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Ieri mi sono trovato a commentare il post di una mamma americana alle prese con la ormai vetusta battaglia tra chi allatta al seno e lo fa in ogni dove e chi invece non ne vuole sapere di vedere tette in giro e punta il dito.
Vabbè, l'ho semplificata, ma avete capito.
Non ho mai avuto problemi del genere, dal momento che, in quanto maschio, la natura non mi ha dotato di ghiandole mammarie atte all'approvvigionamento caseario degli infanti, ed il mio è cresciuto benissimo con il biberon, ma posso immaginare il giramento di culo che in tante provano quando, nel bel mezzo di una poppata soddisfacente per mamma e bebè, ti arriva il tipo che ti chiede:
a) Di coprirti
b) Di andartene
c) Di farglielo assaggiare
Adesso, scherzi a parte, in giro se ne leggono di tutti i colori. Da quella che è stata buttata fuori da un autobus perché allattava in pubblico, a quell'altra a cui è stato chiesto di spostarsi nel bagno del ristorante per allattare il suo neonato (al cesso... Voglio dire... Facciamoli mangiare tutti nei cessi 'sti bambini... Immaginate la pace!), a quell'altra ancora che invece è in guerra da anni con Facebook che continua a cancellarle le foto che la ritraggono mentre allatta, e lei continua ad allattare ed a farsi foto da mettere su Facebook per ripicca (il neonato nel frattempo ormai ha 13 anni...).
Dicevo, commentavo il post di quella signora perché, per quanto valido e sacrosanto sia il suo punto di vista e la libertà, nonché DIRITTO di allattare il suo bambino anche in luoghi pubblici, trovavo riduttivo e semplicistico il suo argomento: mi rompono le palle perché non vogliono vedere le tette in giro, ergo non guardatemi, basta poco.
Lo trovo riduttivo perché, accanto ai soliti pesantoni rompipalle timorati diddío che gridano ANATEMA di fronte ad ogni sospetto di capezzolo ribelle, c'è tanta altra gente per cui il problema non è vedere una tetta clandestina al ristorante, mentre sorseggi il caffè, ma il fatto che l'allattamento al seno è un momento di tale INTIMITÀ che mal si adatta a certi luoghi e che sí, diciamocelo, può mettere in imbarazzo.
L'imbarazzo non nasce dalla vista delle tette, perché diciamocelo, per quello ci ha già vaccinato la TV, soprattutto in Italia, ma nasce dalla sensazione di 'intrusione' in un momento che, dalla maggioranza, è percepito come di totale privacy.
Ovvio, chi è madre lo avrà già pensato, quando hai un neonato, ma anche una vita a cui correre dietro, la privacy della poppata intima va a farsi fottere e poco te ne frega, però non è necessariamente così per chi, intenzionalmente o no, nel bel mezzo del viaggio da pendolare sul treno delle 8.30, si ritrova a dover incollare gli occhi fuori dal finestrino per mezz'ora, nel tentativo di sfuggire a quel seno ed a quell'immagine che COMANDA rispetto, comanda privacy e comanda di abbassare gli occhi.
Mi capite?
Sottolineando che io supporto l'allattamento dovunque e comunque, ma pure in chiesa proprio, vorrei solamente spezzare una lancia a favore di chi non protesta contro un gesto meraviglioso, naturale e sacrosanto, ma contro l'imposizione che, in certi casi, rappresenta sugli altri e che richiede magari solo un po' più di tatto ANCHE da parte di chi allatta.

Poi vabbè, ci stanno quelli scalmanati che ti rincorrono con la bibbia in mano solo perché non indossi il reggiseno, o certe talibane della ghiandola mammaria che allattano completamente nude in mezzo alla Stazione Centrale all'ora di punta e mettono su i cartelloni per provare chissà che punto, ma quello è un altro paio di tette.

TQF xx

6 comments:

Giovanna Veraldi said...

di nuovo hai colpito nel segno!! pare che mi leggi neml pensiero!! io sono tra quelli brutti e cattivi a cui vedere una che allatta da fastidio; se poi la conosco, peggio ancora... sono pudica..checcevoifa? comunque il punto è esattamente quello che hai espresso tu: io non ho problemi con le tette in generale, non mi da fastidio vedere le Femen (per es.) che manifestano con il loro corpo...mi da proprio fastidio la poppata!! io penso: ma se in una condizione normale (cioè la mia di non-mamma) non andrei mai in giro con le tette al vento, allora perchè dovrei farlo da mamma?? la verità è che tante mamme sono talmente felici di essere mamme che non parlano d'altro e l'allattamento diventa un'ostentazione di questo status, del tipo: guardatemi! allatto! sono mamma!! yeaaayyy.... se va beh...l'avevamo capito anche dal passeggino che te porti appresso... ;) LOL

franzology said...

