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Sí, questo post è una marchetta, lo dico, lo urlo e non me ne vergogno. 
Perché?
Perché dopo aver visto quello che l'ufficio marketing di questo brand è stato capace di organizzare (guardate voi stessi qui), credo sia doveroso inchinarsi di fronte alla creatività ed all'ironia nell'affrontare un argomento piuttosto imbarazzante e personale, da cui l'hashtag #solotusaiche.
Sí dai, ho fatto una ricerca per amore di documentazione e mi sono fatto un giro online a proposito di incontinenza maschile e del marketing a questa associato, ed ho trovato foto di campagne pubblicitarie con bonazzi da zompo e da scavalco, sorridenti e fighi da sbracamutande.
Tutti però inquadrati a mezzobusto.
La mia mente bacata quindi viene presa dalla ridarola immaginando l'inquadratura a campo pieno, l'immagine onesta, in cui il figo sorridente e lievemente brizzolato (immaginate un frullato di Richard Gere, George Clooney ed Elsa di Frozen) indossa in realtà un maxi pannolone.
Ma mettetelo pure in foto! Per uno cosí, che mi guarda cosí, che mi sorride cosí, cavolo il pannolone me lo metto pure io. Con le ali proprio, così ci faccio il parapendio mentre me lo sbaciucchio.
'L'unica cosa incontenibile è la tua passione!' (prenda nota Signor Tena, questo slogan è una figata col fischio e col botto. Li vede i Parà che si buttano dall'aereo in pannolone, tenendosi per mano e guardandosi negli occhi? Altro che flash mob.)

Vabbè, ma non facciamo i banali a discutere di quanto certi uomini, pannolone o no, siano e restino sdraiabili (col valore aggiunto di essere asciutti e puliti a prova di bacetto sulla chiappa), non parliamo di quei pezzi di manzo che sticazzi se c'hanno le perdite di Fanta dall'erogatore perché ti rincretiniscono comunque le meningi, tipo il triste caso di Bella Swan ed Edward Cullen ( dove lui fa "Sono un assassino, un predatore, unammerda abissale oltreché un morto." e lei sognante "Non importa. Mi fido. Sbattimi."). 
Certe cose sono solo dettagli.
Piuttosto parliamo di quei momenti in cui ce la faremmo davvero sotto dall'emozione.
Sapete, di genitori ne vedo tanti, di tanti tipi diversi (grazie alla scuola internazionale di sua Tappezza) che amano TUTTI indistintamente i loro cuccioli, ma che, vuoi per cultura, vuoi per carattere, esternano le emozioni in maniera diversa.
Da una parte i giapponesi, minimalisti e composti come i bonsai, che ti chiedi pure se quelli siano in effetti figli loro; da un'altra gli americani che parlano con una manciata di decibel in più nella voce e sempre in trainers, che fanno del multitasking una virtù teologale e si giostrano 15 figli con una verve che sa di psicofarmaci, vodka e Dr Phil; dall'altra ancora i russi che non parlano mai e comunicano coi figli a occhiate. 

O telepaticamente.
Piero Angela dice che non lo sapremo mai.

Io, da bravo italiano, sono quello 'affettivamente barocco', ma non un barocco qualsiasi, un barocco pesante da presepe napoletano. Sono quello che imbacucca il figlio prima di uscire di scuola per fare 2 metri fino alla macchina, che manco i bambini eskimo dentro al papoose.Sono quello che lo pettina per strada, prima di entrare a giocare in casa dell'amichetto, sono quello che se lo sbaciucchia e se lo abbraccia ovunque, quello che lo rincorre con l'ultimo pezzetto di panino al prosciutto 'perché sennò poi ti viene fame'.

Ho detto Barocco?
Intendevo baracca. 
Sono una baracca barocca di affettività.
Per giusta misura infatti, sono anche quello che si piscia sotto alla sua recita di Natale.
Pensavo di aver toccato il fondo lo scorso anno, invece quest'anno ho iniziato a scavare.
Non so come, ma mi riprometto sempre di darmi un contegno e sempre fallisco miseramente.
Poi capirai, quest'anno hanno scelto, per ogni classe, dei bambini che raccontassero dal palco cos'è che fa loro 'allargare il cuore' ed il Tappo ha scelto 'When I eat my dinner with daddy and papà'.
Con la sua vocetta da cinquenne amplificata dal microfono.
No vabbè. 

Che ve lo dico a fare? Ci sarebbe voluta un'altra flash mob, ma coi pannolini e le galosce.
La mia non era semplice commozione, era commozione cerebrale proprio.
Avevo gli occhi come due cachi sfatti e la gocciola al naso che tiravo su ogni tre secondi mentre facevo il richiamo delle balene, quando cantano negli abissi.
Cioè, certi versi che manco il fantasma di Anna Bolena nella Torre di Londra.
Giuro.
Fortunatamente eravamo nasco seduti sulle tribune alte, vicino al tecnico delle luci, quindi la gente in platea, incuriosita dal rumore, si girava a cercare da dove provenisse quel lamento senza rendersi conto che fossi in realtà io.
Perché per proteggere la reputazione di mio figlio, io alla recita mi devo nascondere proprio.Come lo reggi l'incontenibile colpo, dritto al cuore, di tuo figlio che dice che ti ama davanti ad una platea di sconosciuti? Ecco. Il mio momento da incontinenza.Emotiva.
Raccontatemi voi il vostro momento Tena Man.
Quando ve la siete quasi fatta sotto?
E no, per ogni storia che manderete non ci saranno pannolini in omaggio.

Non stamo al mercato regà.
Questo è un blog serio e si parla di sentimenti.



TQF xx


6 comments:

Cristina said...

Quando ho fatto la prima ecografia e mi sono girata verso il mio lui, trovandolo inebetito davanti allo schermo con gli occhi lucidi.
Nonostante le tante eco rimane il mio compagno commosso l'emozione piú grande...per ora!
Sempre grande Queen!

Moky in AZ said...

Anche io, come te, mi commuovo ogni volta che li vedo di fronte a un pubblico a cantare, esibirsi, o in azione… e non devono neanche dire al microfono che mi vogliono bene… sono io che piango. E so di essere l'unica tra tutti i genitori presenti. Anche ieri sera che Violet ha fatto la sua prima (forse ultima?) esibizione con le cheerleader della high school, lei e un bel gruppetto di bambinelle tra cui era la più piccolina che sembrava un topino in mezzo ai panzer, io facevo finta di avere un bruscolino negli occhi per nascondere il fatto che non riuscivo nemmeno a tenere dritta la macchinetta par fare un video… insomma, non sei solo, Ma questo lo sapevi già.

genitorialmente Manu e Flavia said...

Il tuo blog è fantastico davvero.
Comunque la lacrima non finisce mai, neanche quando sono più grandicelle come la mia che ha 13 anni e io alla festa di Natale che piangevo mentre lei cantava una canzone di Natale. Ai tuoi occhi non cresceranno mai

olimky said...

Bel post, felice anno nuovo! Spero di avere fortuna nel 2015.

Karen said...

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Karen said...

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