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Sotto alla Corona

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Carissimi! 

Voi credete che in questi cinque anni di blog io abbia solamente insegnato qualcosa agli altri? 
Vi sbagliate.
Ho imparato più di quanto non abbia preteso di insegnare. Ho imparato tantissimo su me stesso e sulle mie dinamiche interiori.
Questo è scaturito dal costante confronto con voi tutti, è stato l'effetto della mia campagna di onestà a favore delle realtà genitoriali diverse, e non saprete mai fino in fondo quanto vi sia riconoscente.
Ho iniziato a scrivere durante una pallosa sera di novembre 2009, sentendomi una mosca bianca, cercando di superare il senso di isolamento che la condizione di genitore a tempo pieno a volte comporta.
Ho fatto bene.
Mi ritrovo esattamente dove speravo di essere: nell'ordinario/straordinario mondo di tantissimi papà e tantissime mamme che condividono i miei malumori, le mie paure, le mie speranze. Un mondo di sentimenti ed istinti prima di tutto, in cui la sessualità è parte di chi siamo e non CHI siamo.

A volte però succede che le cose ti sfuggano di mano, e tra un blog che totalizza ormai 60mila visualizzazioni mensili ed una fan page su Facebook che raggiunge diverse migliaia di persone ogni giorno, è solo naturale che qualche ospite indesiderato trovi la porta aperta.
Non parlo di troll senza nome, parlo di persone come me e voi, che entrano di soppiatto con la pretesa di esporre un parere discordante (e benvenuto), per poi attaccare me, la mia famiglia, la mia integrità.
Parlo di gente che cerca di psicanalizzarti e di metterti in quello stesso angolo in cui 25 anni fa, a scuola, eri il bersaglio di innumerevoli insulti.
Succede di continuo che io debba eliminare qualcuno dalla mia pagina, perché è il mio spazio, il NOSTRO spazio per comunicare, e non una gogna su cui doversi difendere come persona e come genitore.
Staremo scherzando!
Lo sapete cosa scrivo e soprattutto come lo scrivo. Sono io. Scrivo come parlo. Mi incazzo, mi inalbero, rido, urlo, ci ripenso, chiedo scusa.
Una matta.
Ma una persona onesta. Sempre.
Con le mie smarronate cerco di dar voce a tutti quelli che ogni giorno vivono la loro vita un gradino più in basso degli altri, perché non hanno accesso agli stessi diritti civili o perché nell'immaginario comune sono ancora dei pariah.
Ma ho i miei limiti.
Cerco di dare un esempio positivo a tutti quei ragazzi e ragazze, paralizzati dalla paura di essere omosessuali, paralizzati dalla paura di essere rifiutati. Cerco di mostrar loro un lieto fine. Uno dei tanti possibili epiloghi che non includano solitudine, malattia, emarginazione.
Ma ho i miei limiti.
Non sono Madre Teresa, non sono Gesú Cristo. Posso essere egoista, testa di cazzo, presuntuoso e permaloso.
Sono solo umano.
Proprio in virtú di questa umanità, per un secondo, permettetemi di togliere 'sta cazzo di corona, che oggi pesa come un macigno, e di parlare per me e per chiunque sia mai stato vittima di discriminazione, per qualsiasi motivo. Per chiunque sia stato privato di qualcosa di importante a causa della 'libertà di opinione' di certa gente.
Io ho perso TUTTA la mia adolescenza. C'è gente che ha perso molto di più. Ha perso l'autostima.
Lasciate che io mi rivolga con franchezza ed onestà a coloro che nascondono dietro al loro 'diritto di opinione', la becera voglia di farti ancora male.
Prendo ad esempio uno dei tanti commenti ad un mio recente post.
'Sei solo omosessuale, non sei niente di speciale [...] impara a farti una risata.'(Sottotitolo: smettila di dimenarti e sbandierare la tua vita facendo sempre la vittima). 
E no cazzo! 
Ho passato una vita a sentirmi dare del frocio, ad esser deriso ed umiliato, e adesso io sarei 'solo omosessuale' e 'fatti una risata'? Mecoioni!
Certo che sono solo omosessuale, lo sono SEMPRE STATO, ma visto che fino a l'altro ieri eravate voi a decidere di discriminarmi, di rendermi 'categoria particolare', di mettermi in una scatola di 'deviati', di usarmi come il soggetto di battute da caserma, adesso DECIDO IO quando smettere di indignarmi, quando farmi una risata e quando scendere dal piedistallo. Che poi non è affatto un piedistallo, imbecilli, ma un'armatura. E me la sono dovuta cucire addosso PER COLPA VOSTRA.
Perché per superare gli anni formativi dell'adolescenza e della prima maturità, già duri di per sé, come omosessuale in Italia spesso hai le braccia legate dietro alla schiena. Quindi scusate se sono ancora troppo sensibile di fronte a certe battute, di fronte a chi mi attacca. Scusate se non riesco a buttarmi tutto dietro alle spalle e se a volte pecco di pessimismo o malafede nei confronti di certe persone e delle loro 'innocenti osservazioni'. Scusate se appaio permaloso. 
Scusate un emerito cazzo!
Ma pensate che da certe cose si guarisca quando VOI siete pronti a tollerare? Quando a VOI sia passata la paura di far cadere la saponetta? Quando certe battute imbecilli a VOI non fanno più ridere? Troppo comodo. Raccogliete cosa avete seminato: tanti individui diffidenti, affilati, pronti all'attacco. Tanti individui che ancora si ricordano i vostri pugni e gli sputi di 20 anni fa quando OGGI chiedete loro l'amicizia su Facebook.
Non avete vergogna? 
Non mento a nessuno, io sono figlio del mio tempo, sono il prodotto di una società che, voglio
sperare, va scemando sotto alla tsunami del progresso. Mio figlio sarà di sicuro migliore di me, perché non dovrà vedere la sua autostima intaccata dalla vostra discriminazione, e la sua tolleranza sarà priva delle sbavature e dei margini taglienti che la mia possiede.
E io mi batto per questo: come un regina, come una cagna, come un cazzo di terrorista al glitter.
Ma il mio vissuto e le mie ferite li conosco io e quello che mi fa male lo so io, anche se cerco di nasconderlo sotto ad una corona e dietro a due battute sceme.
Non pretendete si sapere chi sono o di parlare per me.
Non ho MAI chiesto di esser trattato con delicatezza, perché mi pare di aver capito che per tanti la normalità e la normalizzazione significano sguazzare nello stesso pantano insieme agli altri, a mendicare rispetto. 

