena cinque anni più tardi. E brava Loredana. Che moderna.
Ma partiamo dall'inizio.

C'era una volta un tempo in cui un grembiule era considerato 'capo d’abbigliamento' per la maternità: doveva semplicemente coprire lo spazio lasciato aperto dal top che non si chiudeva piú intorno alla pancia gonfia o che non raggiungeva più la vita. Venne indossato per secoli, attraverso il Medioevo ed oltre. Oggi per fortuna le madri in dolce attesa hanno alcune opzioni in più. Dai capi tecnici per l’allenamento sportivo al tailleur, l’abbigliamento premaman di strada ne ha fatta. 
Di panza, quindi molto lentamente.
Se eri incinta in qualunque punto del globo dall'inizio dei tempi, fino al 13mo secolo, ti arrangiavi semplicemente adattando quello che già avevi nell’armadio. O nella cassapanca. O sulla schiena. Spesso utilizzavi gli abiti dell'uomo di casa, generalmente più grandi, insomma, se eri incinta, dovevi innanzitutto abbozzare (che poi figurati, con tutte le probabilità che avresti avuto di morire di parto, andare in giro per nove mesi come una disgraziata non sarebbe apparso nemmeno nella tua lista delle preoccupazioni…).
Allora gli abiti non seguivano la forma femminile ed accoglievano la gravidanza abbastanza bene. Erano infatti senza cuciture, composti da tanto tessuto fluttuante. L’avvento delle cuciture non c’è stato fino al 14mo secolo, quando la moda delle donne occidentali inizia ad abbracciare le curve un po’ di più ed a rivelare di più le caratteristiche del corpo femminile. È in questo periodo che i vestiti per la maternità sono concepiti per la prima volta. Le cuciture vengono disfatte a piacere dalle meno abbienti per consentire la crescita della pancia, mentre i ricchi commissionano abiti pre-maman su misura .
Il periodo barocco (1600 - 1750) vede nascere il primo abito ufficiale per la gravidanza chiamato ‘Adrienne’: un abito caratterizzato da pieghe voluminose e tessuto libero che si espandeva con la crescita del ventre. In questo periodo le donne indossano dei gilet di stile maschile con degli spacchi con lacci nella parte posteriore che permettono a chi li indossa di regolarne la vestibilità secondo le necessità. Nel periodo georgiano (1714 - 1811) i vestiti per la maternità diventano più pratici. Il tessuto fluttuante dell’ Adrienne è nuovamente utilizzato in questa epoca per ospitare le panze in lievitazione, ma con l’aggiunta di bavaglini staccabili cuciti alla linea del busto per consentire l'allattamento al seno (il pensiero rivoluzionario di voler allattare un bambino invece di mollarlo alla nutrice!!!).
Per la maggior parte dei decenni del 20mo secolo , l'abbigliamento premaman languisce nel dimenticatoio. Grembiuli, o indumenti senza maniche indossati come grembiuli, erano i vestiti da maternità del giorno e potevano essere acquistati nei negozi di puericultura insieme a carrozzine e biberon. Come comprare la tuta da imbianchino in ferramenta insomma. Praticamente da allora fino a poco tempo fa, la maternità non è mai stata considerata un settore redditizio per i produttori di abbigliamento, ma tutto è cambiato.
Vestiti alla moda per le mamme in attesa non sono stati sempre facili da trovare - e le donne non sono sempre state  pronte a mostrare in giro la panzona. 
La gravidanza è di default associata alla sessualità femminile, quindi non sorprenderà nessuno il fatto che, fino agli inizi del Novecento, le donne incinte mascherassero in ogni modo la loro condizione. Le nobildonne delle classi superiori addirittura scomparivano del tutto dalla vita pubblica per un periodo di "confino".  Sei incinta perché hai scopato. Ecco. Vatti a nascondere.
Sozza.
Il che la dice lunga assai sulla condizione femminile e sulla difficoltà di gestire una condizione come la gravidanza che oggi è invece osannata, idolatrata ed iper pubblicizzata.
Lungi dall’avvento di elastane e spandex, i corsetti erano indossati da tutte le donne, e lo erano stati fino al 1900, dapprima realizzati con stecche di balena e poi con elastico, per tenere sotto controllo qualche centimetro in eccesso sul girovita.
Le bambine fin dai sette anni venivano ‘incorsettate’ e anche le donne in stato interessante indossavano corsetti di maternità per contenere il ventre in espansione.
Dal 1920 i corsetti di maternità vengono sostituiti da guaine che contengono i fianchi più che la vita. 
Anche se lo stile delle flappers degli anni ’20 era noto ed in molti aspetti scandaloso per aver sciolto le forme dell’abbigliamento femminile ed aver concesso spazio per movimento e divertimento (provateci voi a ballare il Charleston col corsetto che ti stritola la milza), le donne in gravidanza ancora optavano per gli stili che nascondevano il pancione. Vi faccio l’esempio di un annuncio pubblicitario per abbigliamento pre-maman apparso nel 1923 su Good Housekeeping che richiamava l’attenzione di quelle donne che volessero essere "completamente prive dell’imbarazzo di un evidente stato fisico".
L’austerità durante il Secondo Conflitto Mondiale limita i materiali degli indumenti interrompendone inoltre la fornitura al dettaglio. Alcune donne reagiscono optando per il fai da te e creando a mano i propri abiti premaman. Mentre alcune giovani donne si uniscono alla forza lavoro e cominciano ad indossare dei pantaloni per la prima volta, molte continuano ad indossare abiti relativamente tradizionali al ginocchio o al polpaccio o gonne con camicette semplici e giacchine dalle spalle quadrate.
