Di erbe, fasci e le cazzate in cui credete.

11.7.13
Di erbe, fasci e le cazzate in cui credete.
19:21 | Posted by The Queen Father |

Giusto stamattina mi chiedevo quanto tempo fosse passato dal mio ultimo post…

Lo sapete che non mi piace trascurarvi, che poi pensate che me la tiro. Ma sono stato consumato tra i nonni e Vanity Fair (dai sí, me la tiro…).
Non so se avete letto il mio ultimo articolo. Roba pesantuccia, ma necessaria. Poi, ovvio, i veri mattoni attraverso le finestra sono arrivati grazie ai commenti.
Lungi da me l’impedire a chiunque di esprimere il proprio dissenso, ringrazio comunque Penelope G che mi ha dato una bella scossa e mi ha fatto capire perché scrivo e mi ‘sputtano’ settimanalmente.
Perché c’è ancora tanta gente che dice che non va bene, che non siamo uguali, che siamo sfruttatori, che siamo bugiardi e pervertiti, che vendiamo fumo, che mascheriamo dietro alla voglia di una famiglia tutte le nostre manie di grandezza.
Scrivo perché forse, una volta che io abbia risposto a tutte le domande inopportune, a tutti i commenti insolenti, a tutte le parole pesanti, mio figlio forse non dovrà farlo.
Non cerco di incantare nessuno, espongo la mia verità. Una verità sostanziata dalla quotidianità e che non cambierà mai solo perché qualcuno dice che non va bene o che è ingiusta e deformata.
Ricordatevi che non sono solo i bambini ad aver bisogno di sentirsi inclusi, parte del sociale, integrati.
Anche i genitori hanno questo bisogno.

Qualcuno ha cortesemente fatto notare come io mantenga sempre un tono di calma e gentilezza anche quando sotto attacco sono i miei affetti più cari. Lo dite solo perché non potete guardarmi negli occhi mentre leggo certe cose.
Ho un limite, un cuore ed uno stomaco, e certe cose feriscono.
La mia famiglia viene insultata in nome della famiglia ed in onore della logica dell’ignoranza.
C’è gente che crede che una famiglia sia tale solo se riceve il placet della comunità.

C’è gente che pensa che tutti i bambini che crescono in famiglie omogenitoriali siano felici, altri che pensano che siano tutti traumatizzati, altri che siano tutti incazzati con i genitori e che scrivano blog anonimi per sfogarsi un po’ al riparo dalla lobby gay che li costringe a far buon viso a cattivo gioco.
La fallibilità di essere umani non viene accordata alle coppie omosessuali, la capacità o meno di essere buoni genitori è accordata come un assoluto o negata a zero.
Intanto leggo di quel papà che ha lasciato il figlio in macchina sotto al sole fissandogli il ciuccio in faccia con del nastro adesivo.
Ed era un papà eterosessuale.
Mi chiedo se di ritorno qualcuno scriverà mai sui giornali che tutti i papà eterosessuali sono degli incoscienti teste di cazzo o se semplicemente lamenteranno la sfortuna di quel bambino di aver avuto un padre cosí genuinamente imbecille.
Ma basta, non mi soffermo oltre che c’è altra roba qui da dissertare.

Stamattina eravamo al parchetto con i nonni, ed era un formicaio di francesini.
Più li guardo e più non mi capacito di come sia possibile essere cosí carini nei modi e negli atteggiamenti per poi crescere e diventare incazzosi, depressi e purciari come i parigini.
Cosa gli fanno a ‘ste creature?
“Gerardo! Attento sul cavallino che ti fai male al sesso! Amore, ti fai davvero male al sesso!” grida in italiano una mamma dal pesante accento francese (forse sposata con un italiano? Forse bipolare, boh).
“‘Sta ‘mbecille…” commenta Nonna Mimí, cappottandosi dal ridere.
Il sesso?
Cioè, mi state a dí che solo io lo chiamo pisellino, o pipo, o pipetto? Cioè questa dice a suo figlio “Vieni che mamma ti sciacqua il sesso?”
Ed al marito che gli dice?
“Copuliamo?”

