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Sotto alla Corona

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Fuori diluvia e tira un vento fortissimo.
 Dicono che una tempesta stia per abbattersi sull'Inghilterra.
Sto aspettando al cancello della scuola che mio figlio esca.
Non so quando sia stato l'ultimo giorno di scuola dei vostri figli.
O l'ultimo letto caldo in cui abbiano dormito.
Non vedo l'ora di tornare a casa, prima che inizi la bufera, accendere un po' i termosifoni, indossare qualcosa di comodo e fare merenda con lui davanti ai cartoni animati mentre fuori si fa buio.
Mio marito è ancora lontano per lavoro.
Siamo di nuovo soli.

Non so quando sia stato l'ultimo giorno che voi abbiate lavorato, o l'ultima volta che abbiate mangiato intorno al tavolo di casa. 
Adesso siete senza terra. Gente al vento.
Non ne parlo mai, ma contemplo ogni giorno quello che in 20 anni questo paese mi ha permesso di fare della mia vita, quello che mi ha permesso di costruire.
Impensabile nel mio paese d'origine. Mi sento fortunato e pieno di gratitudine.
Alla TV ancora ci bombardano con le ultime notizie sulla strage di Parigi.
Non so quando sia stata l'ultima volta che avete seguito un telegiornale in TV, o l'ultima volta che vi siete seduti davanti alla TV con i vostri figli. Adesso riempite ogni pagina di giornale, ma forse non li leggete più. 
Quello che in me, due giorni fa, urlava, oggi non ha più voce.
È come se fossi pieno di ovatta e le grida da dentro venissero soffocate.
Sarà che il tempo sbiadisce anche il colore del sangue.
Sarà che niente ci fa più effetto a lungo.

Sarà che c'è chi dice che non ha senso piangere per Parigi e rimanere indifferenti per il Kenya. O la Nigeria. O la Palestina.Sarà che c'è chi risponde alle foto di due morti ammazzati, con la foto di 200 morti ammazzati e dice che certe ferite sono niente a confronto e che mettere il tricolore su una foto è da megalomani e coglioni.Sarà che c'è chi risponde al grido di vendetta di qualcuno, con articoli che mostrano quanta colpa abbiamo noi dell'esistenza di ISIS, intimandoci al silenzio.
Sarà che c'è chi risponde a quanti chiedono frontiere più sicure e controlli più severi, con quella foto atroce di Aylan, affogato durante il viaggio della speranza per varcarle quelle frontiere.
Sarà che c'è chi è pieno di rabbia, per non poter più puntare il dito senza doversene poi scusare, che è tutto un casino e ormai sediamo su troppi cadaveri.
Io non la dimenticherò più quella foto.
Mai più.
Mi torce le budella solo al pensiero.
Sarà che sembra mio figlio da più piccolo.
Sarà che con tutto l'orrore e la paura ed il sospetto che dobbiamo digerire in questi giorni, l'umanità di un padre è dura da soffocare.
Sarà che siamo presi tra l'incudine della pietà ed il martello della paura.Perché non ci fidiamo più di chi ci governa e ancora meno di cosa decidono in nome della nostra sicurezza o della nostra umanità.Perché in fondo sarebbe comodo pagare col marchio del razzismo la chiusura delle frontiere.A me per dire non me ne frega nulla di cosa potreste pensare. Rinnegherei la mia umanità per un'illusione di sicurezza.

Lo farei eccome.
Ma quella foto, solo quella foto, urla.
Urla nel cervello.
Allora mi scuoto, e voglio credere che valga la pena salvare i vostri figli e mettere a repentaglio i nostri.
Voglio credere che anche voi farete del vostro meglio per aiutarci a debellare il terrorismo, a sradicare la parte malata dell'Islam.
Voglio credere che, come me, anche voi vogliate il meglio per i vostri bambini e stiate cercando una nuova vita in un paese come il mio: democratico, multirazziale, tollerante, libero, e che sapete che sono questi i valori che vi permetteranno di ricominciare, lontano da quella che un tempo chiamavate casa.Voglio credere che anche voi, come me, vorrete difendere questo paese, in cui potrete sbocciare e tornare a vivere, in cui i vostri figli potranno andare a scuola, o dal dottore, o dormire senza la paura delle bombe.
Voglio credere che ci sarà gratitudine nel vostro cuore, e che questa vi porti più vicino a noi, fino a scoprirci uguali, nelle nostre paure, sogni e desideri di genitori. Di uomini.
Voglio credere che non sia vero, che non siamo un popolo di coglioni, buonisti, perbenisti, moralisti, impietositi e manipolati da qualche foto ed aperti a mettere a repentaglio la sicurezza delle nostre case, solo per rimanere dalla parte mainstream del giusto.
Voglio credere che in questo mondo se tendi una mano non dovrai sempre pentirtene e che insegnare la fiducia ed il supporto tra i popoli ai nostri giovani, non sarà la nostra rovina.
Voglio credere che quella civiltà ed apertura che ha permesso a me e mio marito di formare una famiglia, non sarà violentata, abusata e tradita da quanti, tra di voi, vedono nella nostra società un inferno.
Voglio che vi rendiate conto che lo sappiamo che non siete voi il terrorismo, ma che è tra di voi, legge le vostre stesse scritture, adora il vostro stesso Dio e frequenta le vostre stesse moschee, e che abbiamo ogni ragione per aver paura.
Anche di voi, che a 
causa dei media siete ormai una massa di stranieri sempre più senza volto, e sempre più sotto ad un unica bandiera ed un'unica tragica storia.

