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Sotto alla Corona

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Quando ti trovi a fare delle scelte nella vita, scelte importanti, come fare coming out o decidere di formare una famiglia in maniera 'non tradizionale', a volte arrivi a creare una frattura con alcune delle persone che ti stanno intorno.
La frattura dapprima si crea per l'incomprensione, lo shock o la semplice realizzazione, da parte dei tuoi amici, che come persona sei evoluto oltre i loro schemi. Più comunemente però, la frattura si crea per uno scontro ideologico: sei andato oltre i loro limiti (es: va bene che ti piacciono gli uomini, va bene che ti vuoi sposare, ma alla famiglia ti devi fermare perché non sono d'accordo).
Questo può dar adito a due situazioni:
- quella positiva in cui anche chi ti sta attorno 'evolve' con te, fa tesoro della nuova situazione in cui saranno coinvolti ed abbraccia la possibilità di capire, fare esperienza diretta e crescere.
- quella scomoda in cui ti vogliono restare vicino, ma non fanno mistero della loro disapprovazione, del loro pensiero e del fatto che, basandosi sull'idea della libertà di opinione, manifestano apertamente la loro idea contraria alle tue scelte, con risultati tanto spiacevoli quanto ignorati (da loro).
Tu continui a far del tuo meglio ogni giorno, e ti illudi che la felicità della tua famiglia possa parlare da sola a queste persone, ma purtroppo non basta, perché quello che loro continuano a vedere è solo un pallido tentativo di imitare la famiglia vera.
Quella loro.
Al che deve subentrare una TUA scelta: mantenere dei rapporti ignorando quello che tu sai pensano di te, ed abbracciare una funzione 'didattica' della tua situazione con la speranza che un giorno possano capire, o semplicemente vivere come ogni altra famiglia e scegliere di circondarti di persone che sono sulla tua stessa lunghezza d'onda e senza giudizio negli occhi.
Mi è successo in passato, mi succede ancora.
Non credo sia possibile essere felici per qualcuno con la condizionale. La felicità e la condivisione di certe scelte sono un assoluto, una 'conditio sine qua non' per la sussistenza di un rapporto di reciproco supporto, comprensione e crescita.
Ovvio, è possibile dire "Ti voglio bene e siamo amici, ma con quella barba stai demmerda..." oppure "Siamo amici e lo saremo sempre, ma sei un alcolizzato e devi farti curare...". Il problema sorge quando lo scontro avviene su aspetti della tua vita che SONO LA TUA VITA e che nessuno ha il diritto di mettere in dubbio o di sminuire: la tua sessualità, la tua famiglia, i tuoi affetti.
L'amicizia non può soffrire delle ombre del pregiudizio, soprattutto su aspetti così intimi della tua vita. Attaccare certe scelte significa attaccare te come persona e lo devi capire.
Come pure devi capire che non sei venuto al mondo per educare alla tolleranza nessuno, tantomeno chi recalcitra di fronte a certe idee come un vitello al mattatoio.
La tua vita e le tue scelte non sono un dizionario della diversità per nessuno, tu non sei un soggetto di studi e la tua sessualità, la tua famiglia, non sono aperte alla soddisfazione di qualsiasi curiosità.
Non aver paura delle domande imbecilli quanto cafone e soprattutto non aver paura di mettere certa
gente al proprio posto.
Chi ti chiede 'se lo prendi o lo dai' sono le stesse persone che non si sognerebbero mai di chiedere a tua madre se lo prende a pecorina o alla missionaria.
Non esiste.
La gente non immagina neppure di avvicinare una donna per strada e chiederle come ha concepito suo figlio o se è biologicamente suo, ma si sente intitolata a farlo con una coppia gay.
Non devi spiegazioni a nessuno e, se vorrai farlo, il tuo sarà un gesto di fiducia verso gli altri di cui dovrebbe esser fatto tesoro.
È bene dare sempre il beneficio del dubbio ed il tempo di capire a tutti, nonché credere alle persone e valutare i rapporti interpersonali, ma quando mantenere un'amicizia significa dover ingoiare l'amarezza che certe parole suscitano, non vale più la pena.
A farti soffrire bastano i nemici.
Per questo ti incoraggio ad esser sempre pronto a sfoltire il tuo diario ed a non legarti nessuno al dito.
Non sta scritto da nessuna parte che si debba rimanere amici per tutta la vita. In effetti non si DEVE, ma si PUÒ. In certi casi, è la vita stessa a spingere le persone su rive opposte e per molti come noi, la felicità risiede dall'altra parte di un'idea.
Troppo spesso rinunciamo a cercare la nostra vita, la nostra felicità, per vivere quelle degli altri!
Potrebbe sembrare una posizione manichea, ma è preferibile avere poche pagine piene di amici, piuttosto che un intero libro di gente a cui devi sempre dare le stesse spiegazioni, le stesse giustificazioni, per tenerle nella tua vita, e sempre con riserva, sempre con la circospezione di chi non si sente accettato fino in fondo.