“Dammi il membro?”
“Il manico?”
“La verga?”
“Il fallo?”
“Inseriscimelo nel pertugio?”(Cit. Caterina Falchi)
“Nella vulva?”
“NELLA NATURA???”
Ed alla fine di un amplesso soddisfacente griderà forse”GIUNGO! GIUUUUNGOOOO!!”?
Muoio. Rido da solo. Dai che defishenti che siete.
È forse questa donna con la erre di Edith Piaf un esempio di genitorialità alla francese secondo la quale si parla ai bambini come a piccoli adulti? Dite che mio figlio è il principe der casino perché chiamo il suo sesso ‘pisellino’?
A questo proposito, mi sono imbattuto tempo fa, grazie ad una cara lettrice, in questo libro “French kids don’t throw food”, uscito qui in Purgatorio col titolo “Bebé made in France”ed ho capito molte cose.
L’intenzione del libro è quella di proporre la tecnica genitoriale ‘à la française’ per educare dei bambini composti, indipendenti che puoi portare dappertutto. Ho letto solo dei piccoli estratti (ma la noia…) soprattutto la parte dove si parla del sonno e viene spiegato che fin da piccolissimi (infatti fin da quando il piccolo arriva a casa dall’ospedale), i bambini vengono incoraggiati a dormire da soli nel loro lettino, nella loro stanza da letto e gli viene spiegato di non rompere i cogl di non svegliarsi durante la notte.
Ovvio, “incoraggiati” significa “se strillano sticazzi”, che è una tecnica dalla facile applicazione se in mezzo al petto c’hai un blocchetto di fois gras al posto del cuore.
“Bisogna spiegare al piccolo (anche se ha 3 mesi) in tono pacato ma fermo, che deve dormire da solo e che mamma e papà sono nella stanza accanto.” (semi cit.)
Dai, banalizzo e semplifico, ma dopo essermi confrontato sull’argomento con una coppia di amici parigini, ho appurato che il succo è quello.

Non lo ‘spiegare’, bensì lo ‘sticazzi’ o ‘sticazzí” per amor di accento gallico.
“Lo dovete lasciar piangere… Sennò non capirà mai che anche voi avete bisogno dei vostri spazi…”
“No, scusate, voi spegnete la luce e se sbraita fate finta di nulla?”
“Beh, dai, non siamo dei mostri… Si chiama ‘pianto controllato’ o ‘pause’… Gli spiegate che deve dormire e non correte subito quando piange e vi cerca, aspettate un po’…”
“Uhm… E la differenza con la tortura sarebbe…?”
“Ma no! Lui cosí impara ad essere paziente!”
“Boh, secondo me a 6 mesi l’unica cosa che impara è che quando ha paura, o si sente solo, o è stressato e piange, voi non ci siete.”
Silenzio imbarazzante.
“Che beviamo?”

Insomma, vi fate un’idea.
Le madri in Francia, e qui a Parigi in particolare, sono molto più sotto pressione per riconquistare la loro dimensione personale sia a livello fisico che professionale.
La maggioranza delle madri torna al lavoro a tempo pieno dopo 3 mesi grazie agli aiuti statali che consentono ai più di permettersi crèches e bambinaie. La riconquista della forma fisica e le uscite serali ‘sans bebé’ anche in coppia sono una consuetudine ed un sacrosanto diritto a cui in pochissimi rinunciano. Anche le vacanze in due sono ordinaria amministrazione, e, sempre stando alla testimonianza dei nostri due amici (coppia etero), in genere mamma e papà volano da soli alle Maldive (ma anche a Deauville…) per dieci giorni lasciando la prole alla bambinaia o alla nonna, poi rientrano e portano i piccoli al parco di Asterix ed alla casa di campagna in periferia per il resto dell’estate.
Cosí, di primo pelo, mi verrebbe da dire “Beati loro e mortacci loro…” poi però penso che una vacanza à deux per ogni coppia di genitori è un vero balsamo, un tonico per lo spirito.
Una vera e propria tanica di benzina per riaccendere il fuoco della passione.
“Magari gli scemi siamo noi…” mi dico pensando all’ultima lontana volta che siamo usciti a cena da soli, e immagino queste coppie che resteranno innamoratissime per tutta la vita, con figli indipendenti,

