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Su questa vicenda ci sto rimuginando da mesi. La ignoro o oso scrivere un parere, a costo di risultare impopolare, o peggio, stronzo?
Tanti dubbi gravitano intorno alla faccenda, le poche sicurezze sono contestabili.
Le fazioni però si sono comunque schierate, non facendo appello all'evidenza, secondo me, ma ad un senso di rabbia e diffidenza nei confronti delle istituzioni che trova radici ben oltre questa tragedia.
Un ragazzo di 31 anni è morto durante la custodia cautelare. Un ragazzo di 31 anni, affidato alle forze dell'ordine ed alla sanità pubblica, è morto dopo 7 giorni. 
Era il 2009.
La sentenza del 31 ottobre scorso, scagiona tutti gli imputati, ed è furore.
Sto ovviamente parlando del caso di Stefano Cucchi.
Le foto del cadavere scheletrico, coperto di ecchimosi, le avete viste tutti. C'è chi dice che sia stato malmenato, chi dice sia caduto dalle scale. Altri denunciano omissioni di soccorso, altri ancora giurano che fu lo stesso Stefano a rifiutare cibo e cure.
Tanta nebbia.
Tanta rabbia.
Tanti personaggi che (come nel caso di Giovanardi) non perdono l'occasione di entrare a piedi pari nel pantano mediatico e sollevare ancora più fango (che certa gente l'unica onda che sa cavalcare è quella di un maremoto di merda...)
Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap, osserva che

“In questo Paese bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie”.

Parole dure, prive di empatia e rispetto, che forse tradiscono l'esasperazione, più che la superbia, ma che, secondo me, non sono interamente prive di fondamento, soprattutto quando sul bancone degli imputati finiscono di nuovo le forze dell'ordine. 
Casi come quello di Federico Aldrovandi non giocano a favore delle forze dell'ordine ed il sospetto è giustificato. 
Ma qui non stiamo parlando di Federico.

Stefano è entrato in custodia cautelare dopo essere stato arrestato per spaccio. Aveva addosso dell'hashish e della cocaina oltre ad un medicinale forse per uso personale, visto che era epilettico. Pesava già 43kg. 43Kg per 176cm di altezza. Aveva gli occhi pesti, delle ecchimosi su viso e collo. Presentava un indice di massa corporea di 13.9 che urlava malnutrizione.

Eppure nelle arringhe degli indignati l'anoressia viene misconosciuta ed ignorata, e la malnutrizione (che lo porterà poi a pesare 37kg al momento del decesso appena una settimana più tardi) viene attribuita solo alla sciatteria delle cure che invece avrebbe dovuto ricevere. Voglio dire, leggendo in giro trovi addirittura quelli che "Stefano era sano, forte ed orgoglioso del proprio corpo! Adorava la boxe..." Stefano pesava 43kg cazzo! Era un tossicodipendente da anni, non era un atleta ridotto ad uno scheletro dopo una settimana di sevizie in carcere degne di Auschwitz. Tutte le foto esibite online, in piazza e in tv sono immagini scattate DOPO l'autopsia (che per legge non può aver luogo prima di 24 ore dal decesso). Avete mai visto un cadavere? A volte (anche a secondo delle circostanze del decesso) le spoglie sono irriconoscibili, tumefatte, gonfie, scolorite, tirate.
La Dott.ssa Flaminia Bruno, medico del Sandro Pertini giustamente fa notare che quelli che vengono additati come lividi sono l'orribile quanto naturale reazione del corpo alla morte. Un corpo già duramente provato da anni di abuso di droghe. Proprio lei, in una lettera molto informativa, esprime tutta la sua amarezza e rabbia di fronte a come certe conclusioni siano state categoricamente ignorate dal pubblico.
Cerchiamo di inquadrare le cose, o quantomeno arrabbiamoci per le cose giuste. Stefano è entrato in carcere in condizioni già pietose e sicuramente aveva bisogno di cure particolari e di un certo livello di attenzioni. Tanti vogliono credere che queste attenzioni siano venute meno, che Stefano sia stato intenzionalmente ignorato dal personale medico e lasciato morire per coprire il pestaggio a cui sarebbe stato sottoposto dalle forze dell'ordine durante la custodia.
Una macchinazione che coinvolge 13 persone.
Secondo voi ha senso? 
Voglio dire,  perdío, non siamo tutti stronzi, tutti animali, tutti senza cuore, tutti pronti ad abusare il potere ed a mentire per il semplice gusto di infliggere dolore ad un altro essere umano.
C'è gente che ora vorremmo pagasse per tutti quelli che hanno permesso che Stefano si riducesse ad un avanzo umano.
Era il figlio di qualcuno, non meritava di fare quella fine, ma Stefano era morto già da tempo.Se volete farne un martire, fatelo, ma a spese di tutti. I presupposti di tutta la questione sono difficili da maneggiare, la diffidenza nei confronti delle forze dell'ordine ultimamente viene polarizzata anche dai media. Stefano diventa qualcuno che doveva essere salvato.Ma salvato da cosa? Salvato da chi?
"Quando è stato consegnato alle forze dell'ordine, gli organi di Stefano facevano il loro lavoro..." Ribadiscono alcuni, il che però non significa che sia stato sano come un pesce. Sbaglio?
Una vita di spaccio, di malnutrizione, di abusi di sostanze, di ambienti e compagnie poco raccomandabili, di visite al pronto soccorso per rimediare agli effetti di un'esistenza ai margini della legalità. Lo stesso Cucchi, interrogato sulla frattura alla vertebra, asserisce di essersela procurata cadendo il giorno del suo compleanno. Perché nessuno vuole credergli? Perché è più naturale credere che sia stato vittima di un pestaggio durante la custodia cautelare? Perché definirlo come incapace di intendere e volere, quando durante il suo arresto è lui stesso a fornire tutti i dettagli, nome, cognome, indirizzo ed a rifiutare ogni cura prima di aver parlato con un avvocato?
Per dire, nella rabbia di una sentenza vissuta come ingiusta da molti, c'è gente che commette il duplice errore di dipingere gli imputati come mostri senza umanità (non una o due, ma 13 persone), e Stefano come un ragazzo pieno di vita, rubato nel fiore degli anni da una famiglia che lo adorava.