Significano dover 'abbozzare' di fronte alla grossolanità, di fronte all'imbecillità, di fronte alla mancanza di tatto degli altri quando invece dovrebbero significare ricevere comprensione, delicatezza, supporto ed un braccio intorno alle spalle che non protegga dal cammino, ma che incoraggi al cammino.
Verso l'uguaglianza.
Vi siete arrogati per anni il diritto di scegliere le parti di me di cui io abbia dovuto provar vergogna, adesso rivendicate il diritto di decidere le cose per cui io non abbia il diritto di indignarmi e soffrire.


Mettetevi in testa che la gente non è di pongo e andate serenamente a morí ammazzati.




TQF xx

18 comments:

Ale [Tredici] said...

APPLAUSI.
APPLAUSI.
APPLAUSI.

Ci vuole un post così ogni tanto. Non se ne può più. Sanno sempre tutto loro riguardo a cosa dovremmo fare, come dovremmo comportarci, cosa dovremmo provare, riguardo a cosa dovremmo offenderci. MA DIO SANTO. Siamo tutti diversi, e quindi reagiamo alle cose in maniera diversa. Tu hai scelto di vivere questa "battaglia" in questo modo, io pure, c'è chi non la vive così e ci si fa una risata e io non gli vado di certo a dire niente, non gli vado a dire di aprire blog, raccontare le proprie esperienze, essere più sensibili di fronte a certi tipi di discriminazione: e allora non capisco come mai c'è chi si sente in diritto di venire a dire a me cosa devo fare.

Parlo per me, ma sono sicuro che condividiamo in parte questo pensiero: se ci sarà anche una sola persona che dalle mie parole potrà sentirsi meno sola, io non ho scritto invano.

E allora sì che me la farò, la risata.

Salvietta said...

Chapeau e riverenza! Quando ce vo ce vo! Senza corona, se possibile, mi piaci anche di più!

Peggy Lyu said...

Ti mando una abbraccio forte e tutto il mio appoggio!

Aurora said...

Grazie!

Nonsense said...

La chiosa è sublime, Reginella. Con la corona o con le palle che frullano, mi hai al tuo fianco in questa battaglia.