educati ed equilibrati, che avranno sempre a mente il valore dello spazio personale e del rispetto per gli altri e della pazienza.
Poi però mi guardo intorno ad ammirare la Francia, il suo ragguardevole tasso di divorzi (364 divorzi pronunciati ogni giorno, un totale di 132.977 all’anno), l’aumento pazzesco di nascite al di fuori del matrimonio, dove la famiglia media è composta di due genitori e tutti i figli avuti da relazioni precedenti, spesso con una notevole differenza di età tra loro (i grandi di 25 anni, i piccoli di 6 mesi…); la Francia che è la nazione col più alto tasso di consumo di antidepressivi AL MONDO. Poi vabbè, chiamare ‘pazienti’ i parigini è come dare del chierichetto a Satana.
Alla faccia di insegnare la pazienza da piccoli.
“I francesi non sono geneticamente capaci di essere felici.”
“Il francese abbaia sempre e trova legittimazione del suo valore nella protesta contro qualunque cosa.”
“I francesi odiano aspettare, odiano i cambiamenti, odiano le imposizioni e odiano il governo.” (cit. la solita coppia di amici)
Insomma, bella gente equilibrata, frutto di una tecnica genitoriale raccomandabile e di standards ed aspettative di vita del tutto realistiche.
Tutta questa ribellione, protesta e odio, sotto una calma e compostezza tanto evidente quanto insincera, fossero mai un modo per esternare la frustrazione di avere avuto due genitori che, invece di coccolarti fino a farti addormentare, si ciucciavano a vicenda i lobi delle orecchie sul divano bevendo Bandol Rosé mentre tu staccavi giù l’intonaco della cameretta a capocciate?
Che mentre loro si rincorrevano gnudi sulle spiagge bianche delle Maldive come due ninfomani in libera uscita tu stavi sul pavimento in una pozza di orina a casa di una quasi totale sconosciuta che puzzava di gatto all’aglio e che puntualmente si dimenticava il tuo nome e le tue allergie?
Chi lo pubblica adesso uno studio che dimostra come tutti i genitori francesi crescano dei figli depressi? Chi li pubblica i links ai blog dove i figli francesi si lamentano in segreto dei loro genitori francesi?

Vogliamo fare un referendum per vietare ai francesi di riprodursi?
E poi? Vogliamo parlare degli italiani che crescono figlie femmine chiocce e rompicoglioni e figli maschi che si staccano dalle gonne della madre per attaccarsi a quelle della moglie chioccia e rompicoglioni?
Vogliamo parlare dei giapponesi che sono tutti alti un metro e venti?
Facciamolo per il bene dei bambini.
Per il bene della famiglia.
Per amor diddío.
Oppure no, ridiamoci su e non generalizziamo.

E non rompiamo il cazzo ai genitori gay ed ai loro figli, a quelli felici, a quelli depressi, a quelli equilibrati ed a quelli psicopatici, a quelli pazienti ed a quelli schizzati.
Che pure lí generalizzare non è giusto.

Ovvio che ci ritornavo, vi pare che lascio sfumare la questione?

Eddai su.

TQF xx

Labels: crescere figli., discriminazione, famiglia, genitorialità, omogenitorialità
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46 comments:
AGY_TO said…
Clap, Clap, Clap. Standing ovation.

11 July 2013 19:39
Anita said…
sei spontaneo, dolce e verace… 🙂

11 July 2013 19:42
Aurora said…
Perchè quando leggo i tuoi post mi viene da trattenere il fiato? Wow! Fantastico come sempre!

11 July 2013 20:04
Vale said…
This comment has been removed by the author.
11 July 2013 20:29
Vale said…
Prendere i francesi come modello genitoriale è come dire “Fai mangiare tuo figlia a casa di Buddy Valastro che non gli viene il colesterolo alto”. Vuol dire voler male a un’intera generazione nonchè scoraggiare l’uso del bidet.
Il Tappo, oltre al non trascurabile culo di avere genitori simpatici, intelligenti e fighi, avrà un’altra grandissima fortuna: non essere francese. Vuoi mettere?