Molto azzeccato, e come quasi sempre, ma più sempre che quasi, mi trovi d'accordo. Io sono stata una madre che ha allattato, e che grande benedizione l'allattamento, veloce, gratis, sempre pronto all'uso. Nei primi mesi di vita di mio figlio andavo assiduamente al cinema, noi due stretti stretti, io guardavo Polanski e lui mangiava e dormiva. Ho allattato ovunque, al ristorante, in treno, al bar per l'aperitivo, in aereo. Ho allattato ovunque sempre ricavandomi uno spazio per me, le mie tette, il mio bambino, il mio reggiseno slabbrato, la mia maglietta macchiata, gli schizzi di latte a tradimento, un paio di ragadi bastarde, le coppette raccogli-latte che cadono sempre e rotolano fino ai piedi di un illustre sconosciuto, eccetera eccetera con tutti i cazzi e mazzi che l'allattamento lontano dal divano di casa propria comporta.
Incluso il vomito a spruzzo con le tette ancora al vento.
Perché non infliggere a terzi che stanno serenamente prendendo un caffè al bar uno spettacolo non richiesto è un atto di educazione e rispetto.
Perché io per prima non le voglio vedere le tette altrui sporche di latte coi capezzoli a coperchio di pentola.
Perché in qualsiasi posto sei, oh madre, basta chiedere e ti verrà riservato uno spazio e data una mano.
Basta farlo coi modi giusti. Poi certo, gli stronzi ci sono ovunque, ma non sono mica tanti.
E poi magari, con lo spuntare del primo dentino del giudizio, magari smetterla anche con 'ste poppate male non farebbe :-)

Silvia said...

Concordo appieno, finalmente qualcuno che lo dice come vorrei averlo detto io!!! Non mi da fastidio il topless, lo faccio anche io ogni tanto, non mi da fastidio la tetta di per sè, ma l'allattamento in pubblico mi mette terribilmente a disagio. Come dice Giovanna, a volte il sospetto che sia anche ostentazione è forte... e come dice franzology, ci vorrebbe talmente poco a riservarsi un spazio discreto... grazie, mi sento meno sola ora!

Shaula said...

Allattare a me è piaciuto moltissimo, davvero. Ma non sempre l'ho vissuto come un momento di intimità e unione cosmica tra me e i miei figli. Certo ci sono state poppate più "romantiche ", ma anche tante molto funzionali: mio figlio aveva fame e io gli davo da mangiare. Semmai ho trovato più delicato come momento quello delle prime pappe, lì sì avevamo bisogno di calma, ambiente tranquillo e di zero intrusioni su come dovevo fare e cosa gli dovevo dare e altre "sagge menate" da esperti dell'ultim'ora. Quindi la questione è assai soggettiva. Dava fastidio a me mostrare la mia tetta a chiunque, ma ho sempre allattato dappertutto senza mai farle vedere a nessuno, e ho sempre cercato di capire l'ambiente e il momento attorno a me e agire di conseguenza, spostandomi altrove di mia iniziativa quando lo ritenevo opportuno. Ma non ho nemmeno mai chiesto a nessuno se potevo allattare mio figlio: aveva fame, ti pare che qualcuno al di fuori di me potesse decretare o meno il suo diritto ad essere sfamato? Direi di no. Poi certo il buon senso ci vuole sempre e il modo volendo c'è di garantirsi il diritto ad allattare ovunque senza però mettere nessuno in imbarazzo. Un foulard sempre in borsa ed è fatta. Che poi, davvero, mica serve tirarla fuori tutta per forza 'sta tetta, ne basta giusto un pezzettino, che verrà perfettamente coperto dalla testa del bimbo. A volte allattavo in mezzo a tavolate piene di gente che manco se ne accorgeva e pensava che ce l'avessi solo in braccio. Certo ci si arriva con un po' di pratica, ma si può fare. Ritornando al discorso dell'intimità genitore-figlio nel momento della poppata, io credo che possa essere un momento dolcissimo e " privato" ed esclusivo anche con il biberon, o no? Però ho l'impressione che di fronte ad un adulto che tiene in braccio un bambino dandogli il biberon le reazioni siano molto più rispettose, e partecipi e dolci, non certo indignate. E a nessuno verrebbe in mente di chiedere ad una mamma o ad un papà con bebé e biberon di spostarsi o nascondersi. Insomma il segreto come sempre sta nel buon senso. E nella giusta misura, questa sconosciuta!

Anonymous said...

Concordo pienamento con te! Non è la tetta, ci mancherebbe, è la sensazione di violare la privacy, di interrompere un momento intimo, che dovrebbe essere di pace e di tranquillità, se vogliamo più del bimbo che della mamma.
Durante una mia visita ad Expo, nelle ultime settimane di manifestazione, quando non solo era impossibile accedere ai padiglioni, ma anche muoversi nei viali principali, sono rimasta davvero perplessa nel vedere una donna allattare un neonato mentre camminava speditamente, spintonata e spintonando a destra e manca. Ecco, qui non si tratta di tetta a vista ma di buon senso... Se a volte allattare può, per varie ragioni, non essere un momento romantico ma una pura (e sacrosanta) esigenza o emergenza, credo che ci debba essere un minimo di buon senso e non arrivare a certi punti. Sono una donna, ho allattato e dato il biberon, ma non ho mai "imposto" la mia tetta. Non mi sono fatta mancare nulla, ma ho evitato situazioni che avrebbero messo me a disagio e privato mio figlio della necessaria tranquillità.
Silvia

strega dei gatti said...

Io penso che come al solito la via di mezzo sia la cosa migliore. Ho allattato i miei figli in ogni dove. Ma quando hanno compiuto un anno mi pareva abbastanza e fossero pronti ad altro. E quando li allattavo in luogo pubblico ero sempre dotata di un foulard cosi che sia la tetta che il bimbo avessero un momento di pace e intimità mi pareva anche piu elegante. E' vero l'allattamento è veramente una cosa cosi bella e intima.. io adoravo allattarli e ci guardavamo negli occhi e sicuramente nella tranquillità o serenità di casa o di un posto tranquillo come da Ikea che c'è una stanzetta apposta con luce soffusa proprio per allattarli.