Però non riesco a smettere di farmi questa domanda: dov'era la sua famiglia mentre Stefano scendeva la china della tossicodipendenza, fino a toccare il fondo, denutrito ed anemico? A maggior ragione quando loro stessi lo definiscono 'incapace di intendere e volere', dove cazzo erano tutti? Cosí come non riesco, proprio non riesco, a credere che i carnefici di Stefano siano quei 13 imputati. Stefano era già passato attraverso il tritacarne della tossicodipendenza.
Stefano non meritava di fare quella fine, ma si tratta di una fine a cui lui stesso ha contrubuito con l'abuso di droghe, a cui la sua famiglia ha contribuito col distacco (forse anche portato dall'esasperazione) ed a cui lo Stato ha contribuito con tutta la sua grossolana fallibilità e con l'incapacità di ispirare fiducia nel pubblico. 
Ecco, qui forse sta il punto della questione.
Forse lo Stato non ha ammazzato nessuno direttamente, ma in questo caso ha accompagnato Stefano fino alla morte con indifferenza, inettitudine, inefficacia.
Ma di questo possiamo accusare chiunque avesse incrociato la strada di Stefano in quei giorni precedenti al suo arresto.
Realtà come quelle di Stefano rappresentano delle bombe umanitarie ad orologeria, delle granate innescate da una vita in discesa, che vengono passate da una parte all'altra tra famiglia, case di recupero, strada, prigione, e di nuovo casa di recupero, strada, ospedale, famiglia, e finiscono con l'esplodere coprendo di colpa e biasimo chiunque si trovi presente.
La verità è che in molti hanno contribuito alla sua terribile fine. Purtroppo però le circostanze hanno fatto sí che solo una loro parte fosse imputabile. 
E si sa, in Italia lo show più affollato è quello in cui è la testa della giustizia a rotolare nel cesto.
Come se decapitare la giustizia fosse una vittoria per qualcuno, invece che il segno di un fallimento a livello morale di tutto un paese. Stefano Cucchi è morto, e nella forsennata ricerca di un colpevole, nello sbandierare di quelle foto così terribili da guardare, forse qualcuno cerca di soffocare un profondo senso di colpa e l'enorme amarezza di aver lasciato cadere un'altra persona nella voragine sociale dell'abbandono.


Adesso è troppo tardi,  e per questo impazziamo di rabbia.


TQF xx

17 comments:

Graziella Pezzetta said...

Ho sostenuto e sostengo esattamente le stesse cose che hai scritto. Mi spiace x tutti gli Stefano d'Italia , poveri ragazzi.

Inès said...