Sii selettivo, sempre, sii onesto di fronte a te stesso, sempre.
Ti chiameranno stronzo, diranno che sei cambiato, che non sei più lo stesso.
In realtà avrai solo smesso di vivere la tua vita come volevano loro.
O come la avevano immaginata per te.

La libertà più grande risiede nel rifiuto, anche quando il cuore se ne muore un po'.
Ed il cuore, bello mio! Questo cuore che ti ostini a tenere sul risvolto della giacca, sempre pronto ad essere afferrato! Non esserne schiavo!
Il cuore capisci a cosa serve solo quando si spezza e poi ricresce.

Andrà tutto davvero bene.


TQF xx

9 comments:

paola said...

Sei un grande..... Anche per gli etero ogni tanto sfoltire il giro di "amici" fa bene eccome!

Alem said...

A me dicono " ma magari tornate insieme ".
Ma magari anche no.
Accettare una diversa felicità fa fare i conti con la propria. :D :D

Patalice said...

tagliare rami secchi
una cosa che ho imparato, e mi ha portato tanta fortuna

cassonetto said...

Sai cosa mi è successo, Marco? che nel primo percorso verso l'adozione - nel raccontare la mia famiglia - ho detto che mia sorella ha una fidanzata da qualche anno, che facciamo questo, facciamo quello, ci divertiamo parecchio insieme e bla bla bla... dopo tutto 'sto discorso la neuropsichiatra infantile mi ha guardata e mi ha detto seria seria "cosa ne pensa della scelta di sua sorella?" Non mi sono ribaltata dalla sedia, ma dev'essere anche per questo particolare che la "cosa" non è finita bene e abbiamo ricominciato chiedendo di cambiare gli operatori sociali. Che stupida, sono troppo selettiva. :/ ;) Che bel cuore hai, comunque.

Moky in AZ said...

Sottoscrivo quanto hai scritto al 100%. Famiglia, amici... in tanti si sono allontanati (o li ho allontanati) dalla mia vita, lasciando spazio nel mio cuore per chi volesse entrarvici. Alcuni sono rimasti, nonostante tutto (la lontananza, le mie convinzioni sociali e politiche, i miei difetti, etc.), e va bene così.
xoxo

Ale [Tredici] said...

Come al solito, applausi.

La disapprovazione delle persone vicine fa più male di quella dei nemici, ma piano piano bisogna cominciare a farci i conti e, nel caso, sfoltire la rubrica.

SilviaFede said...

La settimana scorsa mi e' capitato di discutere di famiglie omogenitoriali con il figlio quindicenne di amici, che tra l'altro e' un ragazzo a posto...gli girero' il tuo post credo possa essergli utile ad aprire la sua mente verso realta' di cui parla ignorando sentimenti e verita'....
Grazie per averlo scritto...involontariamente come vedi sei didattico!!

Antonella said...

Credo che queste parole valgano per tutti. Sono d'accordo.

Anonymous said...

Parole sante! Ma come comportarsi quando anzichè gli amici è la tua famiglia a non accettarti? A voi è successo o i vostri genitori sono rimasti sinceramente al vostro fianco contenti della vostra felicità?
Per inciso comunque la non accettazione può arrivare anche agli etero: da un paio di anni sono oggetto di un bell'accanimento da parte dei miei genitori che non accettano praticamente nessuna scelta della mia vita, semplicemente perchè non è fatta e decisa da loro. Considerato che ho 40 anni e non ho mai mai dato problemi, trovo aberrante essere attaccata dicendomi che sono cambiata e che mi faccio plagiare dal mio compagno solo perchè ho deciso di avere un secondo figlio e sto cercando casa a 5 km dal loro paese .. E sulla base di queste loro idee mi hanno ripetuto più volte che non vorrebbero più avere a che fare con me! Sinceramente sarebbero da tagliar fuori completamente dalla mia vita, perchè facendo così già loro decidono di non farne parte. Il primo Natale della mia seconda bimba hanno deciso di non farlo con noi perchè tanto, non avendo piacere di vedermi/ci, sarebbe stata una finzione ..giusto per citare un esempio. E per citarne un altro, quando ero in ospedale a 2 gg dal parto abbiamo bisticciato perchè non volevano che portassimo la nostra prima bimba a conoscere la sorellina "per paura che si turbasse". E da allora non parlano con il mio compagno perchè lui, sostenendo invece il nostro desiderio di portarla, ritengono abbia mancato loro di rispetto. Lui eh. Ecco, che si fa in questi casi? Sono i miei genitori. Meriterebbero un bel ciao ciao, ma è un passo troppo duro che non riesco a compiere. E così continuo ad avere un contatto che oramai è svuotato di significato e che a volte diventa uno stillicidio. Serena