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Grigio.
Grigio è un non colore.
Grigio è la scelta di chi non sa scegliere.
Grigio è facile.
Grigio è conveniente, perché sta con tutto.
Invece no.
In questi ultimi giorni ho imparato che grigio è il coraggio, grigio è l'intelligenza, grigio è la mente che vuole capire e che si pone domande, oltre il nero, oltre il bianco.
Grigio è l'umanità, e le vicende, ed i movimenti dell'anima e l'apertura a quelle possibilità che cambiano le idee più radicate.
Grigio è un albero forte, ma senza radici, che trova nutrimento nella comprensione e nel continuo mettersi in discussione, piuttosto che in certezze difese ad ogni costo, col mitra o con la matita.
Grigio è l'ammissione della fallibilità, la contemplazione dell'errore, la possibilità che il torto si trovi in più di una parte del discorso.
In un mondo che di fronte alla violenza si divide sempre di più tra bianco e nero, grigio è il mio colore e ne vado fiero.

#jesuischarlie
"Bastardi musulmani assasini! Tutti a casa!"
#jesuischarlie
"Figli di puttana! Al rogo!"
#jesuischarlie
"Io non ce li voglio a casa mia! Buttateli fuori!"
#jesuischarlie
"Che cazzo dici, li difendi pure? Sti beduini di merda!"
#jesuischarlie
"È una religione di odio e violenza... Quella dobbiamo combattere!"
#jesuischarlie
"Le matite non uccidono nessuno, i musulmani invece sí!"
#jesuischarlie

Ho scelto il grigio, perché per me non esiste alcuna differenza tra il dire che "Tutti i musulmani sono terroristi" e dire che "Tutti i gay sono pedofili".
Ho scelto il grigio perché per me non esiste differenza tra l'odio sbandierato senza pudore e quello travestito da libertà di opinione.
Ho scelto il grigio perché ho rifiutato di farmi assorbire da movimenti di massa che rappresentano solo una parte della verità.
Ho scelto il grigio perché ho rifiutato di nascondere il mio pensiero dietro ad un hashtag, troppo velocemente imbastardito dai limiti culturali della gente.
Ho scelto il grigio perché la verità è grigia.
La verità è scomoda, la verità è una domanda, non è una risposta.

Per questo io non sono Charlie.

Io sono io.


TQF xx

13 comments:

Anonymous said...

il tuo discorso non sta proprio in piedi. Fai un'assioma assai discutibile tra i "je suis charlie" e la xenofobia. Guarda, io andrò domani ad una manifestazione silenziosa in memoria di coloro che sono morti ingiustamente, che impugnavano matite e non kalashnikov. Non per questo le frasi riportate sopra mi appartengono in alcun modo. Sono sicura, tra l'altro, che hai potuto discutere con persone assolutamente civili e ragionevoli che non la pensano come te. Hai preferito riportare le invettive dei soliti razzisti. Mi chiedo perchè. Elisa

The Queen Father said...

Elisa, grazie del commento. Hai centrato in pieno la questione sottolineando che le affermazioni che ho riportato di sopra (copiate dal web) non ti rappresentano. Eppure quando scegli di far bandiera con un hashtag, ti butti addosso anche le parole di questa gente. 'Je suis charlie', partito come un motto di solidarietà, sta degenerando in un'incitazione al conflitto tra etnie, io non voglio farne parte. Tutto qui.

Bridigala said...

Anch'io ho deciso di scrivere un mini post "je suis Charlie", anch'io, però, come te, trovo che l'estremismo e l'Islam non siano sinonimi. E, ti dirò, avrei anche altre teorie ed opinioni su quell' orribile cosa che è successa a Parigi.

Anonymous said...

sempre stato grigio io (proprio per i motivi che elenchi tu) e in qualunque discussione mi sono tirato addosso le critiche degli uni e degli altri. Ma oggi sono charlie, senza omologarmi agli antiislamici, ai razzisti, ai ciechi, sono charlie perchè scelgo la libertà di opinione e di posizione contro i fanatismi, nostro e loro.
massimolegnani

Anonymous said...

insomma, siete la Svizzera..mah! belle montagne, per carità, no corazon ;) Eli

Fortunata nella sfortuna said...

Si credono in guerra. Una guerra voluta da noi, iniziata da noi.
Smettere di dargli modo di dichiararlo (che poi è un mezzo per plagiare menti deboli e/o provate) dovrebbe essere la nostra prima arma di difesa.
Solo questo vorrei aggiungere a quanto tu stesso hai detto.
Ciò posto che nessun omicidio è giustificato e che quanto è successo mi inorridisce.
E sì, sento un profondo lutto: ma lo esprimerei semplicemente nei riguardi del "rispetto".
Il rispetto delle vite spazzate via, ma anche di quello delle altre culture, religioni, credenze, tradizioni. Attenzione a tirare in ballo la Libertà di opinione ed espressione: si sporca facilmente...

Graziella Pezzetta said...
This comment has been removed by the author.
Graziella Pezzetta said...
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Graziella Pezzetta said...
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Graziella Pezzetta said...

Il buon senso è la cosa meglio distribuita al mondo. Ciascuno infatti pensa di esserne così ben provvisto che anche coloro che di tutte le altre cose non si contentano mai, di questa sono soliti non volerne più di quanto ne hanno. Cartesio: Discorso sul Metodo. Il buon senso non esiste Graziella: Non si può essere grigi in un mondo a colori.

Laura Malouine said...

Le manifestazioni di ieri in tutta la Francia, l'Europa, il mondo, sono state pacifiche e luminose. La Francia, che è il mio paese d'adozione, è una vera nazione che nel bisogno si ricorda gli insegnamenti delle Lumières e io ne sono immensamente fiera.
Je suis Charlie, sono i commenti xenofobi, razzisti, tinti della più bieca ignoranza che NON SONO Charlie
Bisous

Laura

Ale [Tredici] said...

C'è questo problema coi social network: che essere grigi è difficile, perché comporta scelte tra estremi e non una via di mezzo (che per quanto mi riguarda è spesso sinonimo di buon senso, non sempre, ma spesso). La via di mezzo la devi spiegare, devi scriverci su un post lungo e i post lunghi non ti fanno guadagnare likes o retweet, e quindi si preferiscono gli estremi.

Anche questa roba del #JesuisCharlie è andata così. Pensavo fosse partita come una iniziativa che davvero sarebbe potuta servire per dire no, per dissociarsi in maniera intelligente, avevo perfino usato l'hashtag e condiviso un articolo, e invece è diventata la solita puttanata populista, di moda sui social. Io sono Charlie o Io non sono Charlie, Io mi dissocio e io non mi dissocio, con le persone che sceglievano uno schieramento e ciao.

I social network non sono un problema, sono le persone che lo usano a creare il problema: okay, l'ho sempre pensato. Ma adesso è l'ora di iniziare dei corsi di social networking. La prima regola è: il buon senso viene prima dell'esibizionismo.

Unknown said...

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