V.
http://beingcaustic.blogspot.it/

11 July 2013 20:33
ero Lucy said…
Grandissimo :DD

11 July 2013 20:36
Lara27 said…
Dio ti adoro…
Ho una figlia di 18 mesi che ancora di notte non ci da tregua e proprio in questi giorni, alle prese con bastardisdimi denti che quando cacchio escono, punture di zanzare come sanguisughe e crisi da abbandono (perché poi, che qua si vive h24 per la pupa), ero in cerca di suggerimenti per ritornare ad un minimo di sonno decente. La ricetta del miracolo pare essere condivisa e infallibile: lasciala piangere.
Ci ho provato, non lo nego, ma sono stata immediatamente colta dall’ansia da mamma italica chioccia e tutta coccole e così via di notti insonni, ninnenanne al limite del coma e lettone con inclusa eliminazione fisica del marito e suo trasferimento sul divano…
Ho cercato ristoro in una vacanza tet a tet io e lui soli in luogo esotico e lontano: ho creduto di morire per quei 10 infiniti giorni e ancora non ho ricordi del viaggio, perché l’unica cosa a cui pensavo era mia figlia così lontana…
No, io non ce la faccio a crescere una figlia che non getta cibo a terra! Crescerò una selvaggia, la classica italiana casinara, disorganizzata e caciarona. In cul a la France 🙂

11 July 2013 20:45
Why said…
Ma sai che tu mi finisci nei libri di storia piccolo paladino? Stai facendo un lavoro certosino. E quando dici che spieghi e rispondi a tutto così magari tuo figlio non dovrà farlo io ti adoro.
Ciò detto, passo alla brutta notizia: anche qui a Londra il controlled crying va per la maggiore. Io li odio tutti.
Un bel bacio su quella tua fronte piena di belle idee

11 July 2013 20:58
Elena Valli said…
Io questo post lo adoro. Ho sempre odiato il metodo “fate la nanna” che è quello che descrivi di sti francesi, che pure me alla fine anche se non li conosco bene di primo acchitto mi son sempre stati antipatici. E tu me lo confermi. Non riuscirei mai a lasciare mio figlio in camera a piangere..ma stiamo scherzando??? Io conto i secondi che mancano dal suo ritorno, In 6 anni per la prima volta si è fatto due settimane di mare con la nonna, lui si sta divertendo un sacco io soffrooo
P.s. Però non è vero che è tanto che non esci a cena da solo con tuo marito..e la foto che hai postato l’altra sera?

11 July 2013 21:41
supermambanana said…
ho visto ora, ‘mmazza, accanita ‘sta penelopeggì…

11 July 2013 22:38
Debbie Elepiccolecose said…
facevo l’assistente di volo e vivevo tra i gay. La compagnia li sceglieva per il loro savoir faire e la cura della persona. Con loro ho fatto soste indimenticabili in giro per il mondo, alcuni li ho amati e altri li ho odiati, proprio come ho amato e odiato le mie ex- colleghe.
Uno di questi fu sospettato di pedofilia dalla sorella nei confronti di sua nipote. E’ vero che non possiamo dire di conoscere totalmente nemmeno i memrbi della nostra famiglia o amici più intimi, ma nessun altro ha mai creduto a quella infamia. La sorella poi ritrasse l’accusa, ma la ferita ormai era nella sua anima. Era gay ed era fragile, ma non era un pedofilo. Se fosse stato un pervertito, ne avrebbe approfittato in giro per il mondo, non sotto gli occhi della sua famiglia. Facevamo soste in tailandia, a Cuba, in sud America, luoghi dove i bambini te li offrono per la strada, oppure nei locali per pedofili che ho visto con i miei occhi (in tailandia). Un giorno arrivò la telefonata che ci annunciava il suo sucidio. fu un colpo atroce per tutti noi naviganti. forse ho sbagliato ad appesantire questo post con un tale commento, ma ogni volta che ti sento urlare per difendere la dignità degli omosessuali come essere umani, penso che se ci fosse stato uno come te molto tempo prima…forse non starei a raccontare questa triste storia.

