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Sotto alla Corona

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Sí, questo post è una marchetta, lo dico, lo urlo e non me ne vergogno. 
Perché?
Perché dopo aver visto quello che l'ufficio marketing di questo brand è stato capace di organizzare (guardate voi stessi qui), credo sia doveroso inchinarsi di fronte alla creatività ed all'ironia nell'affrontare un argomento piuttosto imbarazzante e personale, da cui l'hashtag #solotusaiche.
Sí dai, ho fatto una ricerca per amore di documentazione e mi sono fatto un giro online a proposito di incontinenza maschile e del marketing a questa associato, ed ho trovato foto di campagne pubblicitarie con bonazzi da zompo e da scavalco, sorridenti e fighi da sbracamutande.
Tutti però inquadrati a mezzobusto.
La mia mente bacata quindi viene presa dalla ridarola immaginando l'inquadratura a campo pieno, l'immagine onesta, in cui il figo sorridente e lievemente brizzolato (immaginate un frullato di Richard Gere, George Clooney ed Elsa di Frozen) indossa in realtà un maxi pannolone.
Ma mettetelo pure in foto! Per uno cosí, che mi guarda cosí, che mi sorride cosí, cavolo il pannolone me lo metto pure io. Con le ali proprio, così ci faccio il parapendio mentre me lo sbaciucchio.
'L'unica cosa incontenibile è la tua passione!' (prenda nota Signor Tena, questo slogan è una figata col fischio e col botto. Li vede i Parà che si buttano dall'aereo in pannolone, tenendosi per mano e guardandosi negli occhi? Altro che flash mob.)

Per giusta misura, mi trovo a dover condividere con voi, miei carissimi lettori, un piccolo decalogo sulle regole del bon ton per il perfetto ospite. Sí, perché anche se tanti di voi sono solo scrocconi che a cena dagli altri ci vanno senza mai contraccambiare (sappiate che all'Inferno c'avete già la panchina col nome, vicina alla mia... ma io sto più in alto... c'ho la capanna da guardaspiaggia tipo Baywatch, che io só Regina pure laggiù...), tanti adorano ANCHE invitare gente a cena.
Io sono tra quelli.
Mi piace ricevere amici ed organizzare una bella serata. Ovvio, un tempo capitava con maggior frequenza (quando dico 'un tempo' mi riferisco a quel periodo della storia di ogni genitore, ormai appartenente al regno del mito, insieme agli unicorni, ai nani ed alla Minetti che non fa i bocchini,  che io chiamo BK, ossia Before Kids).


Dicembre.

Si apre ufficialmente il mese degli inviti a cena e a me prudono le mani dal bisogno di scrivere una
piccola lista di suggerimenti per l'occasione.
Sí, perché non è tanto difficile organizzare la cena perfetta, quanto essere l'ospite perfetto. Modestamente io di cene, pure di rappresentanza (chiedete a quella secca cor ciuffo canuto) ne ho organizzate e ne ho scroc  vi ho preso parte da invitato.
Insomma, stateme a sentí che potrebbe tornarvi utile.
Premessa: la parola OSPITE è enantiosemica.
No non è un malaccio, brutti gattacci di vicolo che non siete altro, ma vuol dire che ha due significati opposti. Infatti designa sia chi ospita, sia chi è ospitato.
Se qualcuno offre di essere il vostro ospite non sta esibendo una gran faccia da culo autoinvitandosi a casa vostra.
Giusto una piccola precisazione linguistica che fa tanto bon ton.

(Sí, l'ho cercato su Google.)