Come si evince dall’immagine di un catalogo del 1940 con figurini dell’epoca, l’accento rimane sul nascondere la gravidanza: "Charming camouflage for mothers to be".
Negli anni ’50 Lucille Ball (ve la ricordate la sit-com ‘I Love Lucy’?) è la prima donna a mostrare la propria gravidanza al pubblico sullo schermo televisivo (sempre molto pudicamente, ma con enorme risonanza mediatica per i canoni dell’epoca!). Nonostante
questo rappresentasse un grande passo avanti per le donne incinte , le panze rimangono comunque all'ombra e la moda specifica per la maternità di conseguenza  è 'na tabula rasa. 
Le tendenze nei primi anni ‘60 si ispirano allo chic ed all’eleganza innata di Jackie Kennedy.
Le donne  continuano a 'nascondere' le loro gravidanze, stavolta però con piú facilità, in questo decennio di abiti semplici dalle forme geometriche, giacche boxy con bottoni oversize e Capri pants (che qualche luminare della moda italiana ha dovuto ribattezzare ‘pinocchietti’, l'animaccia sua che Collodi gli dovrebbe tirà i piedi di notte...). Più avanti il fascino hippie per pantaloni a zampa d’elefante, tie- dye e tuniche fluide prende piede nel mondo dei giovani. Benché l’eco della Youth-Quake stia ancora risuonando nell’aria insieme alle chitarre di Woodstock, ed i movimenti di pensiero che abbracciano ideali di condotta e di bellezza fin’ora non propriamente canonici (Black is Beautiful e Free Love) ispirino arte, moda e musica, l’abbigliamento pre-maman anche negli anni ’70 rimane modesto e castigato. Abiti di tutte le lunghezze e vestibilità sono di gran moda, da quelli corti e svolazzanti tipo babydoll, a quelli alla caviglia “Maxi” passando per gli abiti a metà polpaccio “midi”.
I jeans a gamba larga ed a zampa d’elefante continuano ad essere popolari in tutto il decennio insieme al poliestere (IL DEMONIOOOO!) che concede uno stretch ed un comfort supplementare per meglio adattarsi al pancione. Bluse ed abiti alla contadina diventano i capisaldi dell’abbigliamento pre-maman dalla metà alla fine degli anni ’70.
Nonostante l'emergere del pantacollant negli anni ’80, la maggior parte delle future mamme continua a vestire piuttosto conservativamente. Ve la ricordate la principessa Diana incinta vestita da tenda da campeggio sul balcone di Buckingham Palace? L’abbigliamento per la maternità prende una svolta drammatica negli anni ’90 e non a caso.  
Questo è infatti un periodo di grandi cambiamenti per le donne in America.  Nel 1991 , una Demi Moore quasi in punto di partorire posa nuda per una cover shoot di Vanity Fair - aprendo la porta al nuovo, alla liberazione delle panze.  La panza ottiene quel primo piano che le era sempre sfuggito. "Mi è sembrato di dare un po’ più di permesso alla donna di sentirsi sexy ed attraente quando è incinta", dice Demi. Nel 1993 poi, la legge per la famiglia che regola la Medical Leave
(congedo medico) viene approvata dal presidente Clinton dopo 9 anni di dibattito. Questo atto protegge i posti di lavoro delle donne durante la gravidanza concedendo loro di conseguenza una maggiore libertà di mostrarsi.
Fino ad ora infatti, le donne sono state in pericolo di perdere il lavoro per una gravidanza e l’obiettivo principale dell'abbigliamento premaman è stato l'occultamento dell’evidenza.  Triste eh?
Le donne hanno più sicurezza sul lavoro durante la gravidanza ed è interessante notare come, col passare di queste leggi, l’obbiettivo della moda rivolta alle mamme in attesa cambi completamente e definitivamente. 
Panza libera. Arrivati i 2000, la New Age di tofu, yoga e pilates con Gwyneth, Stella, Kate e Madonna tutte sempre gravide o quasi, il pubblico riscopre l'aspetto glam e quasi esoterico della gravidanza. Lo stile mostra-panza è la norma, a sottolineare un cambiamento nell’atteggiamento della società e della donna stessa nei confronti della gravidanza. Le donne iniziano a mostrare i pancioni  sia per le strade, in t-shirts ed abiti rivelatori, sia sui  siti di social media. Quasi ogni brand inizia ad offrire abbigliamento pre-maman, dai marchi specifici per la gravidanza a quelli di moda generali con linee di maternità come ASOS , Gap e Target. Dalla nobildonna che si esiliava
per nove mesi, alla neomamma che ora si incazza se non la lasci allattare sull'autobus.
Ne abbiamo fatta di strada.
Come per tanti altri aspetti dell'abbigliamento e della sua storia, la moda è sempre il precursore, il primo pulsare di un cambiamento più profondo. Un occhio attento riuscirebbe anche a cogliere gli inizi di una rivoluzione dal sottile cambiamento della lunghezza di un orlo, o da un'aderenza più pronunciata. 
Come vestiamo è il modo più subliminale con cui scegliamo di comunicare chi siamo e, soprattutto, cosa vogliamo.
È la cosa che, più di ogni altra, parla non solo di cosa sei, ma di COME vuoi che gli altri ti vedano.
È una finestra sulle nostre insicurezze ed aspirazioni.
Nelle parole santissime del divinissimo Oscar Wilde, "Solo i superficiali non giudicano mai dalle apparenze, perché il vero mistero di questo mondo è ciò che è visibile, non l'invisibile…".