Patalice said...

non sono omosessuale, eppure sei stato un esempio per me.
ricordo uno scambio di mail tra noi due, mi dicesti una cosa che mi fece tanto riflettere: che non dovevo chiedere il permesso di voler diventare madre...
sei una persona forte e meravigliosa, anche, se non sopratutto, senza corona!

Mariella said...

Io sempre a leggerti.Tu sempre a scrivere con l'onestà, la schiettezza, i giramenti di balle sacrosanti che arrivano.
Ti abbraccio.

ladynera said...

Si vede lontano chilometri che sei onesto e sei umano...e sono le due migliori cose che una persona possa essere. Come hai detto più sopra....che sei 'una matta' ma una persona onesta sempre. Questa è la cosa che più ammiro di te, e che cerco di essere ogni giorno anche io nella mia vita. Ti stimo sempre tantissimo, con o senza corona. Un abbraccio!

Moky in AZ said...

Sono contenta per questo post. Quando hai un blog e' vero che ti esponi e apri la porta a tutti (più o meno) ma certe persone non dovrebbero avere accesso ad una tastiera perché, per un desiderio strano di essere quelli che sono diversi, un po' per per spirito di contraddizione e un po' perché si annoiano e vogliono fare polemica, finiscono invece per solidificare gli stereotipi più meschini. xoxo

Anonymous said...

i post "senza corona" sono i miei preferiti... :)
e comunque, fai bene a buttar fuori chi viene solo per imporre le proprie "idee" trattandoti come se fossi uno che non si rende conto di cosa sta parlando... il blog è casa tua!
Chiara

Jenisha said...

Io lo voglio sposare...♡♡♡Schietto sincero....sei un bell'uomo, mica di bellezza, ma interiore...sei giusto.Grazie di renderci partecipi del tuo pensieri...Grazie se tutti gli uomini al mondo sarebbero come Queen...che fortuna noi donne . Grazie

La Princess S. said...

Ma quale "metto da parte la corona"?! Così parla una REGINA!
Fattelo dire da una Princess in crisi esistenziale ;)
Loveu, ma questa non è una novità.

ulana76 said...

Sarà il ciclo............. e gli ormoni impazziti ma ho letto il post con le lacrime agli occhi.............il che è tutto un dire se sei riuscito a far cadere la mia maschera da cinica rompipalle!!!
Parlando seriamente, ti capisco appieno. Io sono una che si è sentita perennemente fuori luogo. Ghettizzata, insultata (a volte perfino questo sì), schiaffeggiata moralmente.........tutto questo e molto altro. Il mio "problema"? Il mio "difetto"? Il mio peso. Ho sempre avuto dei chili di troppo, sempre attenta a seguire diete improbabili ed inutili solo per venire accettata o quanto meno non emarginata. Tutto questo inutilmente. Circondata da ipocriti buonisti, che dopo aver fatto buon viso a cattivo gioco, me li ritrovavo a lamentarsi di un paio di chili presi che dovevano riperdere il prima possibile perché odiavano quei rotolini sulla pancia. Troppe volte mi sono ritrovata a piangere di nascosto o a pensare a cose orribili su me stessa. Quindi quando dico di capirti lo dico perchè purtroppo è così.
I tuoi post sono per me una gioia. Mi fa estremo piacere vedere che ce l'hai fatta a fregartene di tutti quelli che ti hanno fatto del male (alcuni forse anche involontariamente) e ad amarti nel modo più sincero possibile. Credo non sia stato facile accettare la bruttura di certe persone che a volte troviamo sulla nostra strada, ma ce l'hai fatta e per questo provo una stima immensa nei tuoi confronti e, se non ti da fastidio che te lo dica una perfetta estranea, ti voglio un mondo di bene. Sono dell'opinione che tutti nella vita dovrebbero avere un amico come te. Dal canto mio ancora non sono riuscita ad accettarmi e a convivere con la cattiveria che mi circonda e non so se ci riuscirò.
E dopo tutto questo menamento...........Buona vita My Queen!!!!!!!!

Claudia Arici said...

STANDING OVATION....

Anonymous said...

chapeau.

Elena

MammaRos said...

I tuoi sacrifici sono valsi la pena perché oggi hai potuto scrivere tale post e soprattutto la sua conclusione.
Ti stimo.

Alem said...

OH! :)

Anonymous said...

vorrei far leggere questo post a tanta gente

Vale