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Sotto alla Corona

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Ieri mi sono trovato a commentare il post di una mamma americana alle prese con la ormai vetusta battaglia tra chi allatta al seno e lo fa in ogni dove e chi invece non ne vuole sapere di vedere tette in giro e punta il dito.
Vabbè, l'ho semplificata, ma avete capito.
Non ho mai avuto problemi del genere, dal momento che, in quanto maschio, la natura non mi ha dotato di ghiandole mammarie atte all'approvvigionamento caseario degli infanti, ed il mio è cresciuto benissimo con il biberon, ma posso immaginare il giramento di culo che in tante provano quando, nel bel mezzo di una poppata soddisfacente per mamma e bebè, ti arriva il tipo che ti chiede:
a) Di coprirti
b) Di andartene
c) Di farglielo assaggiare

Fuori diluvia e tira un vento fortissimo.
 Dicono che una tempesta stia per abbattersi sull'Inghilterra.
Sto aspettando al cancello della scuola che mio figlio esca.
Non so quando sia stato l'ultimo giorno di scuola dei vostri figli.
O l'ultimo letto caldo in cui abbiano dormito.
Non vedo l'ora di tornare a casa, prima che inizi la bufera, accendere un po' i termosifoni, indossare qualcosa di comodo e fare merenda con lui davanti ai cartoni animati mentre fuori si fa buio.
Mio marito è ancora lontano per lavoro.
Siamo di nuovo soli.

Non so quando sia stato l'ultimo giorno che voi abbiate lavorato, o l'ultima volta che abbiate mangiato intorno al tavolo di casa. 
Adesso siete senza terra. Gente al vento.
Non ne parlo mai, ma contemplo ogni giorno quello che in 20 anni questo paese mi ha permesso di fare della mia vita, quello che mi ha permesso di costruire.
Impensabile nel mio paese d'origine. Mi sento fortunato e pieno di gratitudine.
Alla TV ancora ci bombardano con le ultime notizie sulla strage di Parigi.
Non so quando sia stata l'ultima volta che avete seguito un telegiornale in TV, o l'ultima volta che vi siete seduti davanti alla TV con i vostri figli. Adesso riempite ogni pagina di giornale, ma forse non li leggete più. 
Quello che in me, due giorni fa, urlava, oggi non ha più voce.
È come se fossi pieno di ovatta e le grida da dentro venissero soffocate.
Sarà che il tempo sbiadisce anche il colore del sangue.
Sarà che niente ci fa più effetto a lungo.