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Quando parlo di maternità surrogata e delle dinamiche che comporta, l'argomento che mi ritrovo
 spesso a dover affrontare è quello legato alla percezione che il pubblico ha di questo iter, come 'ingiusto' o 'abusivo'.
Mi spiego meglio.
Le persone che si trovano ad esprimere un'opinione sulla maternità surrogata, spesso non riescono a scindere il desiderio di genitorialità di una coppia, dalle loro possibilità economiche e quindi, indirettamente, dal sopruso, dal volersi approfittare di alcune situazioni facendo leva sui propri soldi.
"Io non capisco come si possa comprare il bambino di qualcuno, solo perché quel qualcuno versa in situazioni economiche indigenti e come ultima risorsa decide di vendere il sangue del suo sangue/affittare l'utero/mettersi a disposizione di una coppia ricca per portare avanti una gravidanza"
"Capisco il desiderio ed il bisogno di diventare genitori, ma trovo disgustoso approfittare della miseria e dell'ignoranza di una donna per raggiungere i propri fini"
"Con la maternità surrogata create degli orfani, strappati a madri indigenti con tutta l'arroganza che il vostro status sociale vi consente"
E via dicendo.

Non nego che le preoccupazioni e le perplessità di tanti siano fondate, purtroppo i casi di abuso, di pratiche losche ed al di fuori del legale esistono e fanno notizia, infangando l'intera categoria.
Ma se vogliamo parlare di abuso che danneggia un gesto di per sé encomiabile, onesto ed umano, potremmo parlare anche della donazione degli organi.
Per dire, a te serve un rene e ti metti in lista.
Aspetti per mesi, a volte per anni, poi alla fine arriva la salvezza in un rene compatibile, donato da qualche persona (defunta, ma non necessariamente...) di cui passiamo a tessere le lodi di umanità, altruismo e quant'altro.
Poi però succede anche che qualcun altro se ne va in vacanza in Messico, se ne va in discoteca tutta la notte a ballare con quattro bonazze conosciute in hotel.
Qualcuno gli mette qualcosa nel drink e lui si risveglia in una lurida stanza di motel, con una cicatrice dolorante e sanguinante sulla schiena e si accorge che il rene glielo hanno rubato, magari per venderlo al miglior offerente.
Vedete?
Abuso.
Quello che in principio è un gesto umano di altruismo ed amore, diventa abuso, cronaca nera, film dell'orrore.
E guardate che di casi del genere ne esistono.
A nessuno però verrebbe in mente di criminalizzare la donazione di organi o di sminuire la sua importanza sulla base di notizie del genere.
Mi capite?
Senza voler andare a pescare storie di gente che i bambini li vende/compra o li ruba (che dovrebbero davvero essere arsi in piazza), il nostro caso è una storia diversa.
Il nostro surrogato, o madre gestazionale, è un'infermiera, suo marito è un ingegnere stradale ed ha due figli.
Non stiamo parlando della donna che vive sotto un ponte a Calcutta (con tutto il dovuto rispetto e rammarico per certe situazioni).
Ha deciso di diventare surrogato dopo aver assistito al cancro ovarico che ha privato sua sorella della possibilità di procreare.
Era dapprima contraria all'idea, poi ha visto la gioia che sua sorella e suo cognato hanno potuto raggiungere grazie ad un altro surrogato, ed è stata la svolta che la ha spinta ad essere madre gestazionale per ben due volte.
Tutto qui.
È una cosa semplice?
No.
È una cosa che qualsiasi donna/famiglia potrebbe intraprendere?
No.
È una cosa di facile comprensione, in cui qualsiasi donna potrebbe identificarsi?
No.
Ma non lo è nemmeno donare un rene ad un amico.
Sono gesti meravigliosi, che cambiano delle vite e che parlano di bontà, altruismo ed umanità.
L'abuso di certe situazioni esiste, ogni ardente desiderio purtroppo è soggetto alle manipolazioni da parte di chi vede del profitto nei drammi degli altri, ma solitamente ne siamo tutti vittime.
Servirebbe una legislazione adeguata, che non lasci zone grigie, aperte all'interpretazione di chissà chi ed alle manipolazioni di gentaglia senza scrupoli.
Poi i soldi, altra nota dolente, ma ahimè necessaria.
"Donne sciagurate che si fanno pagare a peso d'oro per mettere l'utero a disposizione del miglior offerente!"
Ma voi pensate che sia possibile mettere un prezzo su un tale gesto? Quanto fareste pagare voi per portare avanti una gravidanza per qualcun altro?
Mica facile eh.
Il motore originante deve essere l'altruismo, che ci crediate o no.
Solitamente le spese che devono essere affrontate sono spese mediche, spese di copertura per il lavoro perso (cioè, se il surrogato resta a casa per sei mesi non è giusto che ci rimetta del suo lavoro...) e spese per voli, alberghi ed assicurazioni sulla salute (negli USA senza assicurazione puoi pure morì per strada, davanti all'ospedale).
Non esiste un listino-prezzi, soprattutto perché NON È LEGALE.
Mettetevelo in testa.
Ah, e non è la coppia a scegliere la portatrice, ma il contrario. Altra cosa da tenere in mente.
Un ultimo appunto.
Una coppia che decide di intraprendere il percorso della maternità surrogata NON RUBA IL BAMBINO DI NESSUNO.
Una donna che decide di lavorare con una coppia per portare avanti per loro una gravidanza, sa già dall'inizio che quello non è il suo bambino (soprattutto poi se consideriamo che quel bambino appartiene alla coppia anche GENETICAMENTE).
Il bambino è di chi lo partorisce o di chi lo attende/desidera/cresce/nutre/ama?
Mi rendo conto che si tratta di un concetto piuttosto infiammatorio, dal momento che, là fuori, la stragrande maggioranza delle donne hanno avuto bambini con mariti/fidanzati scegliendo di coronare il loro amore con il dono di una nuova vita, quindi non riescono a scindere l'idea di avere un bambino dal senso di possesso/finalità.
Quando si parla di maternità surrogata, la richiesta di aiuto e la risposta a quella richiesta, nascono da situazioni poco comuni e da persone ancor meno comuni nel loro altruismo.
Per questo dico e sottolineo che la maternità surrogata non è per tutti.
Forse solo per questo importante aspetto non si dovrebbe giudicarla.
È infatti impossibile formulare un'opinione valida prescindendo dagli aspetti umani che la rendono possibile e che, purtroppo, siamo sempre troppo pronti a mettere in dubbio.



