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Sotto alla Corona

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"Tienilo fermo che è bagnato e mi scivola… Dai ADESSO! Ma che fai? Il buco… Ma non lo vedi il
buco? Cazzo è grosso così! FORTE! SPINGI! No… NOOOO adesso lo rompi… AHIA! Mi hai ci hai preso dentro le dita… Ma sei impedito guarda…"
"Mamma, perdío quanto è difficile infilare 'sto cassetto del ghiaccio nel frigo? Ti ho detto: stringi le manigliette da ambo i lati, infili prima la parte superiore e la parte inferiore fa 'click' da sola… Cioè, mi pare di stare a parlare al telefono coi cerebrolesi…"
"È TU' PADRE CHE NUN CE VEDE! Io lo lascio smontato fino a che non vieni giù, poi ci pensi tu semmai… E CHIUDI 'STO FRIZZER CHE ME STA A VENÍ A PORMONITE!"

Smettetela di grattarvi la testa.
Prima del trasloco dal Purgatorio a Londra ho mandato ai miei il mio bel frigo americano di rappresentanza che a casa qui in Inghilterra non sarebbe manco entrato dalla porta.
Immaginate un armadio 4 stagioni di acciaio, che fa il ghiaccio, la granita, filtra l'acqua, ti mette in comunicazione coi defunti e ti dà pure i numeri per tutte le ruote del lotto.
Ecco, quello lí.
80 metri cubi di tecnologia coreana.

Sono tornato ad usare il mio frigo di Barbie Sudoku de Scatolette… Avete presente? Tutto a incastro che sennò non ci entra una fava e se hai lasciato il vasetto di maionese troppo indietro e ti serve, devi svuotare tutto l'ambaradan per arrivarci.
Ma vabbè, famoli godere un po' 'sti vecchietti terrorizzati dalla tecnologia.
"Ahó, la scorsa notte credevo di averci i ladri dentro casa, invece era il rumore della macchina che fa il ghiaccio… Una paura…" continuava nonna Mimí.

Siamo arrivati a Londra due settimane fa e mi sembra già di essere qui da anni… La sensazione di infilarsi le vecchie ciabatte di sempre dopo aver camminato tanto con un paio di scarpe nuove.
Alcune cose sono cambiate, alcuni dei negozi che conoscevo non sono più dove li avevo lasciati, altri hanno preso il loro posto. La mia vecchia cucina (tra breve rimpiazzata da quella nuova) di cui riconosco ogni macchia, ogni bruciatura del piano di lavoro, ogni taglio di coltello, mi accoglie con la familiarità di sempre.
Fa una strana impressione ritrovarsi dappertutto. Noto cose che erano invisibili ai miei occhi prima di lasciare Londra. Tracce del nostro passato come il segno dietro la porta della cameretta che marcava l'altezza del Tappo prima di partire, 2 anni fa.
Sua Tappezza ha iniziato la nuova scuola lunedì, ed è felicissimo.
Il curriculum prevede anche delle lezioni di nuoto settimanali dal momento che la scuola è rinomata per la squadra di nuoto, e finalmente potrà togliersi la soddisfazione di imparare a nuotare come si deve, visto che io sono Barbie Culo di Piombo e affondo pure sulla sabbia.
Maritone pure ha iniziato il nuovo lavoro appena ieri ed è un ribollire di energia.
Io ho un sacco di scatoloni da disfare, mensole da appendere e cose da scrivere e raccontare.
La più bella forse è quella dell'addio alle mie amiche parigine, tutte conosciute tramite la scuola del Tappo.
Ho pianto come un vitello.
Era un bellissimo pomeriggio di sole al parco della scuola, l'ultimo giorno di lezione prima delle vacanze pasquali.
I nani erano impegnati a far casino e loro erano tutte lí, sulle solite due panchine.
Stavolta però c'erano tutte e 6.
Ovvio che mi aspettavo baci ed abbracci, in fondo stavo per tornare a casa.
Invece c'è stato molto di più. C'è stato un momento di contatto 'tra donne' di cui mi sono sentito parte. Le donne hanno un modo di fare 'comunione' che gli uomini se lo sognano.
Ognuna ha aspettato il proprio turno per raccontare la prima impressione che le avevo fatto e la cosa che avrebbe ricordato di più del nostro incontro.
Incredibile cosa nota la gente che ti vede per la prima volta.
"Sei entrato ed eri l'unico che sorrideva a tutti!"
"Quella mattina eri triste e con lo sguardo perso, poi hai risposto al telefono e sei cambiato…"
"Ti ho visto per la prima volta mentre baciavi tuo figlio alla porta…"
"Mi hai quasi messo sotto con la macchina!"
Sembrava di essere tornati all'università.
Ma non era finita.
Dal momento che sono un appassionato di profumi e che mi era capitato di consigliarne pure a loro, le ragazze si sono presentate con 7 bottigliette (una per ciascuna) di una delle mie colonie preferite "Eau d'Orange Sanguine" di cui una per me.
Una specie di braccialetto dell'amicizia olfattivo.
"Quando indosseremo questo profumo ci ricorderemo di quando ci siamo conosciuti…" dice una.
"C'è tanto da imparare in questa vita…" mi abbraccia un'altra.
"L'aiuto più importante è quello che si riceve senza chiedere… È dura ritrovarsi in una città sconosciuta… La vita da expat è dura… Certe persone fanno tanta differenza…"
Io ero una valle di lacrime.
Grazie.
Grazie a tutte.
Siete il mio più bel souvenir de Paris.
Entro la fine dell'estate, più della metà di loro sarà tornata a casa, o si sarà trasferita in un altro paese rincorrendo le necessità professionali dei rispettivi consorti. Ci sono buone possibilità che io non riveda più nessuno.
Poi quella bottiglietta di profumo finirà, ma ce ne saranno altre a seguire e spero pure per loro.