11 July 2013 22:43
Francesca Taioli said…
Uhhhh quasi quasi lo stampo questo tuo post!;)
Madre di un Patato risvegliatore sai quante volte me l’hanno consigliato il libro “Fate la nanna” (che descrive il metodo che hai citato tu) ?
Ecco… lasciamo perdere dai!
Il Tappo e; fortunato e voi pure!Lascia perdere i francesi e pure “gli altri”!:)

11 July 2013 23:20
Lanterna said…
Ogni volta che ti leggo, penso “Ma perché non lo leggo più spesso?”
Poi mi ricordo che Firefox del lavoro rifiuta il tuo blog, non so che virus pretende che tu abbia.
QF, basta leggerti per rendersi conto che non c’è differenza tra me e te (o meglio, qualche differenza c’è, ma pochi dettagli fisici…).
Il resto son menate dei cretini, e mi dispiace che la loro madre sia sempre incinta.

12 July 2013 06:47
El_Gae said…
Anche un’amica di mia moglie se n’era uscita con un “amore ti fa male alla vulva?” e mia figlia, grattandosi la sgnappa, le aveva risposto “No, ho spissa (prurito) alla patata”.
Perche tra fargli dire pene a 6 mesi e scoprire a dieci anni che solo tu lo chiami “piperotto” (cosa successa a me) ci sarà pure una via di mezzo… o no?
gran bel post

12 July 2013 09:00
Cristina said…
Troppo forte, ma soprattutto più ti leggo più mi accorgo che davvero non c’è alcuna differenza tra famiglie di questo o quel tipo, qualora mai avessi avuto dei dubbi.. Sul fatto del piangere la notte o delle vacanze da soli, credo che ci voglia un po’ di equilibrio. Ci sono tanti tipi di pianto, perchè all’inizio ti sembra che il pianto sia tutto uguale, ma poi l’istinto ti porta a capire quando si tratta di fame, dolore o altro.. Ogni tanto mi è capitato di lasciarla piangere.. col cuore in gola, ma provare per pochi minuti ed ha funzionato.. e abbiamo riposato tutti e non mi sono sentita degenere. Ogni tanto ci siamo ritagliati una sera, un week end e non è stato un disastro. Poi per il resto era sempre con noi il più possibile. Ora inizia ad essere grandicella e comincia a chiedermi di stare un po’ per le sue.. eh.. bè.. si va avanti 🙂

12 July 2013 09:12
strega dei gatti said…
Come al solito non batto ciglio tutto esatto…. Ora ti lascio devo leggere il tuo articolo… 😉

12 July 2013 09:29
Pixel, Monsters&Co. said…
“Vogliamo parlare degli italiani che crescono figlie femmine chiocce e rompicoglioni e figli maschi che si staccano dalle gonne della madre per attaccarsi a quelle della moglie chioccia e rompicoglioni?”
AMEN
per questa frase ti darei il pulitzer. sono seria. è un piaga socio-culturale che non viene ammessa, anzi, in periodo di crisi si legittima per molte persone (chiocce e rompicoglioni, ovviamente)

12 July 2013 09:40
Claudia-cipi said…
come sempre mi trovi perfettamente d’accordo.
a parte il pisellino. che noi lo chiamiamo pipino da quando ho chiesto a qualcuno di prendermi i piselli da cuocere e il piccoletto s’è portato le manine sul pannolino, con sguardo preoccupato, come a dire “eh, no, questo non si tocca”.

12 July 2013 10:19
Me stessa – Bimbo cercasi said…
Ecco e ora che io devo andare a vivere in Francia per 3 anni con due bimbi che non li tiene fermi e tranquilli manco la madonna, che devo fa???? Rinchiuderli in casa???

12 July 2013 11:43
Vale.81 said…
sante parole.
comunque non mi fa vedere il tuo articolo su Vanity Fair. Dice “not found”… 🙁

12 July 2013 11:54
LaPink_WeddingPlanner said…
Il link a Vanity Fair non funziona.
Per il post, direi che mi trovi tendenzialmente d’accordo su tutto. Poi, come si dice? IO sono senza figli quindi sono una brava mamma.

12 July 2013 11:57
emmanuelecon2m said…
Non conoscevo il tuo blog. Fino a 5 minuti fa. Fantastico…

12 July 2013 12:08
The Queen Father said…
Grazie della segnalazione per il link a Vanity… Dovrebbe essere tutto a posto ora! Grazie di nuovo. Buona giornata! (godete, è venerdì!)

