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A causa dei tristi eventi legati alla tragedia di Napoli ed all'ondata mediatica che l'accaduto ha provocato, ho passato questi ultimi giorni a rimuginare di abusi, bambini rovinati, adulti infami e rivolte popolari. Ho cercato di porre un confine tra l'amore viscerale di un genitore e la sua incapacità di ammettere quando il figlio è un mostro.
Ho avuto modo di osservare come le reazioni giustissime della gente, di fronte a tanta malvagità ed idiozia, possano portare all'ulteriore frazionamento e divisione di una società che ha disperato bisogno di unità e che non riesce a trovarla nemmeno catalizzando all'unanimità i sentimenti più forti.
Forse siamo disegnati così, forse non siamo fatti per darci la mano unendo rabbia alla rabbia e fare di una tragedia un esempio comune da cui imparare qualcosa. Forse non siamo fatti per la solidarietà nello sgomento, nella furia, nel dolore.
La rabbia non unisce mai nessuno, o comunque non unisce mai nessuno a lungo. Prima o poi la massa inferocita inizia a divorare se stessa.
E siamo tutti vittime.

Grazie a questo mio post su Facebook, ho potuto conoscere diverse persone e le loro storie. Storie di ordinaria violenza, quella inosservata, quella non denunciata, quella che non finisce da Magalli o sulle pagine di qualche giornale.
Quella che non viene analizzata dallo psicologo di turno sul divanetto in finta pelle di un talk-show, per un pubblico a casa distratto dalla pastasciutta dell'ora di cena.
Ma che ti segna.
Ti condiziona.
Ti cambia.
Dal bambino che viene sbattuto al muro dal genitore di un altro, a scuola, davanti agli occhi vuoti della bidella, alla ragazzina derisa perché in sovrappeso. Dal bambino che fa da scudo alla madre contro gli abusi del padre alcolizzato, a quello che deve fare i conti o con una realtà troppo adulta e troppo orribile per la sua età, come la droga e la prostituzione.
Mi avete raccontato le vostre storie, mi avete commosso e mi avete sconvolto.
Quello però che brilla tra tante parole doloranti, è la vostra risoluzione ad andare avanti, a restare ottimisti, a cercare il sole di nuovo e malgrado tutto.
La determinazione a voler insegnare ai vostri figli l'onestà, l'ottimismo, la positività e la fiducia nel prossimo.
È la parte migliore dell'umanità: la voglia di felicità ed il coraggio di andarsela a cercare ridisegnando i contorni del proprio destino.
Malgrado chi sostiene che mio figlio sarà disadattato e traumatizzato a causa della sua famiglia 'non omologata', malgrado chi nasconde dietro la libertà di opinione tutta la violenza della discriminazione,
la mia piccola felicità questa settimana è stata ricevere una lettera dall'insegnante di mio figlio. Vi traduco brevemente le sue parole:
"Cari Marco e Steven,
in genere non scrivo ai genitori lettere personali dopo le presentazioni fatte in classe dai loro figli, ma quella di Gabriel è stata la presentazione sulla metropolitana di Londra più articolata, completa e interessante che io abbia mai visto fare ad un bambino di 5 anni. Adoro il suo entusiasmo. Volevo farvi i complimenti per l'evidente coinvolgimento nelle attività scolastiche di vostro figlio. Continuate così!.
Miss S. "
La voglia di fare bene, di riuscire malgrado le persone che ci vogliono buttare a terra e malgrado quelle che ci hanno ferito e segnato è un fiore che spunta dal fango.
La rabbia non unisce nessuno e non costruisce ponti, ma l'ottimismo, l'entusiasmo che sappiamo insegnare ai nostri figli, il loro amore e la loro fiducia nel mondo e nelle persone, sta tutto lí: chi siamo e cosa saremo.
Ma più stupendamente, cosa scegliamo di essere.
Non voglio assolutamente paragonare la mia battaglia quotidiana contro la discriminazione, con il profondo dramma umano che la famiglia del piccolo Vincenzo di Napoli sta affrontando in questo momento. Non riesco ad immaginare la profondità del loro dolore.
Non voglio nemmeno sprecare altre parole sugli infami che hanno creato questo inferno.
Ci ho già perso la ragione.
Da genitore, vorrei solo poter dire a questa mamma ed a questo papà che, sebbene di fronte ad un orrore immenso, sebbene in preda ad un legittimo, comprensibile e sacrosanto furore, sebbene nessuno potrà mai cancellare completamente l'abuso perpetrato ai danni del loro bambino,  hanno ancora la possibilità di scegliere per lui.
Io auguro loro di trovar la forza di scegliere l'ottimismo e la fiducia nel prossimo, auguro loro di poter ancora trasmettere entusiasmo al loro piccolo nei confronti del mondo, auguro loro di accorgersi che là fuori c'è tanta, tantissima gente che non vuole fare altro che celebrare insieme i futuri successi della loro famiglia.

Perché saranno i successi di un'intera comunità.



TQF xx




11 comments:

Peggy Lyu said...

Mi hai commossa. Questo post è bellissimo e non credo ci sia niente da aggiungere.
Mando un abbraccio a Vincenzo, alla sua famiglia ed a tutti i ragazzini e le ragazzine che sono vittime di soprusi e discriminazioni

Ilaria said...

