Seguimi Via Mail!

Sotto alla Corona

My photo
Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

Search

Loading...

Blog Archive

Archivio Reale


Carissimi! 

Voi credete che in questi cinque anni di blog io abbia solamente insegnato qualcosa agli altri? 
Vi sbagliate.
Ho imparato più di quanto non abbia preteso di insegnare. Ho imparato tantissimo su me stesso e sulle mie dinamiche interiori.
Questo è scaturito dal costante confronto con voi tutti, è stato l'effetto della mia campagna di onestà a favore delle realtà genitoriali diverse, e non saprete mai fino in fondo quanto vi sia riconoscente.
Ho iniziato a scrivere durante una pallosa sera di novembre 2009, sentendomi una mosca bianca, cercando di superare il senso di isolamento che la condizione di genitore a tempo pieno a volte comporta.
Ho fatto bene.
Mi ritrovo esattamente dove speravo di essere: nell'ordinario/straordinario mondo di tantissimi papà e tantissime mamme che condividono i miei malumori, le mie paure, le mie speranze. Un mondo di sentimenti ed istinti prima di tutto, in cui la sessualità è parte di chi siamo e non CHI siamo.


Su questa vicenda ci sto rimuginando da mesi. La ignoro o oso scrivere un parere, a costo di risultare impopolare, o peggio, stronzo?
Tanti dubbi gravitano intorno alla faccenda, le poche sicurezze sono contestabili.
Le fazioni però si sono comunque schierate, non facendo appello all'evidenza, secondo me, ma ad un senso di rabbia e diffidenza nei confronti delle istituzioni che trova radici ben oltre questa tragedia.
Un ragazzo di 31 anni è morto durante la custodia cautelare. Un ragazzo di 31 anni, affidato alle forze dell'ordine ed alla sanità pubblica, è morto dopo 7 giorni. 
Era il 2009.
La sentenza del 31 ottobre scorso, scagiona tutti gli imputati, ed è furore.
Sto ovviamente parlando del caso di Stefano Cucchi.
Le foto del cadavere scheletrico, coperto di ecchimosi, le avete viste tutti. C'è chi dice che sia stato malmenato, chi dice sia caduto dalle scale. Altri denunciano omissioni di soccorso, altri ancora giurano che fu lo stesso Stefano a rifiutare cibo e cure.
Tanta nebbia.
Tanta rabbia.
Tanti personaggi che (come nel caso di Giovanardi) non perdono l'occasione di entrare a piedi pari nel pantano mediatico e sollevare ancora più fango (che certa gente l'unica onda che sa cavalcare è quella di un maremoto di merda...)
Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap, osserva che

“In questo Paese bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie”.