12 July 2013 12:22
Parola di Laura said…
fantastico, come sempre!

12 July 2013 12:42
Marianna LaSciampista said…
Di figli non ne ho, ma qui si parla di quello e molto altro, in maniera mai scontata o piatta, mi piace molto leggerti. Intelligente, brillante e de core, bravo!
E ora perdonami ma vado a copulare che come ci ricordi è venerdì, orsù godiam!

12 July 2013 12:50
angela e georgette said…
che bravo ..mi piace ogni parola che hai scritto! bravò (alla francese con l’accento sulla o)

12 July 2013 13:13
Fede said…
No vabbé, sei un idolo. Non so neanche da che parte cominciare per dirti fino a che punto sono d’accordo con te su sti benedettissimi figli frenchy (e sul resto). Vivo a Paris da dieci anni, ho figliato con un francese e ancora non mi cpacito di come riescano a tirar su degli adulti anafettivi, solitari e incazzosi pure. In realtà so perchè ed è tutta colpa della scuola (fin dalla materna). Ma questa è un’altra storia e tu resti un idolo. 😉

12 July 2013 13:24
Anonymous said…
Eheheh sei un grande!!!!!
E quando fa male… pensa anche a tutti quelli che ti supportano! Non siete soli!
Claudia

12 July 2013 15:31
Ciccola said…
Sei grandissimo. Ho disdetto l’abbonamento a Vanity Fair dopo 10 anni di amore (per il giornale) e odio (per le poste). Ma i tuoi articoli mi stanno convincendo ad abbonarmi di nuovo…

12 July 2013 17:41
Anonymous said…
Ma scherzi? Mia figlia ha 5 anni e ancora dorme con noi (tranne quando si addormenta prima di noi e il papa’ la trasporta nella sua cameretta) e mio marito e’ un bacchettone americano che voleva che la mettessi in camera sua sin dall’inizio. E’ durato giusto mezz’ora, poi ha visto che lui era delegato ad andare a prenderla ogni volta che piangeva e ha mollato. La bimba e’ passata poi dalla culletta al letto perche’ altrimenti non smetteva di piangere. Ao’, e’ mia figlia e la vizio come mi pare.
Dora

12 July 2013 18:11
luana dornetto said…
non capisco… dove sono questi meravigliosi bambini francesi quando IO vado in vacanza? davvero… sarà che ho la sindrome della zitella, ma a me pare che siano tutti posseduti! li trovo tutti io? adesso almeno li capisco, e sono tanto dispiaciuta per i vicini di casa che si devono sentire gli ululati dei neonati abbandonati… cioè… lasciati ad autoeducarsi nella loro cameretta (mettono i poster di freddy krueger alle pareti? dev’essere terapeutico). in ogni caso andrò alle maldive per salvarmi dai disciplinatissimi bambini francesi e dove mi sorbirò i genitori amoreggianti, temo! tu non andare a lezione di “genitorialità” da loro però! a me sembri un bravissimo papà!

12 July 2013 18:57
Anonymous said…
Dovresti solo capire che i parigini NON SONO i francesi. Sono solo *alcuni* francesi, e non assomigliano necessariamente agli altri.

Maria

12 July 2013 23:02
The Queen Father said…
Maria, certo che lo capisco. Il post infatti fa un po’ di sarcasmo sulle generalizzazioni ed il loro semplicismo. Pensavo fosse chiaro.
E per la cronaca, i parigini stanno sui coglioni anche, e soprattutto, ai francesi.
X

12 July 2013 23:09
Anonymous said…
ciao “regina”
sono penelope g.

tu sei il motivo per cui non finirò mai di “rompere le uova nel paniere” su certi argomenti… e più ti leggo e più ne sono fiera… ho un cuore ENORME eppure vengo accusata di essere una strega perché non oserei mai considerare un pargolo come un aiuto umanitario da dispensare a chiunque ne faccia domanda o il mio utero come un bene di chi chiunque possa usufruire a qualcuque titolo… mia mamma mi ha inseganto che questo significa essere donna e madre e non mi importa se altre persone non hanno avuto una simile fortuna dalla vita… mi fanno pena… ho avuto uno scambio di opinioni con alcuni omosex riguardo te… e non ti stringerebbero la mano memmeno con tre paia di guanti…