Mi sono emozionata molto leggendo questo post...Anche io sono stata vittima di bullismo (anche se, fortunatamente, non in una forma così grave) e fa male, fa male davvero, soprattutto a quell'eta, in cui si è così fragili e vulnerabili...Forse qualche segno lo porto ancora dietro, ma io ho scelto di andare avanti e continuare, non esiste nessuna persona al mondo che può permettersi di buttarmi giù.
Faccio i miei migliori auguri a Vincenzo ed alla sua famiglia, spero che quando tutto questo sarà finito, abbaino anche loro il coraggio di voltare pagina.

P.S: Complimenti per il tuo pargoletto! Son soddisfazioni! =D

Fortunata nella sfortuna said...

Mi unisco al tuo augurio per Vincenzo e la sua famiglia. Inoltre spero di fare con mia figlia altrettanto bene quanto voi col vostro...

cassonetto said...

Come sei bello.

Mamma in Oriente said...

Un bellissimo post! Vivo in Thailandia e di recente sono entrata in contatto con una casa famiglia gestita da un italiano che accoglie i bambini vittime di abuso, pedofilia e maltrattamenti. Spesso proprio causate dai genitori, mamme comprese. E le stesse mamme vengono ospitate. Mi sono chiesta come sia possibile aiutare anche chi sappiamo essere causa del dolore di creature innocenti. Che spesso, dopo un periodo dentro alla casa famiglia, ritornano a fare la vita di prima riportando i loro bimbi in mezzo al fango. Ho chiesto ai volontari della casa famiglia se non è frustrante aiutare queste donne sapendo che molte torneranno a farlo. Mi è stata data una risposta univoca: lo facciamo solo per i bambini, perché capiscano che la vita non è solo lo schifo a cui sono abituati. Perché anche se solo per pochi giorni capiscano che esiste l'amore, l'affetto ed il dare senza ricevere in cambio altro che sorrisi. Perché lottino con tutte le loro forze per trovarla un'altra vita dove ci sia questo invece che individui che ti fanno solo del male. Non tutti purtroppo c'è la faranno ad avere una vita dignitosa, ma è importante dimostrargli che c'è. Per rompere la catena della violenza, perché non pensino che sia normale comportarsi così a loro volta da grandi.

Silvana - Una mamma green said...

Io non lo so, sai? Se ce l'hanno ancora, questa possibilità... Il "posto" in cui vieni al mondo (e non intendo solo il logo geografico, ma anche il contesto sociale, economico, culturale) ti condiziona in modo sempre più feroce, per lo meno in Italia. Questo paese sta diventando sempre più classista, se nasci e cresci in un certo "mondo", secondo me la tua esistenza è segnata. I miei figli, per dire, si vedranno negare SENZA APPELLO delle possibilità per il solo fatto che viviamo in provincia di Napoli (e parlo di una provincia senza degrado, per così dire. Molto diversa da quella dei fatti osceni di cui sopra). Stare qui ha condizionato la loro esistenza fin dalla sua alba (cesareo "obbligato", separazione forzata dalla madre, attacco al seno tardivo, etc). La disponibilità dei nidi, laddove ci sono, è limitata, il sistema scolastico fermo per certi versi a vent'anni fa (non possiamo scegliere il tipo di metodo pedagogico, per dire. E in generale siamo indietro anni luce rispetto alle scuole "illuminate" del mondo civile), le possibilità di intrattenimento sono scarse e povere (ludoteche rare e squallide; facevamo piscina per neonati e il corso è stato chiuso; andavamo a Musica in Culla e il corso è stato chiuso; i parchi sono fatiscenti e degradati). Cose come l'assistenza psicologica per le famiglie sono assolutamente fuori questione, al massimo ci sono le parrocchie (che talvolta fanno più danni che altro). Rimane lo sport, in quei pochi contesti veramente sani ancora immuni dalla competizione esasperata e da chissà quali altre schifezze. O la famiglia allargata, che però finisce quasi sempre con l'essere asfissiante e condizionante. In molti casi, in certe zone d'Italia, noi genitori NON ABBIAMO SCELTA, se non quella di fare i bagagli e andare via. Ma non è questa la soluzione per tutti, non può e non deve essere così. Per come la vedo io, io povero Vincenzo è segnato irreparabilmente dalla mortificazione e dalla solitudine. Prego con tutto il cuore che non sia così, ma sono molto pessimista.

speranzah said...

Vorrei trovare le parole più belle per ringraziarti per questo post. Non le trovo. Uso la più semplice e sincera: grazie

Valentina said...

Sei il genitore migliore che Gabriel potesse avere, la mia stima e ammirazione tutta.
Un caro saluto

Anonymous said...

Bellissimo post...
io non avrò mai il coraggio di raccontare ma non serve...mi ripeto ogni giorno che mia figlia avrà un'infanzia felice e basta...

Alessia A. said...

Sono una mamma e così, a caldo, ti direi che non perdonerei, che ucciderei chi ha compiuto questo SCEMPIO su un bambino con le mie stesse mani...
Sono giorni che ci penso e mi chiedo come possa, un padre di un bambino di 2 anni, commettere una tale atrocità.
Spero che Vincenzo stia meglio e che, assieme ai suoi genitori e ad un adeguato supporto psicologico, possano tutti e tre tentare di voltare pagina...
E ovviamente spero che i colpevoli vengano sbattuti in carcere, a vita, perseguitati ogni notte da incubi atroci e ogni giorno e ogni ora e ogni minuto dalla vergogna del male che hanno fatto ad un bambino.

Giupy said...

Bellissimo post! Ho appena scoperto il tho blog e mi sembra molto interessante, credo me lo mettero' tra i preferiti…