Ti consiglio di leggere "Vorrei dirti che non eri solo" di Ilaria Cucchi per sapere dove era la famiglia prima che Stefano fosse arrestato. E il film "148 Stefano. I mostri dell'inerzia" per chiarimenti ulteriori e una ricostruzione più approfondita della storia. Su alcune cose che hai scritto sono d'accordo, ma hai tralasciato tanti particolari che sono importanti per farsi un'opinione, per esempio il fatto che alla famiglia è stato impedito di vedere Stefano per tutta la settimana o le testimonianze di chi dice che Stefano ammise di esser stato picchiato dopo l'arresto.

L'angolo di me stessa said...

Perchè dare la colpa agli altri è più facile. Molto semplicemente.

Rosanna said...

Mi associo al precedente commento. Leggo con attenzione la tua versione ma non mi convince. Ho letto il libro scritto dalla sorella che ad oggi alcuni dicono "fare la signora" con i soldi della sovraesposizione mediatica.... che tristezza parlare a vanvera. Io so che i soldi presi fin ora (anche il risarcimento dato alla famiglia dall'ospedale, e poi di che mi risarcisci se nn sei colpevole?!?!?!?) sono spesi per le spese processuali. Nella prefazione del libro si scrive "...resta un delitto di Stato, indipendentemente dalle responsabilità dei singoli....perchè è morto mentre era custodito dalle istituzione e dai rappresentnati....".

pinkg said...

E quanti altri? Tanti ai margini...ne vedo di poveri emarginati maltrattati ogni giorno in stazione dalle forze dell'ordine...indifferenza intorno per loro. E del resto di chi fidarsi? Per loro diventa l'unico modo possibile per vivere. E l'indifferenza è anche nostra, di tutti. È anche la mia sai.

VitaVagabonda said...

Quello che mi lascia abbastanza turbato è il concetto di sotto: che alcune vite valgono più di altre e, di conseguenza, che il comportamento dei rappresentanti dello stato può giustamente essere condizionato dalla loro valutazione del "merito" o "utilità" di un individuo. È un idea neoliberale secondo la quale siamo "degni" di essere pienamente riconosciuti come cittadini solo se produciamo, se rientriamo in certe categorie "approvate," se la nostra esistenza stessa non rinfaccia a tutti i fallimenti di un sistema darwiniano e crudele. Questo ragazzo - definito spazzatura, drogato, forse anche stronzo, figlio di nessuno di importanza, povero, che non sarebbe mai cresciuto a diventare "qualcuno" - aveva dunque rinunciato alla sua dignità umana, e le forze dell'ordine erano autorizzate a riservare per lui il trattamento che lui meritava. È un approccio che trovo agghiacciante.

Amy Lou said...

Le ecchimosi sul corpo di Stefano non sono normale conseguenza dello stato di morte, sono ecchimosi da pestaggio e questo è riconosciuto dal tribunale. Il tribunale non riconosce i colpevoli per mancanza di prove, che è ben diverso. Stefano si drogava? Stefano pesava 43 kg? Nulla può giustificare ciò che è successo

Airin B said...

La penso come te.
Sua sorella dov'era? Io credo che sia stato lasciato a se stesso, forse per volere suo. Ma sua sorella dovrebbe avere la decenza di starsene zitta. Ora.Era giá morto quando è morto davvero

penelope said...

Ma perchè uno in quelle condizioni fisiche precarie è finito in galera e non in una comunità di recupero o in un ospedale? Qua, anche all'ultimo dei politici porci italiani viene riconosciuto l'arresto domiciliare, ma se sei un povero cristo già con un piede nella fossa, in galera devi stare. Mi pare che si dovrebbe partire da questa incongruenza. Pesava 43 kg! Sai che sorpresa il fatto che sia morto in prigione...

Anonymous said...

Hai ragione. Ad uccidere Stefano siamo atati NOI. Sinceramente da una persona intelligente e sensibile come te non mi sarei mai aspettata un post del genere ed un'analisi cosi sommaria. Tu che nel tuo quotidiano lotti per i diritti di tutti, che ci metti la faccia e tutto l'entusiasmo del mondo, diventi "insensibile" di fronte ad un caso che è una VERGOGNA per il nostro Paese.
leggerti oggi non è stato un piacere.
Giulia

Silvia said...

