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Per giusta misura, mi trovo a dover condividere con voi, miei carissimi lettori, un piccolo decalogo sulle regole del bon ton per il perfetto ospite. Sí, perché anche se tanti di voi sono solo scrocconi che a cena dagli altri ci vanno senza mai contraccambiare (sappiate che all'Inferno c'avete già la panchina col nome, vicina alla mia... ma io sto più in alto... c'ho la capanna da guardaspiaggia tipo Baywatch, che io só Regina pure laggiù...), tanti adorano ANCHE invitare gente a cena.
Io sono tra quelli.
Mi piace ricevere amici ed organizzare una bella serata. Ovvio, un tempo capitava con maggior frequenza (quando dico 'un tempo' mi riferisco a quel periodo della storia di ogni genitore, ormai appartenente al regno del mito, insieme agli unicorni, ai nani ed alla Minetti che non fa i bocchini,  che io chiamo BK, ossia Before Kids).


Ma veniamo al sodo.

1- Che la casa sia impeccabile. Il che significa spesso dover riempire dei sacchi della spazzatura di roba che trovate sparsa per terra (9 volte su 10 sono giocattoli) e nasconderli negli armadi. Niente polvere, niente patacche per terra. Che il bagno sia pulitissimo e profumatissimo, con asciugamani puliti e del sapone per le mani. Il rotolo della carta igienica deve essere nuovo. Su questo non transigo. Io che sono psicotico metto pure una candela profumata in bagno e la lascio bruciare tutta la serata. (Su questo punto vorrei sputtanarmi per quel che sono davvero: una borgatara vittima delle psicosi di mia madre che mi ha cresciuto con questo mantra "Se una casa è davvero pulita lo vedi dal bagno e dalla cucina", poi se in camera da letto c'hai le carcasse di Gnu in decomposizione, sticazzi...). No, sul serio, olio di gomito! La casa è il vostro stage, la casa è La Scala e voi siete Maria Callas. A questo proposito, siate vestiti appropriatamente. Niente di troppo complicato. Cioè non mettete polsini a strascico che poi finiscono nel piatto di qualcuno mentre gli servite la zuppa.
Praticità ed eleganza.
Ah! Non fate come tanti che vi vengono ad aprire la porta scalzi e vi chiedono di togliervi le scarpe quando entrate. È una cafonata ENORME. Non stamo a Kyoto, non viviamo in un' Okiya, voi non siete né Hatsumomo, né Sayuri, né Sampei. Le scarpe si tengono ai piedi e al limite dopo, se hai paura dell'Ebola, lavi il pavimento.
Trovo 'sta cosa orribile. Uno si veste carino e poi passa la serata in pedalini!
A 'sto punto vengo direttamente in pigiama.

2- Quando invitate qualcuno a cena, specificate SEMPRE se saranno gli unici invitati, o se ci sarà altra gente e se questi sono amici in comune o solo amici vostri. A me personalmente non piace entrare in casa di qualcuno e trovarmi circondato da gente che non conosco. La serata diventa uno sforzo a far conversazione con gente che, probabilmente, non vedrai più, quando potrebbe essere più piacevolmente passata a conversare con gli ospiti, tuoi vecchi amici, davanti ad un bel bicchiere di vino. Specificate quindi se è un Dinner Party o una cena. Io i dinner parties li odio. No, anzi, li ODIOH. Sí, sono un po' asociale. Anzi, no, sono selettivo su come investo il mio tempo libero e preferisco piccoli gruppi di amici, piuttosto che una tavolata di sconosciuti. Sputatemi.

3- Se invitate qualcuno a cena con un bel po' di preavviso (soprattutto per periodi 'hot' come questo), assicuratevi di riconfermare ai vostri invitati la data e l'ora almeno una settimana prima.
Che voi invitate qualcuno ad agosto per dicembre e poi non seguite con nessun promemoria, peccate di arroganza: la gente ha da fare, spesso non si segna le cose sul calendario ed è solo cortese confermare l'invito. Voglio dire, nell'arco di un mese uno potrebbe pure morire diverse volte o accorgersi che gli state sui coglioni. Sempre meglio confermare.

4- Quando invitate amici, questi forse si sentiranno in dovere di chiedervi se possono portare qualcosa. La risposta, cortese ma impassibile, è NO. Suggerite loro di leggersi il decalogo precedente, mentre voi tenete a portata di mano un bel vaso pieno di acqua fresca.