13 July 2013 15:50
Anonymous said…
cito: “c’è ancora tanta gente che dice che non va bene, che non siamo uguali, che siamo sfruttatori, che siamo bugiardi e pervertiti, che vendiamo fumo, che mascheriamo dietro alla voglia di una famiglia tutte le nostre manie di grandezza” ho postato su un sito che tu conosci bene un link al sito di un signore omesex quanto te e padre quanto te che ha scritto un post che ha fatto scalpore… ovvero di come la sua bambina spontaneamente lo chiami mamma e lasci trasparire la sua voglia di averne una… speravo “regina” che tu avresti risposto a una tale notizia con la tua melliflua prosa… o non lo hai notato oppure te ne frega nulla… il che mi fa pensare che non leggi attentamente ciò che ti scrivono i lettori oppure non hai gli attributi di affrontare un tuo collega blogger e sei focalizzato solo sul tuo blog… e questo è male per ogni blogger… non solo per te… dice penelope. g.

13 July 2013 15:56
Anonymous said…
comunque… sempre che tu esca dal tuo bozzolo di zucchero filato e abbia la voglia di vedere come se la cava un blogger omosex e padre quanto te con la “famiglia arcobaleno” che si è creato… il sito è questo

www.nytimes.com/
the-misnomer-of-motherless-parenting

ora dai dell’omofobo ignorante anche a chi è
gay e padre come te
tale
FRANK LIGTVOET

che ha osato dire che a volte in una famiglia come la vostra qualcosa che non va c’è…

saluti

penelope g.

13 July 2013 16:01
Anonymous said…
Sometimes when my daughter, who is 7, is nicely cuddled up in her bed and I snuggle her, she calls me Mommy. I am a stay-at-home dad. My male partner and I adopted both of our children at birth in open domestic adoptions. We could fill our home with nannies, sisters, grandmothers, female friends, but no mothers. My daughter says “Mommy” in a funny way, in a high-pitched voice. Although I refer the honors immediately to her birth mom, I am flattered. But saddened as well, because she expresses herself in a voice that is not her own. It is her stuffed-animal voice. She expresses not only love; she also expresses alienation. She can role-play the mother-daughter relationship, but she cannot use her real voice, nor have the real thing. FRANK LIGTVOET nytimes.com

13 July 2013 16:13
Anonymous said…
post scriptum

non condivido le conclusioni finali di mr. Frank Ligtvoet alias “mia figlia mi chiama mamma” nell’articolo che ho citato ma ammiro profondamente la sua onestà e la sua sensibilità… chissà tu che ne pensi…

saluti penelope g.

13 July 2013 16:19
Anonymous said…
post scriptum bis

cara “regina”

ti smentisco… non tutti i prodotti di una diversa genitorialità scrivono anonimi blog incazzosi al riparo dallo sguardo della lobby gay… alcuni blogger molto coraggiosi invece ci mettono il nome e la faccia e scrivono anche a proposito di un contesto eterosessuale…
comea Brian nel suo blog “son of a surrogate”
ecco che dice…
“How do you think we feel about being created specifically to be given away? You should all know that kids form their own opinions. I don’t care why my parents or my mother did this. It looks to me like I was bought and sold. You can dress it up with as many pretty words as you want. You can wrap it up in a silk freaking scarf. You can pretend these are not your children. You can say it is a gift or you donated your egg to the IM. But the fact is that someone has contracted you to make a child, give up your parental rights and hand over your flesh and blood child.”

ti lascio… x oggi è proprio tutto…
penelope g.

13 July 2013 17:10
Caterina said…
Onorata per la citazione… non merito tanto.

13 July 2013 17:57
SuSter said…
Sei riuscito a mettere qui dentro così tante cose, e così ben esposte, e così vere e esilaranti, oppure terrificanti che… Boh! non so proprio da dove cominciare. Solo che rimango ferma nella mia idea che tanto a sbagliare siamo tutti bravissimi. tanto vale che ognuno sbagli a modo suo piuttosto che qualcuno ci insegni come sbagliare in branco.
Io ti dico di continuare a scrivere malgrado certe risposte ti possano fare davvero male, perchè c’è bisogno di persone che sappiano ancora pensare e scrivere con la loro testa e non in base a stupide frasi fatte trite e ritrite.