Concordo con chi dice che mancano dei dettagli. Ti seguo qui e su fb da un po', abbastanza per apprezzare la tua onestà intellettuale, quindi credo ti manchino semplicemente degli elementi... sono un medico, ho letto la cartella clinica di Stefano, o almeno la parte pubblica. Le "macchie cadaveriche", benchè utilizzate impropriamente dai media, sono solo una parte delle lesioni che si evidenziano sul corpo. Le altre sono da pestaggio, c'è popco da fare. Che un medico, come la collega che ha scritto quella lettera tanto accorata quanto ipocrita, non sappia stabilire se una frattura è vecchia o no di venti giorni è grave. Non so se pensare che non voglia stabilirlo, non so quale delle due cose sia peggio. E come questi tanti altri aspetti. Stefano Cucchi è entrato vivo, cosciente e sulle sue gambe. Ha perso 6kg in una settimana. Non è stato permesso alla sua famiglia di vederlo. È morto senza un perchè. Mi spiace, ma non riesco a trovare giustificazione a queste cose.

Anonymous said...

A parte tutto, quello che si legge qui è allucinante!
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_02/cucchi-tutti-incredibili-errori-7f46baa0-625f-11e4-9f8e-083eb8ae3651.shtml

Simone

Anonymous said...

Scusa eh, Queen, ma io trovo abbastanza allucinante quello che scrivi! Il fatto che Stefano fosse sfortunatamente dipendente dalle droghe e magro (mio dio, che colpe!) NON GIUSTIFICA quello che gli è successo! Ma stiamo scherzando? Ancor di più, di fronte ad una persona magari un po' debilitata, le forze dell'ordine prima e soprattutto, ovviamente, i medici dopo, avrebbero dovuto avere un occhio di riguardo nei suoi confronti. Perché è così difficile immaginare che questa gente al servizio dei cittadini al posto di scegliere la solita e schifosa via dei soprusi, debba, per convinzione etica e obbligo morale, scegliere la via della comprensione, della cura, dell'aiuto?
Ti leggo da molto e ti stimo, mi sei sempre parso un uomo intelligente. Tuttavia, alcune tue posizioni sull'istruzione/salute pubblica e ora anche questa storia, mi paiono proprio fuori luogo. La tua posizione, portando avanti il tuo ragionamento, mi pare molto semplice: se sei privilegiato, ce la fai e meriti di vivere, se non lo sei, se non sei perfetto, ricco, in perfetta salute e magari anche bello, non puoi far parte di questa società. Scusa, eh, ma che orrore!

Con affetto,
Tom

PS Ovviamente spero che risponderai a questo e altri commenti

Anonymous said...

Sapevi vero che avresti scatenato l'orda dei "politicamente corretti"? di quelli che ti danno del benpensante privilegiato dal loro trono di dispensatori di morale.
Siamo pieni di persone che sposano cause discutibili con il solo malcelato scopo di sovvertire il sistema. Perché il sistema è il male e detiene, a prescindere, la colpa.
Ne ho piene le scatole di questa etica alla rovescio per cui chi delinque è giustificato da mille buone ragioni per delinquere e chi rappresenta lo Stato è nella migliore delle ipotesi considerato un porco prepotente.
Mi complimento per aver avuto il coraggio di prendere una posizione così scomoda e sposo in toto la tua riflessione.
Benny

SilviaFede said...

Ti stimo molto e ti ho apprezzato in tantissime tue riflessioni, mi piace il tuo modo di vedere la vita, ma questa volta proprio no...anche io credo che la tua analisi sia molto superficiale probabilmente si basa su alcuni elementi e ne tralascia molti altri...non voglio credere che il tuo pensiero sia proprio "siccome era un tossico anoressico sarebbe morto lo stesso ance senza l'intervento dello Stato"...no sei troppo intelligente e sensibile per pernsare questo...allora ti consiglio come altri hanno fatto di approfondire l'argomento (se ti interessa ovviamente) per acquisire gli elementei mancanti e farti un'idea piu' sensata di quanto accaduto...una vegogna assoluta per il nostro paese
@VitaVagabondo: complimenti hai espresso benissimo quelle che e' anche il mio pensiero...

Anonymous said...

Quanto pregiudizio nelle tue parole.
che delusione.

Anonymous said...

dovresti pensare di più prima di scrivere certe cose. hai un'intera massa di pecore che ti considera una divinità e che non accende il cervello. e che ti viene dietro belando. tu non c'eri. nessuno c'era. che ne sai? ma che dici? ho letto un commento tra i tanti al tuo post che cita: "La penso come te.
Sua sorella dov'era? Io credo che sia stato lasciato a se stesso, forse per volere suo. Ma sua sorella dovrebbe avere la decenza di starsene zitta. Ora.Era giá morto quando è morto davvero" ma stiamo scherzando? ma che ne sa questa/o folle? per piacere. che tristezza. siete solo degli sputasentenze, purtroppo.
una mia amica è la cugina della famiglia cucchi. che vi devo dire? che vi devo raccontare?