Seguimi Via Mail!

Sotto alla Corona

My photo
Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

Blog Archive

Archivio Reale


Due giorni fa, un pomeriggio estivo come tanti: la spiaggia bollente e sonnacchiosa, un nugolo dibambini di varie età a far casino sul bagnasciuga in vari stati di 'panatura di sabbia', una platea di genitori spossati dal caldo e dalle abbondanti porzioni di insalata di riso mangiate sotto l'ombrellone.

Niente di anomalo.
Anzi, il primo pomeriggio al mare è proprio l'ora che preferisco, trovo quasi confortante e rassicurante l'aria di indolenza e pacifica mollezza che assale tutti i bagnanti dopo il pranzo.
'Siamo tutti svaccati e va bene così!'
Tra le tante persone, noto un signore in età piuttosto avanzata, panciuto e bianchissimo, in camicia beige sbottonata e cappello da pescatore. La moglie addormentata (o svenuta?) su un lettino pieghevole accanto al suo.
Il tipo era intento a giocherellare col suo smartphone (uno di quelli grossi come gli assorbenti con le ali, che a 'sto punto fatti un Ipad e tutti a casa...).
Uno tra tanti, niente di che.
Però c'era qualcosa nel modo in cui teneva il telefono.
Qualcosa che non riuscivo a definire... Un fastidio...
Stranissimo come questo telefono si abbassasse sulle ginocchia ogni volta che la moglie si girava, e poi tornasse in posizione verticale subito dopo, come se il tizio stesse facendo qualcosa di nascosto.
Non lo so, avete presente quando vi mettete in testa qualcosa?
Ecco, cosí, per togliermi lo sfizio, decido di aggirare il signore alla lontana, per poter sbirciare da sopra le sue spalle cosa stesse facendo tutto il pomeriggio sul telefono.