Qualcuno disse che fa più rumore l'albero che cade che l'intera foresta che cresce, ma quando a cadere non è più un albero, ma delle raffiche di mitra, il rumore è ancora più intenso.
Come la paura.
Ed ogni albero diventa un'improvvisa minaccia.
Vorrei vedervi fare di più, per sconfiggere il radicalismo, per proteggere i vostri giovani, che ora sono anche nostri, da idee pericolose, per proteggere le nostre leggi che ora sono anche le vostre, per eradicare le prediche dell'odio dalle moschee che abbiamo costruito all'ombra dei nostri campanili, per proteggere i nostri figli, come noi stiamo cercando di fare con i vostri.
Vorrei non dimenticaste mai che l'apertura delle nostre frontiere non è solo un gesto umano di doverosa pietà, ma un gesto di enorme fiducia.
Quella stessa fiducia che vi è negata da nazioni a voi più vicine geograficamente e culturalmente (Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi), e che, per motivi puramente economici, o vi spingono al viaggio della morte, attraverso acque traditrici, o pagano per le tende in cui vorrebbero vedervi vivere la fine dei vostri giorni.
Lontano da loro.
La fiducia è più rara della pietà oggigiorno, e per guadagnarsela è giusto lavorare.
Anche il doppio.
Voglio credere che vi darete da fare, perché la maggioranza dei musulmani non è terrorista, ma la maggioranza dei terroristi è musulmana, è un dato di fatto, è incontestabile, e che vorrete aiutarci, sporcarvi le mani, le coscienze e combattere.



TQF xx

6 comments:

Carlotta Charlotte Bianchi said...

Carissimo, ti leggo spesso e sono molto contenta di aver incrociato una persona come te in questo pazzo mondo. Amo il tuo essere intelligente, onesto, schietto, imperfetto e apertamente "incazzabile". La tua energia mi piace e non so quante volte mi è capitato di pensare "sì! finalmente qualcuno che hai il coraggio di parlare come pensa!" e anche questa volta sono felice di leggere le tue parole.
Solo su una cosa, oggi, mi sento di farti un'osservazione. Concludi dicendo che la maggioranza dei terroristi è musulmana, e capisco cosa intendi. I terroristi che si fanno saltare in aria al mercato, sugli autobus, a teatro, che di persona sparano all'improvviso nella nostra vita quotidiana, quelli probabilmente sono per la maggior parte musulmani, per quanto ci è dato sapere. Ma il terrorismo è tanto altro e so che, mentre leggi, stai già capendo a cosa mi riferisco. Il terrorismo non esiste solo in questo modo. Inizio a capire che è terrore bombardare case e ospedali una mattina qualunque della vita di qualcuno che non c'entra con le ragioni per cui questo succede, è terrore l'atteggiamento intimidatorio e violento di chi guarda negli occhi migliaia di profughi e li lascia impauriti al di là del confine del terrore ed è terrorista chi manovra dall'alto i meccanismi che poi fanno si' che terroristi musulmani si fanno saltare in un bistrot. E questi, purtroppo per noi (perché sarebbe più facile altrimenti) non sono per la maggior parte musulmani.
Dal mio cantuccio d'ignoranza, sto capendo in questi giorni che sarebbe utile e importante iniziare ad approfondire l'argomento e non lasciar più correre il falso insito nel nostro mondo politico ed economico.
Grazie per aver scritto e grazie per lo spazio di riflessione.
Con affetto e molta stima, Carlotta

l'angolodeltetto said...

Carlotta Bianchi, è inutile che io riscriva quello che hai già scritto tu. Grazie a entrambi.

strega dei gatti said...

Si anche a me quella foto (sarà che anche a me ha ricordato il mio piccolo) rimarrà sempre li nel cuore.

Marta Panisi said...

Il nostro atteggiamento aperto vincerà.
Perché penso che alla lunga vincerà la bellezza. La gioia di vivere.

Le religioni monoteiste (che secondo me non hanno senso) verranno convenientemente svuotate di ciò che le rende così facili a causar conflitti: Spero diverranno presto una cosa personale, privata, non offensiva.

Anna A said...

tutto bello, belle parole, ma no, io non voglio credere e soprattutto non credo alle cose che hai evocato tu.
e scusami ma si capisce dalle tue parole che non conosci la religione, la cultura e la mentalità di quei popoli. altrimenti non ci crederesti neppure tu.

sab said...

Cari italiani vorrei vedervi più impegnati contro la mafia, cari cattolici vorrei vedervi più impegnati contro l'omofobia, cari gay vorrei vedervi più impegnati contro la transfobia ...Noi siamo sempre i buoni, gli altri devono dimostrare qualcosa per essere almeno alla nostra altezza, ma se la smettessimo con le divisioni e si parlasse dei punti in comune? Ci si dimentica che le vittime più numerose di questo terrorismo sono i cittadini di fede musulmana in Siria come in Nigeria, sono questi stessi cittadini che da anni denunciano le violenze, la pericolosità di questi gruppi armati e noi occidentali li abbiamo sempre ignorati. Parli della nostra fiducia nell'aprire a "loro" le frontiere e dimentichi che i terroristi non viaggiano sui barconi, ma sono cittadini europei come noi che hanno una vita più o meno come la nostra (una delle donne al comando degli attacchi di Parigi era un'insospettabile dirigente d'azienda), dimentichi che fra i terroristi ci sono anche persone che non hanno nessuna origine con i paesi musulmani, fra di loro ci sono italiani da infinite generazioni che sono andati ad addestarsi nei territori di guerra con i jihadisti. Dal tuo post mi pare che i terroristi già abbiano vinto la battaglia di farci odiare fra cittadini comuni, farci vivere nella diffidenza oltre che nel terrore. Credo invece che solo l'unione fra persone di buona volontà di qualsiasi credo o ateee sia l'arma migliore per sconfiggere il male, nessuno deve dimostrare niente, ma tutti insieme dobbiamo avere coraggio e rispetto.