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Sotto alla Corona

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Questo è un post un po' lungo e non ha nulla di divertente. 

Recentemente ho postato un mio pensiero su twitter in cui lamentavo l'uso che molti fanno di immagini di bambini trucidati in Gaza per attrarre l'attenzione e polarizzare le opinioni del pubblico sulla questione. Ho sottolineato il fatto che, secondo me, certe immagini non aiutano nessuno, ma contribuiscono solamente alla desensibilizzazione già in atto nelle nostre società di fronte alla violenza. Lo sostengo davvero. Se abbiamo bisogno di arrogarci il diritto di spiattellare online le foto dei figli di qualcuno, trucidati per strada, per attirare l'attenzione delle masse e fare 'informazione', allora tra 20 anni (forse meno) avremo bisogno dei loro cadaveri sulla soglia di casa. 
"Meglio che se ne parli piuttosto che il contrario!" ed avete ragione da vendere, ma fate un gioco pericoloso a prender di sotto gamba certe tecniche sensazionalistiche che trattano argomenti di tragica attualità come notizie 'alla moda' da sbattere nel dimenticatoio appena l'indice di ascolto diminuisce.
Che poi è la triste condotta di quotidiani e notiziari televisivi.
Questo è un conflitto che infuria da più di 70 anni.
È parte delle nostre vite ed ha fatto da sottofondo (seppure lontano e soffocato) alla nostra infanzia, ai nostri studi ed ora alla nostra vita di adulti. Io personalmente non ho bisogno di immagini shock per comprendere cosa stia succedendo (preferisco abbassare il capo con deferenza e rispetto di fronte a tanto scempio di vite…), però trovo più edificante ed importante capire PERCHÉ e COME si sia arrivati a queste atrocità, cosciente del fatto che è ormai impossibile schierarsi dall'una o dall'altra parte e del fatto che NESSUNO dall'esterno, indipendentemente dal livello della sua indignazione, potrà MAI risolvere un conflitto che è stato definito "il più intrattabile della storia".