Penso che il dono più bello che chiunque possa farti è quello di non dimenticarti.


TQF xx


P.S.
Queste sono le foto della nostra ultima visita a Disneyland. Ultima per ora, perché a giugno ci torniamo, ma il Tappo non sa niente. In più ci incontrerà il suo amichetto del cuore con cui (tenerezza!) parla attraverso skype quasi ogni sera.

P.S.2
Perdonate la lunga pausa, ma è stato un mese piuttosto impegnativo, poi da quando hanno abolito la schiavitù a me me tocca fa' tutto da solo perdíoh!!






19 comments:

stefytolly said...

Ci mancavano i tuoi post.

Emy said...

Che vuoi aggiungere. Sei il migliore :) mi fai morì

Unknown said...

Ecco, io all'idea del Tappo che a Giugno rincontrerà l'amichetto del cuore mi commuovo....BENTORNATO!!!!!!

Anonymous said...

bentornato

Melinda Santilli said...

Fantastico, averlo io un frigo così!!!
Beh, welcome in London! (anche se io personalmente amo Parigi e ci ho anche vissuto...)
Un abbraccio

Lunablu said...

Anche se adoro Parigi e mi piaceva moltissimo leggere i tuoi post da lì, mi allarga il cuore leggerti così felice, anche se indaffarato! Bentornato a casa:-)

Anonymous said...

il tappo e l'amichetto parlano in inglese o francese?

Anonymous said...

"rincorrendo le necessità professionali dei rispettivi consorti.."
Che tristezza. Non c'è una donna nella tua cerchia che sia in carriera, sono tutte appendici di mariti milionari?

Ale [Tredici] said...

"Penso che il dono più bello che chiunque possa farti è quello di non dimenticarti."

elisabetta carrara said...

Bentornato..... fossi sentimentale ti manderei una pianta come da tradizione. Siccome sono poco tradizionale e molto cinica ti mando un grosso abbraccio virtuale.

divinaringhio said...

Aspettavo con ansia questo racconto emozionale..
Io ho radici profonde e mi sono davvero commossa quando hai scritto che tornavi a casa.
Com'è strana la vita.
Sei come un vecchio amico a cui si augura il meglio ma che vive lontano.

Un abbraccio caldo.
Chicca

enri said...

stavo in pensiero è più di un mese che non scrivi
ciao
enrica

Moky said...

Noi donne siamo tanto deliziose quanto carogne comunque. Bentornato a casa. :)

Rabb-it said...

Welcome back home!

Ecco ho terminato il mio sfoggio di Inglese.
Felice di rileggerti anche qui.

Valentina VK said...

oh mondieu che bel post~!

sognoaustraliano said...

Sigh.
Lascero' anche io il mio...

L'angolo di me stessa said...

Che bello! E bentornato a casa!

Anonymous said...

Adoro i genitori alle prese con il fabbricaghiaccio !!! Adoro voi in giro per il mondo !! 😘Cris

penelope said...

Sono commossa! Non so se è perchè ho oltrepassato i 39 gradi di temperatura corporea o perchè ciò che scrivi e il modo in cui lo scrivi, mi tocca il cuore!...La seconda, of course!