5- Rispettare le abitudini alimentari dei vostri invitati è TASSATIVO. Se le conoscete, ovvio. Io a Parigi ho avuto a cena una coppia di amici (la figlia era in classe col Tappo) a cui ho servito un antipasto di culatello fichi e balsamico, ignorando il fatto che fossero ebrei (nel senso che non lo sapevo, non che me ne fossi fregato). Loro hanno comunque spazzolato via tutto senza neanche fare un fiato (e forse lo avrei fatto anch'io...). Meglio sempre evitare l'imbarazzo vostro e quello gastrico dei vostri invitati. Per dire, se conoscete intolleranze e limitazioni alimentari, rispettatele. È un invito a cena ed alla buona compagnia, non alla tortura! Se siete abbastanza in confidenza coi vostri invitati, chiedete pure al momento di estendere l'invito "Ma tu coi latticini muori?" "Ma se tu mangi la mortadella, poi si manifesta Satana?" "Ma tu preferisci che la capra la faccio macellare a te, visto che io l'Halal non so come si fa?" Poi certo, quegli invitati che fanno solo i difficili (niente cibo marrone, niente cibo cotto sopra agli 80 gradi, niente combinazione proteina/carboidrato) perché pensano che fa chic, o che vivranno per sempre, sputategli tranquillamente nel piatto. So' stronzi ebbasta.

6- Atmosfera! L'atmosfera è importantissima! È fatta di illuminazione, musica e profumo. Crea il mood della serata ed non è da sottovalutare!! Prediligete sempre il lume di candela (accompagnato dalla una luce soft di una lampada per creare una luce color zafferano, soft e molto donante... Da 1 a 10 adesso quanto sono gay? Miccio mi governa i conigli). Candele meglio se basse, all'altezza del naso per capirsi, perché se sono troppo alte creano ombra sotto agli occhi e sotto al naso e ci ritroviamo a fare il sabba delle streghe.
Candele profumate sí, all'ingresso. Sbizzarritevi con quello che più vi piace (meglio spendere di più per una candela buona, piuttosto che economizzare e trasformare casa in un gabinetto dell'Autogrill appena disinfettato).
PERÒ in sala da pranzo, se proprio non potete rinunciare alla fragranza di una bella candela, scegliete profumi che non interferiscano con gli aromi della vostra cucina. Ho un sacco di candele acquistate qua e là al basilico, alle foglie di pomodoro, alla salvia, al rosmarino. Lo dico per evitarvi di addentare un bel pezzo di lasagna col mughetto nelle narici. Non una bella combinazione.
(Lo so, rompo i coglioni e non mi inviterete mai).  La musica poi è essenziale per fare da sottofondo e cancellare gli inevitabili brevi momenti di silenzio. Scegliete qualcosa di non troppo conosciuto, che accompagni senza distrarre. Musica soft. Vi consiglio Lisa Ekdahl con le sue atmosfere easy-jazz o Bebel Gilberto. Volume al minimo. Idealmente dovreste essere in grado di udire bene la musica solo quando nessuno parla invece di dover urlare "MI PASSI IL SALE?!?!" sopra alla voce di Gigi D'Alessio e a quella della commensale che gli canta dietro. Imbeshille.

7- Il menu. Avete presente il pranzo della prima comunione?
Antipasto di terra, di mare e di cielo, primo, un secondo primo, la carrellata di arrosti, la carrellata di contorni, formaggi e frutta, dolce, caffè, ammazzacaffè, emetico e clistere?
Ecco, è un po' troppo.
Mantenete una certa semplicità.
Nella forma più laboriosa diciamo che antipasto, primo, secondo con due contorni e dolce va più che bene, ma ancora meglio sarebbe come segue:
- Champagnino o prosecchino con tortillas, crudités ed intingoli all'arrivo (vi fa da aperitivo e antipasto a fregà) servito in salotto.
- Primo piatto in porzione da antipasto
- Secondo piatto con un paio di contorni
- Dessert
- Caffè o tisana.
Burp e tutti a casa.

8- Se quella meretrice arricchita di Pretty Woman ci ha insegnato qualcosa, è proprio l'importanza di una mise en place corretta. Quant'è vero che la matematica non è un'opinione, ma il bianco del vostro bucato sí (secondo mia madre), le forchette vanno a sinistra, i coltelli e i cucchiai a destra, il bicchiere del vino è più piccolo (più vicino al commensale) e quello dell'acqua è più grande (più verso l'esterno). Vedete diagramma incluso.
Non vi mettete a fare cazzate simil-origami coi tovaglioli: i cigni, le scimmie, i Moai dell'isola di Pasqua o i Volti di Cristo in grandezza naturale con occhi semoventi. NON SIAMO AL CIRCO.
Il tovagliolo va piegato in mezzo al piatto. Per gli amanti del 3D al massimo fate una piramide (senza però distribuire gli appositi occhialetti ai commensali). Punto.
No alle posate scompagnate ed ai bicchieri senza famiglia. Tenete da parte un servizio 'buono' e completo per le occasioni. Se avete un centrotavola o dei fiori, assicuratevi che questo non oscuri il viso dei vostri commensali una volta seduti, che non stamo a fa' a nascondino in mezzo alle fratte. Al limite toglietelo dal tavolo prima di sedervi.