TQF xx

9 comments:

Moky in AZ said...

TQF, leggere la profonda ignoranza celata, ma mica poi tanto, dietro certi commenti, dietro certi post mi scaraventa in un mare vorticoso di depressione. Chi scrive senza informarsi, e ce ne sono tanti, milioni, mi fa incazzare come non posso spiegare. Spero proprio che questo tuo post porti un po di luce nelle menti offuscate di tanti.
p.s.: la maternita' surrogata come sai benissimo, qui non fa più scandalo da tanto... quanti personaggi famosi e amatissimi hanno figli grazie alla generosità di alcune donne (James Taylor, Nicole Kidman, John Travolta, Elizabeth Banks, Sarah Jessica Parks, etc.) e quante famiglie "non famose" si sono formate nello stesso modo!

Anonymous said...

Grazie! Il tuo scritto è per me illuminante, perché è una realtà che non conosco se non attraverso i commenti e i giudizi offensivi che nulla aggiungono alla conoscenza.
Giovanna

Laura said...

<< la stragrande maggioranza delle donne hanno avuto bambini con mariti/fidanzati scegliendo di coronare il loro amore con il dono di una nuova vita, quindi non riescono a scindere l'idea di avere un bambino dal senso di possesso/finalità. >> Puoi spiegarmi cosa intendi? Non so se ho capito male (spero) ... sob ...

sfollicolatamente said...

Assolutamente. Quello che dici vale anche per la fecondazione eterologa. Ogni caso e' diverso, nelle motivazioni, nel contesto ecc, e purtroppo spesso un paio di storie losche possono infangare tutto il concetto, e cio' e' scandaloso, perche' dietr a tutto questo c'e' solo amore.
Io spesso mi chiedo cosa abbia portato la nostra donatrice a fare questo sacrificio per degli sconosciuti, e la tua storia mi ha dato una possibile interpretazione. Certo, nel vostro caso avete piu' informazioni, noi siamo al buio di tutto il retroscena. Resta il fatto che ognuna di queste storie sia meravigliosa.

Anonymous said...

Non si può paragonare un organo ad una persona. Ci sono tanti bambini che vivono negli orfanotrofi, il senso dell'abbandono, anche quando incontrano famiglie accoglienti, gli rimane incollato addosso per tutta la vita. Perché ognuno di noi istintivamente tende sempre a cercare le proprie origini, la propria immagine, i propri gesti nei genitori che lo hanno creato, è la natura. L'adozione è un gesto altruista, la maternità surrogata è un gesto egoistico. Nessuno chiede di essere messo al modo, ma tutti noi, credo, vorremmo che chi ci mette al mondo ci amasse sempre, senza riserve. Con tutto il rispetto per le tue idee, se dovessi pensare ipoteticamente che mia mamma mi ha messo al mondo con l'intento di donarmi ad altri, mentre magari i miei fratelli vivono con lei, sarebbe per me devastante. Cecilia

Anonymous said...

La maternità surrogata è nata negli Stati Uniti perché c'era una forte disparità sociale probabilmente, prima delle samaritane ci sono state donne disperate. Come del resto un tempo la gente disperata vendeva i figlioli, è la stessa cosa, solo un po' più asettica. Ma è la nostra società che è così. Un po' tecnologica, e un po' buonista, e tira a campare.