14 July 2013 09:16
Anonymous said…
‘a Penelope G. ma non ce l’hai ‘na vita?? Sembrerebbe essere proprio triste vista l’acidità che sprizza dalle tue parole e visto il così tanto tempo libero a disposizione, così tanto da per scrivere 6 commenti in due giorni su un blog del quale non condividi nulla a prescindere. Fatti e facci un favore: leggi altro, perché onestamente non porta granché alla conversazione ripetere petulantemente lo stesso concetto all’infinito.
P.S. Se hai figli prepara loro una bella torta di mele o portali al parco piuttosto che sprecare tempo prezioso a commentare un blog che la tua morale così elevata non approva.

Nadia

14 July 2013 15:51
Anonymous said…
dimenticavo…Queen, ce ne fossero di genitori come te e il tuo partner! Gay, etero, Bisex,ce me fossero di genitori capaci di amare come voi! Fortunato il Tappo!

14 July 2013 15:58
Anonymous said…
caro anonimo… se tutti dovessero commentare solo i blog per i quali sono a favore il mondo sarebbe una tale noia… e siccome ho posto quesiti più che pertinenti all’autore (ovvero come considera un suo collega “padre-gay” che scrive di come alla figlia nasca la voglia di chiamare mamma oppure l’esperienza di un ragazzo che parla di come ci si possa sentire ad essere nati da una surrogata come è capitato ai suoi figli) mi pare di essere stata tutt’altro che molesta… non si puo’ avere un po’ di sana curiosità per l’opinione del gestore di questo blog su due tempi importanti che lo riguardano in un certo senso? in democrazia questo è normale. ma nella “reginacrazia” forse no. aspetto la risposta alle mie domande… dovessi trovare 5 minuti ogni giorno apposta ma sarò qui ad aspettare le risposte… penelope g.

14 July 2013 16:08
Anonymous said…
p.s. anononimo… non ho figli… e allora??? per una serie di fattori che si sono sommati insieme non ne ho e forse mai ne avrò… e allora??? se le donne senza bambini o con sterilità o con problemi a restare incinte a lungo non possono o non potessero affacciarsi su un qualsiasi blog che parla di genitorialità che mondo sarebbe??? un mondo estremamente razzista!!! io ho una madre e sono circondata da amiche e parenti mamme… che frequento e vedo all’opera con le proprie creature… perciò… non vedo perché il fatto che x il mio utero non sia mai passata la testolina di un bimbo non dovrei sapere proprio nulla su come si cresce e ama un bambino… a costo di ripetermi per la 1000 volta… mia mamma è stata una scuola di maternità straordinaria che ho visto fruttare in mia sorella… dunque… sarà lei a fare le torte di mele… io ho il tempo o comunque farò in modo di trovarlo per attendere che il padrone di questo blog mi dia un paio di risposte alle quali ho diritto… come chiunque altro si affacci qui… mi pare che la “regina” si sia ben viziata ad avere a che fare solo una stuola di adoranti fans che attendono le sue apparizioni come quelle della vergine maria… ben venga un sano confronto che alleni “regina” a esporre le sue idee oltre l’autocelebrazione… e ora lascio di nuovo la parola (spero) alla “regina”… per la cronaca seguo molti blog pro e contro le mie idee… e alcuni blogger sono divenuti miei amici virtuali… non vi farò un favore cari supporters di mollare la presa finché regina non mi darà almeno quelle due risposte che attendo… con calma e ponderatezza… niente parolaccie e prese x i fondelli… serio come si conviene a un uomo fatto della sua età… vabbè che questo pare il blog della barbie… ma confido in una risposta adulta… saluti da penelope g.

14 July 2013 16:21
Anonymous said…
Ciao!ti ho scoperto da poco (purtroppo) ma mò non te mollo più!!condivido i tuoi pensieri e in più sei simpaticissimo!mi faccio tante risate a leggerti tra una poppata e l’altra (sono mamma di una bimba di 3 mesi)..ti abbraccio,grazie!
fede

14 July 2013 20:02