9- Assicuratevi di avere sempre del vino appropriato alle pietanze che servirete, più una bottiglia che non c'entra un cazzo per quelli che "Scusa, ma io bevo solo ****" ( l'opposto di quello che è a tavola), poi acqua naturale e frizzante e qualcosa di analcolico per i rompipalle (smascherateli e non invitateli più e che la noia sia con loro.) Assicuratevi di monitorare i drink dei vostri commensali e di riempire puntualmente i loro bicchieri SENZA chiedere se ne vogliono. Il bicchiere non si riempie MAI fino all'orlo, non state alla fontanella giù in piazza. Un bicchiere a 3/4 è più che sufficiente, oltre che più elegante, sia per il vino che per l'acqua. Per vini pregiati, pure metà bicchiere basta (anzi, è preferibile in quanto permette al vino di respirare meglio nel bicchiere... Che pure il vino deve respirà.)

10- Se a fine pasto, dopo che avete invitato tutti a mettersi comodi sul divano per un caffè, qualcuno insiste a volervi aiutare con i piatti, rispondete cortesemente ma impassibilmente NO. Se qualcuno insiste di nuovo, rispondete comunque NO GRAZIE. Se qualcuno si alza e, ignorando la vostra risposta, inizia a radunare piatti e bicchieri, poi corre in cucina e comincia ad urlarvi
"QUESTO DOVE LO TIENI?"
"QUESTO DOVE LO METTO?"
"QUESTI LI LASCIO QUI?"
Siete autorizzati a scapocciare, prendergli la testa e soffocarlo nella teglia del tiramisú.


Buona serata!



TQF xx



11 comments:

blogdiblog said...

Sei il numero 1. Grazie, mi stampo sti due post e me li appendo in cucina a mo' di sacra Bibbia. (lo so che la bibbia non sta in cucina ... 'ndo sta? Boh).

Anonymous said...

Ahhh io ti adoro... e mi piacerebbe molto averti a cena a casa mia!
Antonella

Moky in AZ said...

Dopo questo decalogo confermo quello che pensavo: sono una buzzurra doc. Il mio livello di adesione alle regole d'oro si aggira al 5%.
Non potro' mai invitarti, dovessi mai approdare da queste parti. O se lo faccio, devo essere ubriaca….

Barby70 said...

ehmmmm.........presumo che i bicchieri scompagnati della Nutella non ci vanno a tavola...vero?.... Neanche se sono tutti della serie di Barbapapa'?.....

Anonymous said...

Questo è uno dei post più acuti, divertenti e brillanti che tu abbia mai scritto! Fantastico, davvero.
CM

francescabianca said...

ahah... io in genere apro la porta in tuta e grembiule da cucina, mentre gli ospiti salgono le scale torno ai fornelli, e appena mettono piede in cucina lancio un tagliere e un grembiule anche a loro (io sono sempre in ritardo, infatti agli ospiti che si presentano in anticipo non apro!). la cosa strana è che continuano a venire... ;-)

L'angolo di me stessa said...

Ragazzo ma sul serio prepari tutto sto popò di roba per una cena tra amici??? Io forse BK ma ora ATK (after two kids) è una mission anche solo arrivare vestita!!!

Anonymous said...

Stavolta hai superato te stesso; sono in ufficio e per mascherare la mia risata ho fatto finta di parlare al telefono con mia sorella!
Mitico mi sembra l'aggettivo più appropriato!

Anonymous said...

Perfetto io ce le ho quasi tutte buone.( Non sempre sono abbastanza ferma sul no, non portate nulla). Il resto condivido tutto tuttissimo, (a parte le candele)
Volevo anche dirti che anche io uso l'espressione BC (before children), ho sempre saputo che eravamo sulla stessa lunghezza d'onda!
Elinda

Cristiana Beufalamode said...

qua vado peggio. Spesso mi ritrovo ad aprire in ciavatte e grembiule perché gli ospiti scassmarroni arrivano prima. candele poche e musica zero: rimedierò

caris said...

ahhh ma eccolo! rido! però quello sul matrimonio, facci un pensierino, che Miccio davvero te spiccia casa!