Il primo trapianto da un essere a un altro è stato fatto in SudAfrica per lo stesso motivo (e nessuno mi toglie dalla testa lo scenario possibile che qualche nero a fare da cavia prima di sperimentarlo su un bianco se lo sono cercato, da quelle parti). Con i soldi buttati nella ricerca ai trapianti, e nel lucrativo traffico di organi, e nell'acquisto di farmaci antirigetto per decenni dopo l'intevrento etc si sarebbe finanziate ricerche molto più efficaci ma molto meno classiste e lucrativa per le compagnie farmaceutiche. Qualcuno sarebbe morto, molti di più si sarebbe salvati senza diventare "macchine da profitto". Sono da sempre contrario ai trapianti ancor più da quando dopo essermi sorbito i buonismi del figlio di un noto chirurgo in merito gli feci confessare a denti stretti che né lui né il suo padre luminare erano donatori. Lo dico apertamente, che per me la ricerca sui trapianti nemmeno doveva iniziare. Quindi per me il paragone non funziona.

Con questa storia del buonismo e dei buoni sentimenti si diffondono solo ingiustizie sociali. Sono e rimangono giochi per persone ricche, sostanzialmente classiste al di là di quanti rigiri ci si possano fare sopra, e dichiarazioni di intenti e appelli che vogliono dire solo che la classe media deve pagare la differenza per gli altri consegnando un generoso profitto ai baracconi che ci si costruisce sopra 8i ricchi l tasse sanno quasi sempre come non pagarle)

In altri termini se sei responsabile delle ingiustizie sociali quando compri il caffè non equo e solidale, sei responsabile del mondo classista che si forma quando accetti tutto questo rgiro. Nulla di più, nulla di meno. Solo che nell'acquistare un caffè equo e solidale spendi di più e questo in una società consumistica è un "bene". nel fare un figlio per via "più naturale" (anche solo una siringa all'amica lesbica) non spendi altrettanto. E questo per la società consumistica in cui vivi, è "male". Non cambia nulla se poi in alcuni casi, fossero anche la maggioranza, le madri surrogate lo fanno volontarie. Col buonismo un fesso sempre si trova, basta che i soldi girino.

Anonymous said...

Io parto da una situazione super standard, con due bimbi avuti con il compagno di una vita, che lo è tutt'ora, senza nessuna fatica, quindi fatico molto a capire.
Faccio fatica a capire il "dono" della madre surrogata, perché i miei figli li ho vissuti nella pancia e sono stati parte di me molto prima di nascere. Ma credo tu sia solo grato per questo "dono", di certo non sarai andato a chiedere alla madre portatrice di ripensare alla sua scelta.
Faccio anche fatica a capire perché abbiate intrapreso questa strada e non quella dell'adozione. Forse ne hai scritto altrove, ho provato a cercare ma non ho trovato nulla...mi piacerebbe conoscere il tuo punto di vista in merito. La maternità surrogata da quanto ho letto è stato un percorso lungo e impegnativo, quindi non è quello che vi ha fatto scartare l'adozione. Quindi cosa? -alessia-

Cate said...

Caro TQF,
grazie per aver spiegato questo gesto che molte persone non riescono a comprendere. Sono stata una surrogata per una coppia meravigliosa e per me quella gravidanza é stata un percorso che mi ha reso orgogliosa. Il bambino che ho avuto in grembo non é mai stato il mio bambino perché é sempre stato e sará sempre loro figlio. Non sono stata pagata, non sono una donna disperata, sono una donna che ha visto da vicino cosa vuol dire essere infertile e non lo augura a nessuno, sono una donna con un uomo meraviglioso accanto, non mi é stato portato via il mio bambino, ho accettato con coscienza che vedere il mio corpo cambiare per nove mesi e affrontare i dolori del parto valeva la pena di dare vita ad un essere umano che vive in una famiglia che lo ama immensamente.
E non mi si venga a parlare del fatto che ricorrere alla fecondazione assistita o alla surrogata sia un gesto egoista. L'atto di fare figli include sempre una componente egoistica. E' parte della natura dell'essere umano.
E per quanto riguarda le persone che dicono che i figli non sono un diritto, cosa dà il diritto a te di avere un figlio, solo perché ti sei dimenticata la pillola, ma non ad una donna le cui ovaie non funzionano?

The Queen Father said...

Ciao Alessia, l'adozione comporta un percorso forse anche più complicato, dal momento che non hai il controllo su niente e devi rimetterti completamente alla burocrazia locale. Fondamentalmente poi non era un'opzione offerta alle coppie omosessuali e, legalmente, mentre nessuno può disconoscere un legame di sangue (nel caso della maternità surrogata), l'adozione anche eseguita all'estero può venire ostacolata o misconosciuta in mille modi secondo la legge locale, ed è stato un set di possibili complicazioni che abbiamo voluto evitare. Probabilmente oggi la procedura è più snella, ma sei anni fa la maternità surrogata era (per noi) la via meno complicata.