Alla prossima cari!

TQF xx





7 comments:

mafalda Fissore said...

Il tuo è un bel post assai accurato ed interessante da leggere come sempre, per cui ti faccio i miei complimenti di cuore, ma non sono d'accordo sul fatto che siano le persone superficiali a non giudicare dalle apparenze. Per me, una caratteristica della persona superficiale è giudicare in base alle apparenze ed essere fissata con la moda, perchè tutte le persone superficiali che ho incontrato finora erano cosi. Ciao! Mafalda

Mamma che pazienza said...

Che bell'articolo, molto interessante per quanto riguarda la storia della donna.
Adesso che ho raggiunto la tanto sognata gravidanza posso finalmente mettere in mostra l panza...viva il XXI secolo.

seya said...

Accidenti, io di moda e costume sono totalmente ignara e trovo questi tui post didascalici come un'immensa forma di cultura e divertimento (il DEMONIOOO, XDDD).
Per il resto, ti auguro ogni bene! A presto! (saluta Maritone e Tappo)

L'angolo di me stessa said...

Quanto mi piacciono questi tuoi post da excursus storico!

strega dei gatti said...

Figo che lezione di storia della moda Premaman che ci hai fatto.... ah nooo sempre interessantissimo....
Grazie sei sempre di un'altra....

Verbena said...

bellissimo bellissimo post! grazie per queste perle di moda mescolate a spunti per riflessioni! è proprio vero inizio anni 90 la mamma che andava in giro tutta coperta anche al mare (la mia compresa!)...ultima gravidanza, estate 2001 tutta in bikini! a presto!

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